Preso il rapinatore seriale degli alberghi: arrestato a Ostia in un hotel dove lavorava come receptionist
Di Maria Grazia Stella il 07/02/2026
Fine dell’incubo tra Roma e il litorale: è finito in manette il 28enne che di giorno lavorava come receptionist grazie a un’operazione congiunta tra polizia e carabinieri
Ostia (Rm) – La sua carriera criminale è finita dove lavorava ogni giorno. Grazie a un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri, è stato arrestato a Ostia il rapinatore seriale di alberghi che, tra il 31 gennaio e il 5 febbraio, aveva seminato il panico tra Roma e il litorale. Un 28enne di nazionalità marocchina, insospettabile all’apparenza, che di giorno lavorava come receptionist in un hotel e di notte si trasformava nell’incubo degli albergatori.
Un’indagine rapida e chirurgica che ha messo fine a una scia di colpi ravvicinati e ha restituito sicurezza a un settore scosso da giorni di paura.
Doppia vita: receptionist di giorno, rapinatore di notte
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 28enne conduceva una vera e propria doppia vita. Impiegato come receptionist in un albergo di Ostia, dove il proprietario gli aveva persino messo a disposizione una stanza per dormire, la notte si spostava nel centro storico della Capitale per rapinare hotel.
Tra il 31 gennaio e il 5 febbraio avrebbe messo a segno sei colpi, utilizzando sempre la stessa tattica: volto coperto da passamontagna nero, giubbotto scuro, pistola – poi rivelatasi una replica giocattolo – e la minaccia diretta ai portieri di notte per farsi consegnare l’incasso.
La mappa delle rapine: dal centro di Roma al litorale
La sequenza dei colpi è impressionante per frequenza e audacia. Il 31 gennaio, alle 3.30, il primo assalto all’Hotel Giolli. Il 3 febbraio la giornata più intensa: due tentate rapine all’Hotel St. Moritz (alle 16.30) e all’Hotel Patria (poco dopo mezzanotte), oltre a una rapina riuscita all’Hotel MF Roma alle 18.30.
La sera del 5 febbraio l’ultimo blitz: prima all’Hotel Sirenetta, sul lungomare Paolo Toscanelli di Ostia, dove porta via 1.500 euro, poi, alle 00.15, all’Hotel Viminale. Un’escalation che ha fatto scattare l’allarme rosso tra gli operatori del settore.
L’indagine lampo: decisivi telecamere e social network
Dopo le denunce, gli investigatori del Commissariato Viminale e i militari della Stazione Carabinieri Quirinale hanno avviato un lavoro serrato sulle immagini di videosorveglianza. La “firma” del rapinatore era sempre la stessa.
Ma a tradirlo sono stati soprattutto gli occhiali da sole: gli stessi indossati durante le rapine comparivano in alcune foto pubblicate dal 28enne sui social network. Un dettaglio apparentemente banale, che ha fatto crollare l’anonimato costruito con passamontagna e cappuccio.
L’incrocio tra immagini, spostamenti, segnale del telefono cellulare e profili social ha portato rapidamente alla sua identificazione.
L’arresto a Ostia: fine della fuga
Una volta chiuso il cerchio, gli agenti sono andati a colpo sicuro. L’uomo è stato rintracciato e arrestato nella stessa camera d’albergo di Ostia dove alloggiava e lavorava come receptionist.
Per lui, già noto alle forze dell’ordine per precedenti tra agosto e dicembre per furti e altri reati, è scattata la fine di una carriera criminale che stava diventando sempre più pericolosa.
Tra gli episodi contestati figura anche una rapina avvenuta nei mesi scorsi in un albergo di via dei Due Macelli, nel pieno centro storico di Roma.
Un segnale forte per albergatori e territorio
L’operazione congiunta di polizia e carabinieri ha rappresentato molto più di un arresto: ha posto fine a un incubo che, in pochi giorni, aveva messo in allarme decine di strutture ricettive tra Roma e Ostia. Un intervento rapido, coordinato ed efficace che conferma come l’attenzione degli investigatori resti altissima sul fronte della sicurezza e dei reati predatori.
A incastrarlo sono stati i dettagli, la tecnologia e il lavoro di squadra. Agli albergatori resta ora la certezza di un territorio presidiato. Al rapinatore seriale, invece, solo gli occhiali dei social: quelli che hanno segnato la fine della sua fuga.

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