All’ospedale Grassi seguiti a distanza 12 pazienti candidati alla cardioversione elettrica

Ostia (Rm) – La sanità del territorio compie un nuovo passo verso l’innovazione digitale. Presso l’ospedale G.B. Grassi di Ostia è stato avviato un percorso di telemonitoraggio di livello 1 dedicato ai pazienti affetti da fibrillazione atriale candidati a cardioversione elettrica. Il progetto, promosso dalla Asl Roma 3, è attivo dal 21 gennaio e ha già coinvolto 12 pazienti seguiti dalla Uoc di Cardiologia del presidio ospedaliero lidense.

Un’iniziativa che unisce tecnologia e assistenza clinica, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure e rendere il follow-up più semplice, tempestivo e vicino alle persone.

Cos’è la fibrillazione atriale e perché va monitorata

La fibrillazione atriale è una delle aritmie cardiache più diffuse e può aumentare il rischio di complicanze, come l’ictus o lo scompenso cardiaco. Tra i trattamenti disponibili rientra la cardioversione elettrica, una procedura che mira a ripristinare il corretto ritmo cardiaco.

Il nuovo percorso attivato al Grassi introduce una modalità strutturata e standardizzata di monitoraggio a distanza del ritmo cardiaco, che affianca le visite tradizionali e consente ai cardiologi di seguire il paziente anche nella fase che precede e segue la procedura.

Lo smartwatch medico: l’elettrocardiogramma da casa

Elemento centrale del progetto è l’utilizzo di un dispositivo indossabile medico certificato. Ai pazienti selezionati viene infatti fornito uno smartwatch in grado di registrare autonomamente un elettrocardiogramma monotraccia della durata di circa 30 secondi.

“Sulla base di una procedura aziendale condivisa – spiega la dottoressa Manuela Bocchino, responsabile della Uos Telemedicina – il paziente può effettuare la registrazione comodamente da casa e trasmetterla in modo sicuro ai cardiologi. Questo consente un controllo più ravvicinato del ritmo cardiaco e un coinvolgimento attivo del paziente nel proprio percorso di cura”.

I vantaggi del telemonitoraggio: meno ricoveri, più tempestività

Grazie al telemonitoraggio, i cardiologi possono individuare precocemente, anche attraverso specifici alert, il ripristino o la perdita del ritmo sinusale. Questo permette di ridurre accessi impropri al pronto soccorso e ricoveri non necessari; migliorare l’organizzazione del Day Hospital per la cardioversione elettrica; raccogliere dati clinici utili per valutare l’efficacia delle cure e la qualità dell’assistenza.

Il servizio è coordinato dalla Uos Telemedicina in collaborazione con la Uoc Cardiologia e prevede il supporto di personale sanitario dedicato. Quando necessario, il percorso può essere integrato con telecontrollo medico e televisite cardiologiche.

“Così restiamo in contatto continuo con il paziente”

Il valore del progetto emerge soprattutto nella gestione quotidiana della patologia. “Per i pazienti con fibrillazione atriale – sottolinea il dottor Luca Santini, dirigente medico della Uoc Cardiologia – il percorso di cura non si esaurisce con la procedura. Il telemonitoraggio ci permette di restare in contatto costante con il paziente, seguendo l’andamento del ritmo cardiaco e intervenendo in modo più tempestivo”.

Un approccio che riduce spostamenti inutili verso l’ospedale, aumenta la sicurezza clinica e consente di ottimizzare rapidamente la terapia. “Il paziente si sente più seguito e protetto – aggiunge Santini – e noi possiamo offrire una gestione più serena e personalizzata. La tecnologia non sostituisce il medico, ma ci aiuta a essere più presenti”.

L’impegno della Asl Roma 3 per la sanità digitale

Il nuovo servizio rappresenta un tassello importante nel percorso di innovazione dell’azienda sanitaria. “Con questa iniziativa – conclude la dottoressa Laura Figorilli, Direttore Generale della Asl Roma 3 – confermiamo il nostro impegno nello sviluppo della telemedicina e nell’adozione di modelli assistenziali più vicini ai bisogni delle persone, orientati alla qualità delle cure e a un uso più efficiente delle risorse sanitarie”.

Un esempio concreto di come la tecnologia, se inserita in un percorso clinico ben organizzato, possa rendere la sanità più accessibile, moderna e centrata sul paziente.