Un’escalation di violenza culminata in un doppio sequestro di persona. La polizia interviene in pochi minuti, sfonda l’ingresso di una baracca e salva due donne, una delle quali gravemente ferita. Arrestato un 50enne ucraino

Ostia (Rm) - Una lite nata tra le mura di casa e precipitata rapidamente in una spirale di violenza. E' accaduto a Ostia, dove un uomo di 50 anni, di nazionalità ucraina, ha prima aggredito la compagna e poi l’ha privata della libertà, rinchiudendola contro la sua volontà all’interno di una baracca.

A restare intrappolata non è stata soltanto la vittima principale. Anche un’amica della donna, accorsa nel tentativo di aiutarla e riportare la calma, è finita nelle mani dell’aggressore, trasformando l’episodio in un drammatico doppio sequestro di persona.

Le urla nella notte e la chiamata di emergenza

La svolta arriva nel pomeriggio del 2 febbraio, quando alla Sala Operativa della Questura di Roma giunge una segnalazione allarmante: urla soffocate e richieste disperate di aiuto provenienti da una baracca all’interno del Parco della Madonnetta.

In un’area verde, quelle grida diventano l’unico indizio per localizzare le vittime.

L’intervento decisivo della Polizia

Sul posto intervengono immediatamente gli agenti del X Distretto Lido, che riescono a individuare in pochi istanti il punto esatto da cui provengono i lamenti.

Davanti a loro, una scena drammatica: l’ingresso della baracca è sbarrato con una catena e un lucchetto. I poliziotti forzano l’accesso e, una volta dentro, trovano le due donne – una 62enne e una 36enne, entrambe ucraine – finalmente libere, ma in condizioni critiche.

Una delle due è riversa a terra, dolorante, con numerose escoriazioni ed ecchimosi sul corpo. Le sue condizioni rendono necessario l’immediato intervento del 118, che la trasporta d’urgenza all'ospedale Grassi di Ostia.

La ricostruzione: violenza e isolamento

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato da una lite tra l’uomo e la compagna, degenerata in una violenta aggressione. Quando l’amica della donna è intervenuta per aiutarla, l’aggressore avrebbe reagito con ulteriore violenza, impedendo a entrambe di allontanarsi.

Le due vittime sono state così rinchiuse e isolate, senza possibilità di chiedere aiuto, fino all’arrivo della Polizia.

La caccia all’uomo e l’arresto

Messa in sicurezza la baracca e soccorse le donne, gli agenti avviano immediatamente le ricerche del sequestratore. In pochi minuti, all’interno dello stesso parco, individuano un uomo corrispondente alla descrizione fornita dalle vittime.

L’uomo tenta di divincolarsi, ma viene bloccato e messo in sicurezza. Durante l’intervento, i poliziotti riescono anche a disarmarlo di un coltello, che aveva impugnato fino a poco prima contro le due donne.

Dal fermo al carcere

Per il 50enne scattano le manette con l’accusa di maltrattamenti e sequestro di persona. Al termine degli atti di rito, l’uomo viene trasferito presso la Casa Circondariale di Regina Coeli, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’arresto è stato successivamente convalidato.

Un intervento che ha evitato il peggio

L’operazione evidenzia il ruolo cruciale della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza domestica e nella tutela delle vittime. La tempestività dell’intervento, resa possibile dalla segnalazione e dalla rapidità degli agenti, ha consentito di liberare due donne e scongiurare conseguenze ancora più gravi.

Presunzione di innocenza

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza.