FdI: “Scelta inadeguata, troppe criticità e poca trasparenza. Il luogo non è idoneo”

Ostia (Rm) – Un progetto che solleva interrogativi profondi e accende il dibattito politico e territoriale.

L’ipotesi della realizzazione di un villaggio solidale sul lungomare di Ostia Levante, destinato a persone in condizioni di fragilità ed emergenza abitativa, incontra forti perplessità da parte dei residenti e di alcune forze politiche, che chiedono chiarezza, confronto e una revisione complessiva delle scelte.

Il progetto sul lungomare Amerigo Vespucci

Nel mirino delle critiche c’è l’area di lungomare Amerigo Vespucci 41, dove l’Amministrazione capitolina ipotizza la creazione di una struttura sociale a carattere stanziale, definita di fatto un “villaggio solidale”.

A esprimere una posizione netta sono Fratelli d’Italia, attraverso una nota congiunta del capogruppo FdI nel Municipio Roma X, Pino Conforzi, e della consigliera capitolina Francesca Barbato, che hanno effettuato anche un sopralluogo nell’area interessata.

“Troppe ombre e scarsa trasparenza”

"Non possiamo non evidenziare tutte le perplessità che ruotano attorno a questo progetto – spiegano Conforzi e Barbato – emerso pubblicamente solo durante recenti lavori consiliari e accompagnato da una scarsa trasparenza che ha immediatamente generato forte preoccupazione tra i residenti".

A destare ulteriore allarme è anche la modalità di confronto scelta: la Commissione congiunta Lavori Pubblici e Politiche Sociali e Abitative del Municipio X si svolgerà esclusivamente da remoto, limitando di fatto un dibattito diretto e partecipato con la cittadinanza.

Un contesto urbano considerato incompatibile

Secondo gli esponenti di FdI, la localizzazione del villaggio solidale appare fortemente discutibile se inserita nel quadro più ampio delle trasformazioni in corso sul litorale.

"Da un lato – sottolineano – a Ostia Levante si investono milioni di euro nel progetto del Parco del Mare di Ostia; dall’altro, a poche centinaia di metri, si ipotizza l’apertura di un nuovo sito legato all’emergenza sociale, con potenziali criticità in termini di sicurezza, decoro urbano ed equilibrio ambientale".

L’area individuata si trova infatti ai piedi della Pineta di Castel Fusano, in un tratto centrale del lungomare ad altissima frequentazione turistica e balneare, in prossimità di abitazioni private e a pochi passi dalla stazione Cristoforo Colombo.

I nodi tecnici: impianti, fognature e idoneità del sito

Alle perplessità urbanistiche si sommano dubbi tecnici concreti. Durante il sopralluogo, riferiscono Conforzi e Barbato, sono stati riscontrati lavori in corso per l’installazione dell’impiantistica elettrica e di un nuovo punto luce; assenza di interventi sull’impianto fognario; mancanza di pozzetti nell’area.

Elementi che sollevano interrogativi sulla reale idoneità del sito a ospitare stabilmente persone in condizioni di emergenza sociale e abitativa.

“Serve chiarezza e ascolto del territorio”

Per Fratelli d’Italia, Roma Capitale ha il dovere di fare piena chiarezza su finalità, modalità e destinatari del progetto, prima di procedere oltre.

"E' indispensabile – affermano – ascoltare cittadini, associazioni e comitati di quartiere e valutare soluzioni alternative, in aree realmente idonee e compatibili con il contesto urbano.

Il timore di un nuovo colpo a un lungomare fragile

La preoccupazione di fondo riguarda il futuro del lungomare di Ostia, già segnato negli anni da episodi di degrado e fragilità strutturali.

"Interventi di questo tipo, se non pianificati e condivisi – concludono Conforzi e Barbato rischiano di rappresentare l’ennesimo colpo a un territorio delicato. L’emergenza sociale va affrontata con responsabilità e programmazione seria, non con decisioni opache e calate dall’alto. Ostia merita rispetto, sicurezza e trasparenza".

Un dibattito destinato a proseguire, mentre sul lungomare di Ostia Levante restano aperte domande cruciali sul rapporto tra inclusione sociale, pianificazione urbana e tutela del territorio.