Spiagge del litorale romano sommerse dai rifiuti
Di Redazione il 12/02/2026
Dopo mareggiate e piene del Tevere torna l’emergenza ambientale: appello alla Regione per interventi strutturali
Ostia (Rm) – Ancora una volta il mare restituisce ciò che il fiume trascina con sé. Le spiagge del litorale romano, da Ostia a Passoscuro, passando per Fiumicino, Fregene, Focene e Maccarese, si sono trasformate in una lunga distesa di rifiuti dopo le recenti mareggiate e le piene del Tevere.
Plastica, bottiglie, tronchi, canne, materiali ingombranti e persino carcasse di animali in decomposizione ricoprono l’arenile, delineando un quadro ormai tristemente noto e che, ciclicamente, costringe i Comuni costieri a interventi di bonifica straordinaria.
Un’emergenza che si ripete
Non si tratta di un evento eccezionale, ma di una criticità strutturale che si ripresenta puntualmente a ogni piena significativa del fiume. Le correnti marine e la particolare conformazione della costa fanno sì che i rifiuti trasportati dal Tevere si accumulino soprattutto nei tratti di litorale più esposti, rendendo necessarie operazioni di pulizia complesse e costose.
Costi che, ancora una volta, ricadono quasi interamente sulle amministrazioni locali.
Califano (Pd): “Comuni lasciati soli”
A denunciare la situazione è Michela Califano, consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio: "Come consigliera regionale ho denunciato ripetutamente questa emergenza, presentando interrogazioni e mozioni per chiedere l’istituzione di fondi strutturali dedicati ai territori alla foce del Tevere. In particolare, il Comune di Fiumicino – più colpito per via delle correnti marine e della vicinanza al canale navigabile – e il X Municipio di Roma sono costretti ogni volta a sostenere spese impreviste".
I fondi del passato e il vuoto di oggi
Califano ricorda come, in passato, la Regione avesse già messo in campo strumenti concreti: "Durante la giunta di centrosinistra, proprio su mia iniziativa, erano stati destinati 300.000 euro annui ai territori interessati. Risorse che consentivano interventi rapidi e preventivi, evitando il degrado che oggi siamo costretti a vedere".
Un sistema che oggi non esiste più, lasciando i Comuni a fronteggiare l’emergenza senza un adeguato supporto regionale.
Le soluzioni possibili: prevenire prima che pulire
Secondo la consigliera dem, continuare a intervenire solo dopo le mareggiate non è più sostenibile. Servono azioni strutturali e coordinate: installazione di barriere galleggianti sul Tevere, anche a monte del canale di Fiumicino, per intercettare i rifiuti prima che raggiungano il mare; manutenzione costante del corso del fiume e ripristino di fondi stabili e adeguati per le bonifiche, senza gravare esclusivamente sui bilanci comunali.
L’appello alla Regione Lazio
"Non possiamo più accettare che i Comuni siano lasciati soli – conclude Califano –. Tornerò a sollecitare con forza il presidente Francesco Rocca affinché la Regione Lazio si faccia carico di questa emergenza ricorrente, coordinando un intervento straordinario immediato e stanziando risorse strutturali. Il nostro litorale merita tutela costante e prevenzione, non solo pulizie dopo ogni piena".
Un appello che intreccia ambiente, decoro e sostenibilità economica, e che riporta al centro una domanda cruciale: quanto ancora il litorale romano dovrà pagare il prezzo dell’assenza di una strategia regionale sul Tevere?

Tags: ostia, fiumicino, litorale romano










