Parcheggio Acilia Sud–Dragona, l’appello delle associazioni: “Servono risposte concrete, non promesse”
Di Maria Grazia Stella il 02/01/2026
Comitati e realtà ambientaliste chiedono impegni certi per la mobilità sostenibile: senza aree di sosta adeguate, la nuova stazione rischia di nascere già congestionata
Acilia (Rm) – Dare finalmente una risposta concreta a migliaia di pendolari e residenti del quadrante sud-ovest della Capitale. E' questo l’obiettivo dell’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste e civiche del territorio che chiedono con forza un impegno formale del Campidoglio per la realizzazione del parcheggio di scambio a servizio della nuova stazione della Metromare di Acilia Sud–Dragona.
Un’infrastruttura ritenuta strategica non solo per il quartiere, ma per l’intero sistema della mobilità romana, oggi messo a dura prova da traffico, carenza di servizi e croniche difficoltà di collegamento.
Una richiesta chiara: dal progetto ai fatti
A farsi portavoce dell’iniziativa sono WWF Litorale Laziale, Legambiente Circolo Litorale Romano, Italia Nostra Roma, il Comitato Pendolari Roma–Ostia e il Comitato di Quartiere Acilia Sud 2000. In una nota ufficiale inviata all’Assessorato capitolino alla Mobilità e ai Lavori Pubblici, le associazioni chiedono che alle dichiarazioni d’intenti seguano impegni concreti, con tempi certi e atti amministrativi chiari.
Pur riconoscendo gli investimenti annunciati per la transizione ecologica e per il nuovo impianto a idrogeno presso la rimessa Atac, i firmatari sottolineano come l’attuale dotazione di parcheggi – appena 217 stalli – sia del tutto insufficiente per sostenere il flusso di pendolari previsto.
Un nodo strategico per la mobilità del quadrante sud
“Non possiamo permettere che una nuova infrastruttura nasca già inadeguata” spiegano i promotori. La stazione di Acilia Sud–Dragona, destinata a diventare uno snodo fondamentale per il quadrante sud-occidentale di Roma, rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia se non accompagnata da un adeguato sistema di parcheggi di scambio.
Le associazioni ricordano che già le delibere comunali del 2021 e del 2022 avevano individuato aree idonee e soluzioni praticabili, rimaste però sulla carta. Da qui la richiesta di un impegno scritto che garantisca tempi certi e risorse dedicate, in coerenza con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums).
Le proposte sul tavolo: soluzioni già disponibili
Nel documento inviato al Comune vengono indicate soluzioni concrete e immediatamente attuabili:
Completamento dell’ex Punto Verde Qualità di Dragona, un’area già predisposta che potrebbe offrire oltre 230 posti auto a soli 350 metri dalla stazione.
Razionalizzazione del deposito Atac di via Ortolani, utilizzando gli spazi non occupati dall’impianto a idrogeno per creare parcheggi e aree di sosta a ridosso dei binari.
Integrazione della mobilità dolce, con percorsi ciclabili sicuri (in particolare la dorsale Mare–Tevere) e stalli protetti per biciclette e monopattini elettrici.
Soluzioni che, secondo i promotori, permetterebbero di intercettare il traffico privato prima dell’ingresso nei quartieri residenziali, riducendo congestione e inquinamento.
Il rischio: una grande occasione sprecata
Con il potenziamento della linea Metromare e l’aumento previsto delle frequenze dei treni, la domanda di trasporto pubblico è destinata a crescere sensibilmente. Senza un’adeguata infrastruttura di scambio, avvertono le associazioni, il rischio è quello di aggravare il traffico locale e compromettere la qualità della vita nei quartieri di Dragona, Acilia e Madonnetta.
“Senza parcheggi adeguati – sottolineano – il sistema non reggerà. La nuova stazione rischia di diventare un’occasione mancata, invece che un volano di sviluppo sostenibile”.
L’appello finale: confronto e tempi certi
Le associazioni chiedono ora un incontro operativo con l’Amministrazione capitolina per avviare un tavolo tecnico permanente e definire un cronoprogramma chiaro. L’obiettivo è uno solo: trasformare un progetto atteso da anni in una reale opportunità per il territorio.
“Il quadrante sud di Roma – concludono – non può più permettersi rinvii. Serve una scelta politica chiara, coraggiosa e condivisa. Solo così la mobilità sostenibile potrà diventare realtà e non restare una promessa sulla carta”.

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