Ostia, all’ospedale Grassi nasce PACO: un nuovo punto di accesso e continuità di cura per i pazienti oncologici
Di Maria Grazia Stella il 04/02/2026
Presentato il PACO, Punto Oncologico di Accesso e Continuità di Cura della Asl Roma 3. Un servizio pensato per accompagnare il paziente oncologico dalla diagnosi al follow up, integrando ospedale, territorio e servizi sociosanitari. Al centro, la persona e la qualità del percorso di cura
Ostia (Rm) - Un passo importante nella presa in carico dei pazienti oncologici sul territorio del litorale romano. E' stato inaugurato questa mattina, mercoledì 4 febbraio, PACO – Punto Oncologico di Accesso e Continuità di Cura, il nuovo servizio attivo presso l’ospedale G.B. Grassi di Ostia, promosso dalla Asl Roma 3.
Un’iniziativa che punta a rendere più umano, chiaro e continuo il percorso di cura oncologico, offrendo un riferimento stabile per pazienti e famiglie.
La presentazione alla sede centrale della Asl Roma 3
L’attivazione di PACO è stata presentata nella Sala Raffaello della sede centrale della Asl Roma 3 a Casal Bernocchi, alla presenza della direttrice generale Laura Figorilli, del presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio Marco Bertucci, del direttore sanitario Antonio Bray e della dottoressa Maria Rita Noviello, responsabile degli Screening Oncologici e referente del progetto PACO.
Presenti anche numerose associazioni del territorio, tra cui Albero delle molte vite, Andos, Associazione dei Carabinieri e Associazione Donatori Amici dell’Ospedale Grassi di Ostia, a testimonianza di una rete che coinvolge sanità e volontariato.
Un percorso unico dalla diagnosi alle cure
Il PACO nasce per prendere in carico il paziente oncologico in modo globale e continuativo, sia in presenza di una diagnosi sospetta sia accertata. Il servizio accompagna la persona lungo tutte le fasi del percorso: dalla diagnosi alla terapia, dal follow up alle cure palliative.
L’obiettivo è garantire uniformità delle cure, ridurre le disuguaglianze territoriali e orientare il paziente all’interno di percorsi clinici appropriati, coerenti con le linee guida nazionali e i criteri di appropriatezza.
Integrazione tra ospedale, territorio e servizi
Uno dei punti di forza del PACO è l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociosanitari. Il servizio favorisce la collaborazione tra medici di medicina generale, oncologi, chirurghi, radioterapisti, psicologi, infermieri, assistenti sociali e associazioni di volontariato.
Una rete multidisciplinare che consente di affrontare la malattia oncologica non solo dal punto di vista clinico, ma anche umano, psicologico e sociale.
Come accedere al servizio
L’accesso al PACO può avvenire con diverse modalità:
Accesso diretto da parte del cittadino
Prenotazione tramite CUP, con impegnativa del medico curante per “Prima visita oncologica”, indicando nelle note la dicitura PACO
Segnalazione interna da parte di un reparto o di una struttura ospedaliera in presenza di sospetto diagnostico
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11, e anche nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle 11 alle 17.
Centralità della persona e umanizzazione delle cure
"Con l’attivazione di questo servizio rafforziamo l’opera di presa in carico dei pazienti oncologici – sottolinea Laura Figorilli – offrendo un punto di riferimento anche per le famiglie in un percorso spesso complesso. PACO facilita l’orientamento all’interno dell’ospedale e promuove l’integrazione tra le diverse figure professionali, ribadendo la centralità della persona nelle cure e nei servizi".
Sulla stessa linea la dottoressa Noviello: "PACO nasce con l’obiettivo di umanizzare il percorso di cura, semplificando i passaggi burocratici e garantendo sostegno psicologico, sociale e riabilitativo. Un servizio pensato affinché il paziente non si senta mai solo nel suo percorso sanitario".
Informazioni e contatti
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo paco@aslroma3.it
oppure contattare i numeri 333 6107035 e 333 6106891.
Con l’avvio di PACO, l’ospedale Grassi e la Asl Roma 3 rafforzano il loro impegno verso una sanità sempre più vicina alle persone, capace di accompagnare, sostenere e orientare chi affronta una delle sfide più delicate della propria vita.

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