L’Amministrazione municipale denuncia violazioni del Regolamento Cavi e cantieri lasciati “a metà” tra Dragona e Malafede. Convocati in Commissione i responsabili della ditta: “Servono tempi certi e un piano di ripristino, la sicurezza dei quartieri viene prima”.

Ostia (Rm) - Il Municipio X non intende più “chiudere un occhio” sui cantieri legati alla posa della fibra. In una presa di posizione netta, l’Amministrazione denuncia le modalità operative di Open Fiber che, a suo dire, continuano a provocare gravi disagi nei quartieri del territorio: marciapiedi danneggiati, asfalti compromessi e ripristini rimandati.

Il Municipio X non può più tollerare le modalità operative adottate da Open Fiber – si legge nella nota –. Le ripetute violazioni del Regolamento Cavi (art. 9) e i ritardi nei ripristini di strade e marciapiedi sono inaccettabili e danneggiano i cittadini”.

Le criticità, in particolare, vengono segnalate nei quartieri di Dragona e Malafede, dove residenti e comitati avrebbero raccolto e rilanciato numerose segnalazioni.

“Situazione insostenibile”: convocati i vertici operativi per chiarimenti

“Questa situazione non è più sostenibile”. E' la sintesi del presidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità del Municipio X, Leonardo Di Matteo, che annuncia una mossa formale: venerdì 9 gennaio saranno convocati in seduta municipale “il coordinatore di Roma e il responsabile di Roma e Lazio di Open Fiber” per ottenere “risposte chiare e immediate”.

Un passaggio che, nelle intenzioni del Municipio, punta a trasformare le lamentele in atti concreti: cronoprogrammi, date, responsabilità.

Dragona, via Prospero Intorcetta: “Violazione del Regolamento, serve una data”

Nel mirino finisce un caso specifico: a Dragona, in via Prospero Intorcetta, il Municipio segnala una presunta “violazione del regolamento nell’apertura per la posa dei cavi”. Da qui la richiesta di un chiarimento immediato e soprattutto di un elemento che i residenti attendono da settimane: quando si chiude davvero il cantiere.

Si richiede pertanto, con urgenza, la comunicazione della data di ripristino della sede stradale” è la richiesta riportata nella nota.

Malafede, strade e marciapiedi ancora “in attesa” dopo gli scavi

A Malafede la contestazione si concentra sui ripristini post-scavo: dopo gli interventi con escavatori e apertura del suolo, i cittadini segnalano tempi lunghi e una situazione che si trascina.

Le vie indicate sono: via Ferruccio Scattola, via Oscar Ghiglia e via Carlo Siviero, dove – secondo il Municipio – residenti e attività aspettano da tempo il ritorno a condizioni ordinarie di sicurezza e percorribilità.

“Basta rinvii”: sicurezza e vivibilità come priorità

Il messaggio politico-amministrativo è chiaro: non si tratta soltanto di decoro, ma di sicurezza urbana. “Il Municipio X non tollererà ulteriori ritardi – si legge –. Pretendiamo interventi immediati e un piano dettagliato di ripristino. La sicurezza e la vivibilità dei nostri quartieri non possono essere compromesse da lavori eseguiti senza rispetto per il territorio”.

Il tema, dunque, non è la fibra in sé. Il Municipio riconosce l’importanza delle infrastrutture digitali, ma contesta il “come”: cantieri rapidi nell’aprire, lenti nel richiudere.

Calcerano: “Controlli sistematici su tutti i cantieri Open Fiber”

Ad alzare ulteriormente il livello di guardia è l’assessore municipale ai Lavori Pubblici e Patrimonio, Guglielmo Calcerano, che annuncia una fase nuova: verifiche dirette e capillari.

“A questo punto, il Municipio X avvierà un controllo sistematico su tutti i lavori eseguiti da Open Fiber nel territorio. Non ci limiteremo alle segnalazioni, ma verificheremo direttamente il rispetto delle norme e dei tempi di ripristino. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali è importante, ma deve avvenire nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza urbana”.

Il ruolo dei comitati: “Segnalazioni decisive per tutelare i quartieri”

Nella stessa nota, il Municipio X ringrazia comitati di quartiere e associazioni locali per “il prezioso supporto e la collaborazione costante”, riconoscendo che la rete civica di segnalazione è diventata un punto di appoggio fondamentale per portare il tema sul tavolo istituzionale.

La chiusura è un ultimatum: niente più attese indefinite. “Non tollereremo ulteriori ritardi. Pretendiamo interventi immediati e un piano dettagliato di ripristino” ribadiscono Calcerano e Di Matteo.