La Guardia di Finanza intensifica la lotta ai reati ambientali: un’area demaniale restituita alla legalità

Fiumicino (Rm) - Un’operazione articolata, condotta congiuntamente dalle componenti navale e aerea della Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di un pontile abusivo sul fiume Tevere, nel territorio di Fiumicino. Un intervento che conferma l’impegno costante delle Fiamme Gialle nella prevenzione e repressione dei reati ambientali, a tutela del patrimonio naturale, fluviale e demaniale.

L’operazione: un’azione coordinata sul territorio

Il sequestro è il risultato di un’azione congiunta che ha visto impegnati i militari della Sezione Operativa Navale di Roma, della Stazione Navale di Civitavecchia e della Sezione Aerea di Pratica di Mare, sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia.

L’intervento ha consentito di documentare condotte potenzialmente dannose per l’ambiente, culminate nel sequestro preventivo di un pontile di circa 30 metri quadrati, realizzato e ristrutturato in assenza delle necessarie autorizzazioni su un’area demaniale golenale del Tevere.

L’attività si è conclusa con la segnalazione di un soggetto giuridico all’Autorità Giudiziaria competente.

Il ruolo decisivo del monitoraggio aereo

Determinante, per l’avvio dell’operazione, è stato il contributo della Sezione Aerea di Pratica di Mare. Durante una missione di monitoraggio della costa laziale, un elicottero AW139, grazie ai moderni sensori in dotazione, ha individuato una situazione anomala all’interno di un cantiere navale situato lungo il corso del fiume, nel comune di Fiumicino.

Il rilevamento aereo ha permesso di superare le difficoltà di accesso e visibilità tipiche delle aree fluviali, attivando immediatamente i reparti navali per un sopralluogo mirato.

Il sopralluogo e le irregolarità accertate

L’ispezione congiunta ha consentito di individuare un pontile oggetto di lavori di rifacimento strutturale, esteso per circa 30 metri, privo delle prescritte autorizzazioni amministrative.

Nel corso delle verifiche è emerso inoltre che i lavori venivano effettuati utilizzando materiale di risulta classificato come rifiuto speciale non pericoloso, proveniente dallo smantellamento di imbarcazioni in legno dismesse e accatastate nello stesso cantiere.

Condotte che, oltre a violare le norme demaniali, configurano gravi irregolarità in materia ambientale.

Il sequestro e l’intervento della Procura

Al termine degli accertamenti di polizia giudiziaria sono state contestate violazioni al Testo Unico Ambientale (D. Lgs. 152/2006). E' scattato così il sequestro preventivo del pontile, ai sensi dell’articolo 321 del Codice di procedura penale, con trasmissione della notizia di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, che ha coordinato l’intera attività ispettiva.

Alla persona giuridica titolare della concessione demaniale fluviale sono state inoltre notificate specifiche prescrizioni per il ripristino dello stato dei luoghi.

Ambiente ed economia legale: una tutela doppia

Dal Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia sottolineano come l’impiego sinergico delle componenti navali e aeree rappresenti un vero e proprio “moltiplicatore di efficacia” nel contrasto agli illeciti ambientali.

Operazioni come questa colpiscono non solo comportamenti lesivi dell’ecosistema e del paesaggio fluviale, ma anche pratiche che alterano la concorrenza e danneggiano l’economia legale.

Un impegno quotidiano che conferma il ruolo centrale della Guardia di Finanza nella difesa del bene pubblico e nella salvaguardia del patrimonio naturale del territorio.

Presunzione d’innocenza

Si precisa che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, per i soggetti coinvolti vale il principio di presunzione di innocenza, nel pieno rispetto del diritto di cronaca e delle garanzie previste dall’ordinamento.