Ostia, l’appello dei bagnini alle istituzioni. “Salviamo il futuro del litorale e dei lavoratori”
Di Maria Grazia Stella il 14/02/2026
Un appello diretto, carico di preoccupazione ma anche di senso di responsabilità. I bagnini di Ostia rompono il silenzio per chiedere risposte concrete su erosione costiera, concessioni balneari, precarietà del lavoro stagionale e assenza di una visione complessiva per il futuro del mare di Roma. “Senza spiagge, senza lavoro, senza certezze non c’è futuro”
Ostia (Rm) – E’ un appello urgente e accorato quello lanciato dalla Sezione Lifeguards Italiani – Bagnini, attraverso il delegato per il litorale romano e il Lazio Alessandro Rocca, indirizzato a Roma Capitale, al Municipio X e a tutte le istituzioni competenti.
Un messaggio che nasce dal mare e dalla quotidianità di chi quel mare lo presidia, lo protegge e ci lavora ogni estate, ma che oggi guarda al futuro con crescente inquietudine.
“Il nostro è un mestiere stagionale, fatto di responsabilità, formazione continua, prevenzione e tutela della vita umana – spiegano i bagnini – ma prima ancora di essere lifeguard siamo cittadini che vivono questo territorio e che vedono il suo progressivo deterioramento”.
I bagnini di Ostia rompono il silenzio e si rivolgono alle istituzioni per chiedere risposte concrete su erosione costiera, concessioni balneari, precarietà del lavoro stagionale e assenza di una visione complessiva per il futuro del mare di Roma. “Senza spiagge, senza lavoro, senza certezze non c’è futuro” avvertono.
Mareggiate ed erosione: una ferita aperta
Le recenti mareggiate hanno lasciato segni profondi e visibili lungo tutta la costa di Ostia.
Stabilimenti storici distrutti o gravemente danneggiati, arenili divorati dal mare, detriti e macerie ancora presenti sulle spiagge. In alcuni tratti l’acqua ha raggiunto la sede stradale, mentre barriere e frangiflutti non hanno retto.
“Interi tratti di spiaggia sono semplicemente scomparsi – denunciano – e senza un piano strutturale contro l’erosione, ogni stagione rischia di essere l’ultima”.
Concessioni e incertezza amministrativa: il caos che blocca il lavoro
Alla crisi ambientale si somma quella amministrativa.
Bandi per le concessioni, sentenze del Tar a stagione avviata, decisioni della Cassazione che cancellano le proroghe automatiche, stabilimenti chiusi, sequestrati o sospesi in attesa di pronunciamenti definitivi.
Il risultato? Nessuna certezza per operatori e lavoratori, impossibilità di programmare investimenti e stagioni, precarietà assoluta per chi lavora solo pochi mesi l’anno.
“Come lavoratori stagionali ci chiediamo: esiste ancora un futuro per il nostro mestiere su questo territorio?” è la domanda che risuona forte nell’appello.
Parco del Mare sì, ma senza il mare?
Nel mirino anche la distanza tra i grandi progetti annunciati e la realtà quotidiana.
“Vediamo una forte concentrazione istituzionale sul progetto del Parco del Mare, finanziato con fondi PNRR. Nessuno mette in discussione la riqualificazione del lungomare – chiariscono i bagnini – ma è difficile parlare di passeggiate e arredi urbani quando davanti ci sono stabilimenti distrutti, spiagge erose e una filiera turistica in ginocchio”.
Il mare e le spiagge, ricordano, non sono un elemento accessorio: sono imprese, occupazione, indotto, turismo locale e nazionale, oltre a rappresentare lo sbocco naturale per milioni di romani.
Fragilità sociali e sviluppo: una sfida da governare
Nell’appello trova spazio anche il tema delle emergenze sociali, come la presenza di persone senza fissa dimora che vivono in roulotte lungo il litorale.
“Individuare soluzioni dignitose è doveroso – spiegano – ma spostare il problema da un tratto all’altro del lungomare, senza una visione complessiva di sviluppo, rischia di compromettere ulteriormente aree che potrebbero essere valorizzate”.
Legalità, lavoro e sicurezza: un binomio inscindibile
Il messaggio dei bagnini è chiaro: non può esserci sicurezza senza lavoro.
Le operazioni di legalità sono fondamentali, ma senza sviluppo economico e occupazione il disagio sociale è destinato a ripresentarsi.
“La vera prevenzione è lo sviluppo. La vera sicurezza è il lavoro. La vera legalità nasce da un territorio vivo, produttivo e curato”.
Le richieste alle istituzioni
I lifeguard di Ostia avanzano richieste precise e non più rinviabili:
1. Un piano urgente e strutturale contro l’erosione costiera.
2. Chiarezza immediata sulle concessioni, per garantire continuità lavorativa.
3. Confronto pubblico e trasparente con operatori, lavoratori e cittadini prima di ogni grande trasformazione del lungomare.
4. Una visione integrata di sviluppo, che metta al centro economia, turismo e occupazione come strumenti di legalità.
“Non difendiamo privilegi, ma il futuro di Ostia”
“Non stiamo difendendo un interesse corporativo – conclude Alessandro Rocca – ma il futuro di un territorio. Come bagnini, come lavoratori stagionali, come cittadini chiediamo alle istituzioni di assumersi la responsabilità di una visione chiara, concreta e condivisa”.
Il monito finale è netto e ripetuto: “Senza mare, senza spiaggia, senza lavoro, non esiste futuro”.
(foto Alessandro Rocca)

Tags: ostia, litorale romano










