Sabato 7 febbraio un incontro dedicato a Petrolio, l’opera postuma e incompiuta di Pier Paolo Pasolini. Un talk con letture e una restituzione pittorica collettiva per esplorare il rapporto tra corpo, potere e trasformazione dell’Italia contemporanea

Ostia (Rm) - Ostia torna a interrogarsi su Pier Paolo Pasolini, autore che più di altri ha saputo raccontare le contraddizioni del Novecento italiano. Un legame profondo, quello tra Pasolini e il litorale romano, fatto di luoghi, volti, marginalità e visioni, fino alla tragica fine avvenuta all’alba del 2 novembre 1975 all'Idroscalo.

Questa volta, però, lo sguardo si sposta sull’opera forse più enigmatica e radicale dell’autore: Petrolio, il romanzo postumo e incompiuto che continua a inquietare lettori e studiosi.

L’appuntamento: Erotica del Potere

L’incontro è in programma sabato 7 febbraio alle ore 18, presso The Act Studio – Circolo Arci, nel cuore di Ostia.

Il Gruppo Subword presenta Erotica del Potere, un talk che intreccia letture e un’esposizione collettiva di studio pittorico ispirata a Petrolio. Un’occasione per attraversare il testo pasoliniano non solo con gli strumenti della critica letteraria, ma anche con quelli dell’arte visiva e della performance.

Alla serata partecipano Altòber, Canilcola, Caterpillar, Chemutai, Er Lem, Laila, Liroi e SMK.

Di cosa parla Petrolio

Petrolio racconta la vicenda di Carlo, ingegnere dell’Eni, la cui identità si frantuma in due figure opposte: una razionale, integrata e vincente; l’altra oscura, pulsionale e dominata dall’eccesso. Da questa scissione Pasolini costruisce un viaggio dentro il corpo e dentro il potere, ambientato in un’Italia in piena trasformazione tra gli anni Sessanta e Settanta.

Nel romanzo emergono senza filtri la corruzione sistemica, le trame sotterranee, le alleanze indicibili tra politica, industria, criminalità e apparati dello Stato. Tutto ciò che il Paese preferiva non vedere viene portato in superficie con una violenza visionaria che ancora oggi colpisce.

Un’opera-limite della letteratura italiana

Considerato da molti studiosi uno dei testi più complessi del Novecento, Petrolio non è un romanzo tradizionale, ma un vero e proprio dossier narrativo. Un’opera-sistema e, al tempo stesso, un’opera-frammento: appunti numerati, mappe concettuali, riflessioni saggistiche e improvvisi squarci lirici.

L’incompiutezza non è una mancanza, ma diventa metodo conoscitivo. La verità, sembra suggerire Pasolini, non può che presentarsi come frammento in un mondo che sta andando in pezzi.

Corpo, potere e mutamento antropologico

Attraverso la figura sdoppiata di Carlo, Pasolini anticipa con impressionante lucidità il mutamento antropologico dell’Italia contemporanea. Il “petrolio” non è solo l’oro nero delle trame economiche e politiche, ma una sostanza simbolica che impregna desideri, comportamenti e identità, omologando corpi e coscienze sotto la spinta del neocapitalismo.

Perché Petrolio parla ancora a noi

Rileggere Petrolio oggi significa accettare una sfida. E' un testo che rifiuta ogni narrazione consolatoria e rivendica il diritto dell’arte a essere scomoda, “brutta, sporca e cattiva”, pur di essere vera.

A cinquant’anni dall’assassinio del suo autore, Petrolio resta un’esperienza di resistenza intellettuale, un libro che continua a bruciare di una luce nera e necessaria. La domanda che lascia aperta è ancora attualissima: è ancora possibile una letteratura così radicalmente politica e sperimentale?

Info evento

Sabato 7 febbraio – ore 18.00
The Act Studio – Circolo Arci
Via degli Acilii 22, Ostia