Si è lanciato nonostante i tentativi di dissuasione. Determinante il soccorso di 118 e Vigili del Fuoco: elitrasporto in codice rosso

Ladispoli (Rm) - Una mattinata di paura e silenzio sospeso a Ladispoli. Intorno alle 10.40, un uomo di 53 anni si è arrampicato sul cavalcaferrovia 9 Novembre 1989, in via Mario Sironi, minacciando di lanciarsi nel vuoto. Un gesto estremo, probabilmente maturato in un contesto di profonda disperazione personale, che ha trasformato quel tratto di città in un teatro di tensione e speranza.

Il tentativo disperato di dissuaderlo

Sul posto sono arrivati rapidamente gli agenti del Commissariato di Ladispoli. Per lunghi minuti hanno parlato con l’uomo, cercando di instaurare un contatto, di rallentare il gesto, di convincerlo a scendere. Un tentativo paziente e umano, fatto di parole misurate e presenza costante, nel tentativo di impedire l’irreparabile.

Nonostante l’impegno degli operatori, l’uomo si è lanciato nel vuoto. Un attimo che ha gelato tutti, mentre i soccorsi erano già in movimento.

La corsa contro il tempo dei soccorsi

L’intervento del 118 è stato immediato. L’elisoccorso è atterrato in un campo adiacente, pronto a ridurre al minimo i tempi di trasporto verso un centro specializzato. Fondamentale anche l’azione dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Cerveteri (equipaggio 26A), che hanno raggiunto l’uomo e collaborato alle delicate operazioni di messa in sicurezza e trasferimento a bordo dell’elicottero.

Il 53enne è stato elitrasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, dove è ricoverato in gravi condizioni. E'  vivo: un dato che, in una giornata segnata dalla tragedia, lascia uno spiraglio alla speranza.

Treni fermi per consentire i soccorsi

Nel frattempo, per garantire la sicurezza delle operazioni, gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno disposto l’interruzione della circolazione ferroviaria sulla linea interessata. Una misura necessaria per permettere ai soccorritori di lavorare senza ulteriori rischi, mentre proseguivano i rilievi e la gestione dell’emergenza.

Un gesto che parla di disagio

L’episodio riporta con forza al centro il tema del disagio psicologico, trasversale alle età e alle storie personali.

Dietro gesti come questo, spesso, c’è una richiesta di aiuto che fatica a trovare ascolto. La risposta delle istituzioni oggi è stata tempestiva e corale: Polizia, 118 e Vigili del Fuoco hanno agito insieme, provando fino all’ultimo a evitare il peggio e a salvare una vita.

Le indagini e gli approfondimenti proseguono. Resta l’eco di una mattina difficile e l’auspicio che, accanto alle cure mediche, possano arrivare ascolto e sostegno adeguati per affrontare una sofferenza che, quando esplode così, chiede attenzione e responsabilità collettiva.