La donna si era rifiutata di consegnargli il denaro per la droga. L’uomo l’ha colpita con pugni, calci e un coltello da cucina. Intervento dei carabinieri dopo la chiamata al 112: arresto in flagranza e custodia cautelare in carcere

Pomezia (Rm) - Un episodio di violenza domestica di estrema gravità si è consumato a Pomezia nella giornata di martedì 3 febbraio. Un 23enne romano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri della Compagnia Carabinieri di Pomezia con le accuse di estorsione, lesioni personali, minaccia e maltrattamenti contro familiari o conviventi.

La vittima è la madre, una donna di 56 anni, aggredita all’interno dell’abitazione familiare dopo essersi rifiutata di consegnare al figlio 20 euro destinati, secondo quanto denunciato, all’acquisto di sostanze stupefacenti.

La richiesta di aiuto al 112

L’allarme è scattato con una chiamata al Numero Unico delle Emergenze 112, che ha segnalato una violenta lite in corso in via Ugo La Malfa. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i militari dell’Aliquota Radiomobile, che hanno immediatamente soccorso la donna.

I carabinieri hanno riscontrato segni evidenti di violenza fisica, accertando che l’aggressione era avvenuta anche con l’uso di un coltello da cucina.

Calci, pugni e accoltellamento dopo il rifiuto

Secondo quanto ricostruito, la furia del giovane sarebbe esplosa dopo il rifiuto della madre di consegnargli il denaro. Nonostante la donna, in un secondo momento, avesse ceduto e gli avesse dato i 20 euro, l’aggressione non si è fermata.

Il 23enne avrebbe spinto con forza la madre, facendola cadere a terra, per poi continuare a colpirla con calci e pugni, in un’escalation di violenza culminata nell’uso del coltello.

I soccorsi e la prognosi

La donna è stata affidata alle cure del personale sanitario del 118 e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Pomezia. Dopo le medicazioni, i medici l’hanno dimessa con una prognosi di 30 giorni.

Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema della violenza intrafamiliare, spesso consumata nel silenzio e nella quotidianità domestica.

La fuga, il rintraccio e l’arresto

Dopo l’aggressione, il giovane si era allontanato dall’abitazione. I carabinieri lo hanno però rintracciato poco dopo e condotto in caserma. A seguito della formalizzazione della denuncia da parte della madre, è scattato l’arresto.

Il 23enne è stato trasferito presso il carcere di Velletri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Velletri.

La decisione del giudice

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto per il giovane la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

Presunzione di innocenza

Si precisa che il 23enne è da considerarsi presunto innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile, come previsto dall’attuale fase delle indagini preliminari.