Manziana, lavoratori in nero nei campi: denunciato il titolare di un’azienda agricola
Di Maria Grazia Stella il 11/02/2026
Due braccianti irregolari senza permesso di soggiorno e un terzo dipendente “in nero”. Scattano espulsioni e maxi-sanzioni
Manziana (Rm) – Lavoravano nei campi senza contratto e, in due casi, senza nemmeno il permesso di soggiorno. E' quanto hanno scoperto le Fiamme Gialle della Compagnia di Ladispoli nel corso di un controllo mirato al contrasto del lavoro sommerso in un’azienda agricola attiva nel territorio di Manziana.
Un’operazione che riaccende l’attenzione sul fenomeno dello sfruttamento della manodopera straniera e sul lavoro nero nel comparto agricolo.
Il controllo nei campi
L’intervento è avvenuto nella giornata di ieri, nell’ambito di un’ispezione finalizzata alla verifica del rispetto della normativa sull’impiego dei lavoratori. I finanzieri hanno sorpreso due cittadini di origine indiana, entrambi privi di permesso di soggiorno, mentre erano impegnati nelle attività agricole.
Nel corso della stessa operazione è stato individuato anche un terzo lavoratore straniero, regolarmente presente sul territorio nazionale, ma impiegato anch’egli completamente “in nero”, senza alcuna forma contrattuale o tutela previdenziale.
Espulsione per i lavoratori irregolari
Al termine degli accertamenti, i due cittadini privi di titolo di soggiorno sono stati accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma. Dopo le procedure di identificazione e fotosegnalamento, è stato loro notificato il provvedimento di espulsione emesso dalla Prefettura di Roma.
Denuncia e maxi-sanzione per il titolare
Il titolare dell’azienda agricola è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per violazioni della normativa in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri. Inoltre, è stato segnalato alla Direzione Provinciale del Lavoro per l’applicazione della cosiddetta “maxi-sanzione” prevista nei casi di impiego di lavoratori in nero.
Un provvedimento che potrebbe comportare sanzioni economiche significative e ulteriori conseguenze amministrative.
Il contrasto al lavoro sommerso
L’operazione si inserisce nel più ampio piano di interventi predisposto dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma per contrastare il lavoro sommerso, fenomeno che altera la concorrenza tra le imprese, danneggia l’Erario e, soprattutto, espone i lavoratori più vulnerabili a condizioni di sfruttamento e assenza di tutele.
Nel settore agricolo, in particolare, il rischio di irregolarità resta elevato, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta di manodopera.
Presunzione di innocenza
Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base alla normativa vigente, le persone sottoposte a indagine devono considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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