Ostia, tra lettere e pannolini: la storia di Chiara, portalettere e mamma, simbolo delle nuove lavoratrici
Di Maria Grazia Stella il 08/05/2026
Sul litorale romano sono tredici le dipendenti di Poste Italiane diventate madri nel 2025: tra loro Chiara Melatini, che racconta come conciliare lavoro e maternità sia possibile
Ostia (Rm) - C’è chi timbra allo sportello, chi organizza uffici e chi percorre chilometri ogni giorno tra strade e palazzi per consegnare lettere e pacchi. E poi, tornando a casa, indossa un altro ruolo, forse il più importante: quello di madre.
Sono 71 le dipendenti di Poste Italiane tra Roma e provincia che nel 2025 sono diventate mamme. Tredici di loro lavorano sul litorale romano, tra Ostia, Fiumicino, Anzio e Cerveteri.
Dietro questi numeri ci sono storie concrete fatte di equilibrio, sacrificio e nuovi inizi. Come quella di Chiara Melatini.
Chiara, portalettere nel cuore di Ostia
Chiara ha una routine che si muove tra le strade di Ostia e la vita familiare. E' portalettere dal 2023 e conosce ogni angolo del quartiere dove è cresciuta.
Consegna la posta tra via delle Baleniere e via Isole del Capo Verde, un territorio che sente suo. Ma oggi, accanto alla borsa della corrispondenza, c’è anche una nuova responsabilità: quella di mamma di due figli.
Dopo un primo bambino di tre anni, nell’agosto 2025 è nata la piccola Viola.
Una gravidanza delicata, protetta dal lavoro
La sua seconda gravidanza non è stata semplice. Proprio per questo, racconta, il supporto ricevuto è stato decisivo.
“Quello della portalettere è un lavoro per cui l’azienda dimostra molta attenzione – spiega Chiara –. Nel mio caso, vista la situazione, sono stata messa in interdizione anticipata già dal secondo mese”.
Una scelta che le ha permesso di vivere la maternità senza ansie, senza rinunce, senza dover scegliere tra salute e lavoro.
Il ritorno: “Come se non fossi mai andata via”
Dopo mesi lontana dal recapito, Chiara è tornata da poco al lavoro. E lo ha fatto senza strappi.
“Mi sembra di aver ripreso esattamente da dove avevo lasciato”, racconta.
Oggi lavora con orario ridotto grazie ai permessi per l’allattamento: quattro ore invece delle sei standard. Un tempo prezioso, che le consente di stare accanto alla figlia senza rinunciare alla propria identità professionale.
“Posso darle tutto il tempo di cui ha bisogno”, dice. E nelle sue parole c’è il senso di un equilibrio finalmente possibile.
Non un caso isolato: le storie del litorale
Quella di Chiara non è un’eccezione. Sul litorale romano sono diverse le lavoratrici che hanno vissuto la maternità senza dover interrompere il proprio percorso.
Come Melissa Greco, portalettere ad Anzio, anche lei sostenuta con misure di tutela durante la gravidanza e con un rientro graduale dopo la nascita della figlia.
Un modello che punta a evitare fratture tra vita privata e lavoro, garantendo continuità e serenità.
Il sostegno alla genitorialità
Dietro queste esperienze c’è una strategia più ampia. L’azienda ha sviluppato negli anni programmi dedicati alla genitorialità e alla parità di genere, con l’obiettivo di non costringere nessuno a scegliere tra carriera e famiglia.
Tra questi, il percorso “Lifeed Genitori”, pensato per valorizzare le competenze acquisite proprio attraverso l’esperienza di essere madre o padre.
Un impegno riconosciuto anche dalla certificazione “Top Employers”, ottenuta per il settimo anno consecutivo.
Una cartolina per dire “grazie mamma”
In occasione della Festa della Mamma, che si celebra il 10 maggio, arriva anche un’iniziativa simbolica: la cartolina filatelica “Cara Mamma ti scrivo”, disponibile negli uffici postali e online.
Un gesto semplice, ma carico di significato.
Perché dietro ogni lettera consegnata, ogni sportello aperto, ogni turno di lavoro, ci sono storie come quella di Chiara.
Storie che parlano di impegno, cura e futuro. E che dimostrano come, oggi più che mai, essere madre e lavoratrice non debba più essere una scelta, ma una possibilità concreta.

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