Zaini, valigie, documenti personali e persino cartelle cliniche rubati da un’auto in sosta nel cuore di Parco Leonardo. L’ennesimo episodio, avvenuto venerdì 24 aprile in via Giulio Romano, riaccende l’allarme sicurezza nel quartiere. Il Comitato locale denuncia controlli insufficienti, telecamere assenti o inattive e rilancia la richiesta di attivare il dispositivo “Strade Sicure”

Parco Leonardo (Rm) - Agiscono in pieno giorno, con rapidità e apparente tranquillità. Nessuna fretta, nessun timore di essere osservati, nessun deterrente visibile.

E' questa la fotografia che emerge dall’ultimo furto avvenuto a Parco Leonardo, quartiere residenziale e commerciale del comune di Fiumicino, sorto lungo la Portuense e cresciuto negli anni come una delle aree urbane più popolose del territorio.

Venerdì 24 aprile, in via Giulio Romano, una famiglia è stata derubata mentre l’auto era parcheggiata. Il bottino comprende zaini, valigie, documenti personali e perfino cartelle cliniche.

Non solo danno economico, dunque, ma anche un pesante disagio umano e burocratico.

Il video shock diffuso dal Comitato

A documentare l’episodio è stato un filmato diffuso sui social dal Comitato Quartiere Parco Leonardo.

Nel video si vedono due uomini e una donna mentre svaligiano un minivan in pochi istanti. Movimenti rapidi, coordinati, apparentemente abituali. Un’azione eseguita con una naturalezza che, per i residenti, è l’aspetto più inquietante.

Come se nessuno potesse intervenire. Come se il rischio di essere fermati fosse minimo.

Non un caso isolato, ma un fenomeno ripetuto

Per chi vive a Parco Leonardo, l’episodio non rappresenta un’eccezione.

Il Comitato denuncia da tempo una sequenza di criticità legate alla sicurezza urbana: risse, atti vandalici, auto danneggiate, veicoli svaligiati e situazioni di degrado in alcune aree sensibili del quartiere.

Tra i punti più segnalati c’è la zona della stazione ferroviaria, dove i residenti riferiscono la presenza di persone armate di coltelli e frequenti tensioni.

Un quadro che alimenta un crescente senso di insicurezza, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana.

“Il problema è il vuoto che rende possibile tutto questo”

Il Comitato usa parole nette.

Quando accadono fatti del genere, il problema non è solo il singolo furto, ma il vuoto che lo rende possibile”.

Una frase che sintetizza bene il malessere del quartiere: la percezione che i reati prosperino non solo per l’iniziativa dei delinquenti, ma per l’assenza di presìdi efficaci, prevenzione e risposta istituzionale.

Telecamere assenti o non funzionanti

Uno dei nodi principali riguarda la videosorveglianza.

Secondo quanto riferito dai residenti, le telecamere presenti sarebbero assenti in alcune zone strategiche oppure non funzionanti. Un problema rilevante, perché gli impianti di sorveglianza potrebbero offrire un contributo decisivo sia come deterrente sia per identificare i responsabili dopo i fatti.

Senza immagini, molte denunce rischiano di restare affidate solo a testimonianze frammentarie.

“Controlli insufficienti”

Altro tema caldo è la presenza delle forze dell’ordine.

I residenti lamentano pattugliamenti ritenuti insufficienti rispetto alle dimensioni del quartiere, alla presenza del grande polo commerciale e alla vicinanza con la stazione ferroviaria, che rende l’area molto frequentata e dinamica.

“Sul tema sicurezza il Comune continua a essere assente e inconcludente”, sostengono dal Comitato, ricordando esposti e richieste formali presentati negli anni.

La proposta: attivare “Strade Sicure”

Due settimane fa il Comitato ha avanzato una proposta concreta: l’attivazione del dispositivo Strade Sicure nei fine settimana a Parco Leonardo.

Il programma, già utilizzato in altre città e aree sensibili, prevede il supporto dei militari alle attività di vigilanza territoriale.

Per i residenti servirebbe ad aumentare la percezione di sicurezza e a garantire una presenza costante nei momenti più critici.

Un quartiere vivo che chiede risposte

Parco Leonardo non è assolutamente solo e soltanto disagi e cronaca nera. E' un quartiere giovane, dinamico, con famiglie, attività commerciali, associazionismo e iniziative pubbliche. Lo stesso Comitato è impegnato nell’organizzazione di eventi sociali e aggregativi, come la festa prevista il prossimo giugno.

Proprio per questo i residenti rivendicano il diritto a vivere il quartiere senza paura.

“Servono meno parole e più presenza”

La richiesta finale è semplice e diretta.

“Non serve raccontare il problema, è noto e documentato. Serve iniziare a gestirlo concretamente”.

Una frase che pesa come un ultimatum civico. Perché quando i furti avvengono in pieno giorno, davanti a tutti, il tema non è più soltanto sicurezza: è fiducia nelle istituzioni.