La Giunta capitolina dà il via al nuovo PUA: regole più chiare, sostenibilità ambientale e oltre il 57% di arenile pubblico per ridisegnare il rapporto tra città e mare

Ostia (Rm) - Nuova svolta per il litorale di Ostia. La Giunta di Roma Capitale ha approvato il 7 maggio la proposta di adozione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), uno strumento urbanistico fondamentale destinato a cambiare radicalmente il volto delle spiagge romane.

Un passaggio decisivo che arriva al termine di un lungo percorso iniziato nel 2022 e che ora dovrà essere completato con il voto dell’Assemblea Capitolina e il via libera definitivo degli enti coinvolti.

Sostenibilità e regole: cosa cambia davvero

Il nuovo piano recepisce integralmente gli esiti della Valutazione Ambientale Strategica della Regione Lazio e introduce un sistema più equilibrato e trasparente nella gestione del litorale.

Al centro ci sono alcuni principi chiave: una distribuzione più equa tra stabilimenti e spiagge libere, una mappatura dettagliata delle concessioni esistenti, una gestione dei flussi legata alla capacità di carico del territorio e una nuova cartografia che definisce con precisione ogni area.

Su 16,8 chilometri di costa, il PUA interviene su oltre 11 chilometri, suddivisi in 81 unità minime di intervento, ciascuna con una destinazione specifica: stabilimenti balneari, spiagge libere, aree con servizi, spazi per attività sportive e ricreative.

Più spiagge libere e accessi ogni 300 metri

Uno dei punti più rilevanti riguarda la fruizione pubblica. Il piano prevede 31 spiagge libere, distribuite lungo tutto il litorale, con almeno un accesso ogni 300 metri.

Nel complesso, oltre il 57% dell’arenile sarà destinato alla libera fruizione, superando i limiti minimi fissati dalla normativa regionale.

Un cambio di paradigma che punta a garantire un accesso più democratico e diffuso al mare.

Giù il “lungomuro”: il mare torna visibile

Tra le novità più attese c’è l’abbattimento del cosiddetto “lungomuro”, simbolo della separazione fisica e visiva tra città e spiaggia.

Il PUA introduce oltre 30 varchi pubblici, con larghezza minima di tre metri, che collegheranno direttamente il lungomare alle spiagge libere.

Non solo: almeno il 50% del litorale dovrà garantire la libera visuale del mare. Anche le concessioni private dovranno rispettare questo principio, con strutture leggere e limiti precisi su recinzioni e altezze.

Nuovi standard per stabilimenti e servizi

Il piano stabilisce criteri stringenti per gli stabilimenti balneari: servizi igienici adeguati e accessibili, sistemi di primo soccorso, raccolta differenziata, risparmio idrico ed energetico, oltre alla presenza di aree Wi-Fi e spazi dedicati ai fumatori.

Grande attenzione anche all’impatto ambientale: vietato l’uso del cemento armato per le strutture in elevazione, mentre saranno privilegiati materiali naturali come legno e laterizio.

Tutela della storia e destagionalizzazione

Il PUA non guarda solo al futuro, ma anche alla memoria. Gli edifici balneari storici saranno tutelati e valorizzati come elementi identitari del territorio.

Parallelamente, il piano introduce la destagionalizzazione: gli stabilimenti potranno restare aperti anche nei mesi invernali, ampliando l’offerta con eventi culturali, sportivi e sociali.

L’obiettivo è trasformare il litorale in uno spazio vivo tutto l’anno, non più limitato alla sola stagione estiva.

Verso le nuove concessioni

Una volta concluso l’iter istituzionale, il piano aprirà la strada a bandi pluriennali per le concessioni balneari, superando definitivamente il sistema delle proroghe e delle assegnazioni annuali.

Un passaggio decisivo per attrarre investimenti, riqualificare le strutture e rilanciare il turismo.

Gualtieri: “Una nuova fase per il mare di Roma”

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri parla di “uno strumento atteso da vent’anni” e di un passaggio fondamentale per il futuro del litorale.

“Rafforziamo l’accessibilità agli arenili, superiamo il lungomuro e fissiamo regole chiare. Vogliamo restituire a Ostia una prospettiva stabile e moderna”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, che sottolinea il valore strategico del piano, e l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi, che evidenzia come le nuove concessioni permetteranno investimenti a lungo termine e il recupero delle strutture abbandonate.

Un nuovo rapporto tra città e mare

Il nuovo Piano Arenili rappresenta molto più di una riforma tecnica: è un tentativo concreto di ricucire il rapporto tra Roma e il suo mare.

Più accessibilità, più trasparenza, più sostenibilità. Ma soprattutto, una nuova idea di litorale: aperto, condiviso e finalmente parte integrante della città.