Violenza sulle donne, il Municipio X si schiera: “Sul consenso non si arretra”
Di Maria Grazia Stella il 07/05/2026
Mozione contro il Ddl A.S. 1715: la maggioranza chiede il ritiro del testo e difende il principio del consenso libero e consapevole. Falconi: “Nessun passo indietro sui diritti”
Ostia (Rm) - Dal Municipio X arriva una presa di posizione chiara e senza sfumature sul tema della violenza di genere. La maggioranza di centrosinistra ha approvato una mozione per esprimere contrarietà al Disegno di Legge A.S. 1715, attualmente in discussione al Senato, che interviene sulla disciplina della violenza sessuale e sul concetto di consenso.
Un atto politico che punta a riportare al centro del dibattito pubblico la tutela delle vittime e il valore non negoziabile dei diritti delle donne.
Il nodo del consenso: cosa prevede il disegno di legge
Il Ddl A.S. 1715, già approvato alla Camera il 19 novembre 2025, introduce il principio del consenso libero e attuale come elemento cardine per configurare il reato di violenza sessuale, modificando l’articolo 609-bis del Codice penale.
L’obiettivo dichiarato è quello di adeguare la normativa italiana agli standard internazionali, in particolare alla Convenzione di Istanbul, che stabilisce come il consenso debba essere espresso volontariamente, come libera manifestazione della volontà individuale, valutata nel contesto specifico.
Tuttavia, proprio sulla formulazione adottata dalla Commissione Giustizia del Senato si concentrano le critiche.
La mozione: richiesta di ritiro e allineamento agli standard europei
L’atto approvato dal Municipio X impegna il Presidente e la Giunta a sollecitare il ritiro del testo nella sua attuale versione e a sostenere un pieno recepimento del modello di consenso già approvato dalla Camera.
Una posizione che si richiama esplicitamente alle richieste avanzate da associazioni femministe, centri antiviolenza e operatori del settore, da anni impegnati nella tutela delle vittime.
Falconi: “Nessuna ambiguità sulla violenza di genere”
A ribadire la linea è il presidente del Municipio X Mario Falconi: “Sul tema della violenza contro le donne non possono esistere ambiguità, passi indietro o compromessi al ribasso. La tutela delle vittime deve restare un principio assoluto e ogni norma deve rafforzare, non indebolire, gli strumenti di protezione e di giustizia”.
Secondo Falconi, il rischio è quello di un arretramento culturale e giuridico: “Il principio deve essere semplice e inequivocabile: solo un consenso libero, esplicito e consapevole può essere considerato tale. Tutto il resto rischia di creare zone grigie interpretative che finiscono per scaricare ancora una volta sulle vittime il peso della prova”.
Il ruolo delle associazioni e dei centri antiviolenza
La mozione richiama anche la necessità di ascoltare chi ogni giorno opera sul campo: associazioni, centri antiviolenza, magistrati e professionisti che affrontano concretamente i casi di violenza di genere.
Un fronte ampio che ha espresso forti preoccupazioni rispetto al testo in discussione, chiedendo norme più chiare e strumenti più efficaci per proteggere le vittime.
Una battaglia civile e culturale
Per l’amministrazione municipale, la questione va oltre il piano normativo: riguarda la qualità democratica e civile del Paese.
“Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a difendere i diritti, l’autodeterminazione e la dignità delle donne”, conclude Falconi. “La lotta contro la violenza di genere non può conoscere arretramenti: è una responsabilità collettiva”.
Un dibattito destinato a proseguire
Il confronto sul disegno di legge resta aperto e destinato a proseguire nelle sedi parlamentari. Intanto, dal territorio arriva un segnale politico forte: sul consenso e sulla tutela delle donne, per il Municipio X, non sono ammessi compromessi.

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