Ostia, il Municipio X alza la voce sul consenso: “Senza sì è stupro”
Di Maria Grazia Stella il 08/05/2026
Approvata la mozione contro il rischio di arretramento culturale nella normativa sulla violenza sessuale. Fiorucci: “I diritti delle donne non si negoziano”
Ostia (Rm) - Da Ostia arriva una presa di posizione netta su uno dei temi più delicati del dibattito pubblico: il consenso nella violenza sessuale.
Il Consiglio del Municipio X ha approvato il 7 maggio una mozione che esprime contrarietà al Disegno di Legge A.S. 1715 attualmente in discussione al Senato, rilanciando con forza un principio considerato non negoziabile: senza consenso esplicito, non esistono zone grigie.
Un atto politico che va oltre il livello locale e si inserisce nel confronto nazionale sulla definizione giuridica della violenza di genere.
Fiorucci: “Dove non c’è consenso non c’è ambiguità”
A sottolineare il valore della mozione è Silvia Fiorucci, presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio X: “E' un atto chiaro, necessario. Dove non c’è consenso non c’è ambiguità: è stupro. Un principio semplice, ma ancora troppo spesso messo in discussione”.
Parole che tracciano una linea netta e che rappresentano il cuore politico dell’iniziativa approvata dal Consiglio municipale.
Violenza di genere: non emergenza, ma fenomeno strutturale
Nel dibattito pubblico, sottolinea Fiorucci, la violenza di genere viene spesso trattata come un’emergenza episodica. Una lettura che rischia di minimizzare la portata reale del problema.
“Non parliamo di casi isolati, ma di un fenomeno strutturale che attraversa la società. Per questo servono risposte culturali, sociali e legislative chiare”.
La critica è rivolta in particolare a ogni tentativo di spostare l’attenzione dal comportamento dell’aggressore a quello della vittima.
“E' grave riportare al centro il dissenso o la reazione della vittima invece della responsabilità di chi compie la violenza”.
Il nodo del disegno di legge: consenso o dissenso?
Al centro della mozione c’è il confronto con il DDL A.S. 1715, che secondo i promotori rischia di rappresentare un passo indietro rispetto agli standard internazionali.
Il documento approvato dal Municipio X richiama invece il modello già votato alla Camera dei Deputati e ispirato alla Convenzione di Istanbul, che pone al centro il consenso libero, esplicito e revocabile.
“Il consenso deve essere libero, esplicito e revocabile. Senza consenso esplicito è stupro”, ribadisce Fiorucci.
Un’impostazione che trova riscontro nelle campagne internazionali, come quella di Amnesty International, e nel lavoro quotidiano dei centri antiviolenza, tra cui Differenza Donna.
“In Europa la strada è tracciata, l’Italia rischia di arretrare”
Secondo Fiorucci, il contesto europeo ha già definito una direzione precisa: “In Europa il consenso è al centro della definizione di violenza sessuale. In Italia invece si rischia un arretramento culturale e normativo, perché si torna a parlare di dissenso e resistenza”.
Una prospettiva che, secondo la presidente della Commissione Pari Opportunità, finirebbe per scaricare ancora una volta sulle vittime il peso della prova.
“I diritti delle donne non possono essere oggetto di calcoli politici”.
Il ruolo delle istituzioni locali
La mozione approvata a Ostia rivendica anche il ruolo dei territori nel dibattito nazionale.
“Il Municipio deve far sentire la propria voce e assumersi una responsabilità politica su questi temi”, afferma Fiorucci.
Un richiamo alla necessità di affiancare alle riforme legislative un cambiamento culturale più profondo.
“I diritti conquistati non sono mai definitivi. Vanno difesi, tutelati e rafforzati. Ogni progresso nasce da chi decide di non accettare più lo stato delle cose”.
Una battaglia culturale ancora aperta
L’approvazione della mozione nel Municipio X rappresenta un tassello di una battaglia più ampia, che riguarda non solo le leggi ma la cultura di un Paese.
Il messaggio è chiaro: il consenso non è un dettaglio giuridico, ma il fondamento stesso della libertà e della dignità delle persone.

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