Sabato 9 maggio giornata di cura collettiva nell’ambito di “Roma Cura Roma”: un’area urbana si trasforma in presidio naturale tra partecipazione e tutela ambientale

Ostia (Rm) - Nel cuore di Ostia, tra via Mar Rosso, via Mare di Bering e viale dei Promontori, c’è un luogo che sfugge allo sguardo distratto ma custodisce un patrimonio naturale prezioso: l’Oasi della Palude.

Qui, sabato 9 maggio, cittadini, associazioni e volontari si ritroveranno per una giornata di cura collettiva promossa dal WWF Litorale Laziale e dal Comitato di Quartiere Stella Polare Nord, all’interno dell’iniziativa capitolina “Roma Cura Roma”.

Un gesto concreto per restituire dignità e funzione a uno spazio troppo a lungo percepito come marginale.

Dalla marginalità alla biodiversità urbana

L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: trasformare un’area urbana trascurata in un presidio di biodiversità, accessibile e tutelato.

L’iniziativa coinvolge direttamente i residenti dei palazzi circostanti, protagonisti di un processo che va oltre la semplice manutenzione: si tratta di cambiare lo sguardo sul territorio, riconoscendone il valore ambientale e sociale.

Un ecosistema raro nel tessuto cittadino

Nonostante la vicinanza con i condomini, l’Oasi della Palude conserva caratteristiche naturalistiche di grande rilievo. Al suo interno si sviluppa una zona umida con specie vegetali come alloro e salice, ma soprattutto il prezioso falasco (Cladium mariscus).

Si tratta di una pianta protetta a livello europeo, la cui presenza rende l’area un piccolo ma significativo scrigno di biodiversità, bisognoso di tutela e gestione attenta.

Il pioppo storico, custode della memoria verde

A vegliare sull’oasi c’è anche un imponente pioppo, già censito come albero storico. Situato poco fuori dal perimetro della zona umida, rappresenta un simbolo del quartiere e un punto di riferimento naturale.

La sua presenza rafforza il valore identitario del luogo, diventando elemento centrale nel percorso di valorizzazione avviato dai cittadini.

Un progetto che guarda al futuro

L’iniziativa non si esaurisce nella giornata del 9 maggio. Alle spalle c’è infatti un percorso istituzionale già avviato: lo scorso 9 aprile è stata presentata a Roma Capitale la richiesta per un Patto di Collaborazione.

Uno strumento che consentirà a residenti e associazioni di prendersi cura dell’area in modo continuativo, garantendone la tutela e sottraendola definitivamente al degrado.

La forza della comunità

“L’Oasi della Palude non è solo un prato, ma un frammento di ecosistema protetto che sopravvive tra i palazzi”, spiegano gli organizzatori. “Prendersene cura significa proteggere non solo la natura, ma anche la qualità della vita e il futuro del quartiere”.

Un messaggio che trova forza nella partecipazione diretta dei cittadini, chiamati a diventare custodi attivi del proprio territorio.

Appuntamento con la cura condivisa

L’invito è aperto a tutta la cittadinanza: sabato 9 maggio, dalle 10 alle 13, l’Oasi della Palude diventerà un laboratorio di partecipazione, dove ambiente e comunità si incontrano.

Un esempio concreto di come, anche in città, la natura possa rinascere grazie all’impegno collettivo.