Ostia, nuovi sigilli al Capanno: blitz di vigili e finanza. I gestori: “Solo un malinteso, restiamo aperti”
Di Maria Grazia Stella il 10/04/2026
Sotto la lente della Procura una struttura dello stabilimento sul lungomare. Contestata la violazione dei sigilli, ma i titolari replicano: “Area in riqualificazione, nessuna attività abusiva”
Ostia (Rm) – Un nuovo intervento, a distanza di appena 24 ore da un altro sequestro sul litorale romano, riaccende i riflettori sulla gestione delle concessioni balneari. Nella mattinata di venerdì 10 aprile, forze dell’ordine e magistratura sono tornate in azione presso lo stabilimento Il Capanno, a piazzale Magellano.
Un’operazione che si inserisce in un più ampio piano di verifiche disposto dalla Procura di Roma e che punta a fare chiarezza sulla regolarità urbanistica e demaniale delle strutture presenti sul litorale.
La contestazione: “Violazione dei sigilli”
A intervenire sono stati gli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura capitolina specializzata in reati urbanistici, insieme alla Polizia Locale del X Gruppo Mare e al 6° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza.
Al centro del controllo, una struttura – nello specifico il bar – già sottoposta a sequestro nei mesi scorsi. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata riscontrata una violazione dei sigilli: l’immobile, tornato nella disponibilità dell’esercente esclusivamente per consentire la rimozione delle opere ritenute abusive, sarebbe stato invece utilizzato.
Un elemento che ha portato al nuovo intervento e al rafforzamento delle misure già in atto.
Un piano più ampio: 67 concessioni sotto esame
L’operazione non è isolata. Fa parte di un articolato dispositivo coordinato dall’VIII Dipartimento della Procura della Repubblica di Roma, che ha avviato un monitoraggio sistematico delle 67 concessioni demaniali marittime presenti a Ostia.
Un lavoro capillare che coinvolge anche Roma Capitale attraverso uno specifico Ufficio di Scopo, incaricato di ricostruire la situazione amministrativa e urbanistica degli stabilimenti: titoli edilizi, concessioni e autorizzazioni vengono analizzati e incrociati per verificare eventuali irregolarità.
L’obiettivo dichiarato è quello di riportare piena legalità nella gestione del demanio marittimo, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno interessato il settore.
I precedenti: già un sequestro nel 2025
Per lo stabilimento Il Capanno non si tratta del primo provvedimento. Già nel luglio dello scorso anno alcune strutture erano state poste sotto sequestro, in un contesto di verifiche che ora sembra intensificarsi.
Il nuovo intervento rappresenta quindi un ulteriore capitolo di una vicenda ancora aperta e sotto osservazione da parte degli inquirenti.
La replica dei gestori: “Attività regolare, chiariremo tutto”
Immediata la risposta dei titolari, che attraverso una nota diffusa sui social hanno parlato di un equivoco, rassicurando clienti e frequentatori dello stabilimento.
“Il Capanno continua la sua attività senza alcuna variazione. Il servizio di somministrazione è regolarmente operativo e vi aspettiamo come sempre”.
Secondo la versione dei gestori, il provvedimento riguarderebbe esclusivamente un’area circoscritta, interessata da lavori di riqualificazione edilizia. La presenza di arredi e materiali sarebbe stata interpretata come segnale di attività in corso, mentre lo spazio – sostengono – sarebbe fermo in attesa dei titoli definitivi.
“I nostri legali sono già al lavoro per chiarire l’equivoco e dimostrare che abbiamo operato nel pieno rispetto delle prescrizioni”.
Tra controlli e stagione alle porte
L’episodio arriva in un momento delicato, a ridosso dell’avvio della stagione balneare, e conferma l’attenzione crescente delle autorità su un comparto strategico per l’economia locale.
Tra verifiche, sequestri e contenziosi, il litorale romano si prepara all’estate sotto il segno dei controlli, con l’obiettivo di coniugare legalità, trasparenza e tutela del territorio.
Presunzione di innocenza
Le eventuali responsabilità saranno accertate nel corso del procedimento giudiziario. Per le persone coinvolte vale, come previsto dalla legge, il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Tags: ostia, litorale romano










