Ostia, arte e impegno civile al Festival Flumen ’26: Spazi all’Arte porta al Porto di Roma il progetto “I-DEE”
Di Maria Grazia Stella il 03/09/2026
Il 4 e 5 settembre al Porto Turistico di Roma il Festival dell’ecologia, della non violenza e delle migrazioni. Spazi all’Arte parteciperà con le opere di “I-DEE – Un omaggio al femminile. Dee del nostro tempo” e con i propri volontari. Tra i protagonisti il giornalista e scrittore Luca Attanasio, che riceverà il Premio Matumaini 2026 per il progetto “Mums”, segnalato dall’associazione. Tutti gli eventi sono gratuiti
Ostia (Rm) – Arte, ambiente, migrazioni, pace e non violenza si incontrano sul mare di Ostia. Venerdì 4 e sabato 5 settembre, il Porto Turistico di Roma, sul lungomare Duca degli Abruzzi 84, ospiterà Flumen ’26, il Festival dell’ecologia, della non violenza e delle migrazioni.
Alla manifestazione parteciperà anche Spazi all’Arte, che porterà all’interno del festival il proprio impegno culturale e artistico, mettendolo in dialogo con alcuni dei grandi temi del nostro tempo: dalla salvaguardia dell’ambiente allo sviluppo sostenibile, dalla dignità delle persone ai fenomeni migratori, fino alla costruzione di una cultura fondata sulla pace e sulla non violenza.
L’associazione sarà presente con un proprio gazebo, che diventerà un punto d’incontro con il pubblico e uno spazio attraverso il quale raccontare progetti, iniziative e attività sviluppate nel mondo dell’arte e della cultura.
“I-DEE”, l’arte racconta la forza del femminile
Tra i progetti che Spazi all’Arte porterà a Flumen ’26 ci sarà “I-DEE – Un omaggio al femminile. Dee del nostro tempo”, presentato al pubblico lo scorso luglio.
Le opere saranno esposte durante entrambe le giornate del festival, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire un progetto costruito intorno alla figura femminile e alla sua rappresentazione attraverso l’arte contemporanea.
“I-DEE” nasce infatti come un omaggio alle donne di tutti i tempi, raccontate attraverso archetipi femminili ispirati alle dee della mitologia. Figure immortali che vengono rilette nel presente per incarnare valori, energie e caratteristiche capaci di parlare alla società contemporanea.
Un ponte simbolico tra mito e realtà, passato e presente, attraverso il quale l’archetipo diventa uno strumento per indagare l’essenza più profonda del femminile e il ruolo delle donne nell’evoluzione dell’umanità.
Donne di generazioni diverse unite attraverso l’arte
Il progetto è stato realizzato grazie alla partecipazione di numerose donne vicine a Spazi all’Arte, che hanno aderito all’iniziativa mettendosi a disposizione della sua costruzione artistica e culturale.
Generazioni diverse, esperienze differenti e un unico obiettivo: utilizzare l’arte come linguaggio per trasmettere un messaggio capace di andare oltre l’immagine e trasformarsi in riflessione.
Proprio per questa sua dimensione sociale, oltre che artistica, “I-DEE” trova nel Festival Flumen un contesto particolarmente significativo, accanto ai temi della dignità umana, della pace e della convivenza.
I volontari di Spazi all’Arte raccontano il Festival
Quella dell’associazione non sarà però una presenza soltanto espositiva.
Durante le due giornate, infatti, i volontari di Spazi all’Arte seguiranno attivamente gli appuntamenti previsti dal programma, raccontando gli eventi e incontrando alcuni dei protagonisti della manifestazione.
Un’attività di testimonianza che comprenderà anche interviste agli ospiti e ai relatori chiamati a intervenire nella fitta scaletta del Festival.
Il Premio Matumaini 2026 a Luca Attanasio
Tra i protagonisti ci sarà il giornalista e scrittore Luca Attanasio, al quale verrà conferito il Premio Matumaini 2026 per il progetto “Mums”, dopo la segnalazione avanzata proprio da Spazi all’Arte.
Il lavoro raccoglie la testimonianza di un racconto drammatico legato alle rotte migratorie e alle persone che le attraversano, portando l’attenzione sulle storie umane che si celano dietro uno dei fenomeni più complessi e dolorosi della contemporaneità.
Il progetto era stato recentemente presentato anche sul territorio nel corso di un evento culturale organizzato dalla stessa associazione.
E' proprio per il valore attribuito a questo lavoro che Spazi all’Arte ha deciso di proporre Attanasio per il riconoscimento, creando così un ulteriore legame tra il percorso culturale sviluppato dall’associazione e i temi al centro di Flumen ’26.
Due giorni tra ambiente, diritti, cultura e non violenza
Il Festival diventa così un luogo nel quale linguaggi differenti possono incontrarsi: l’arte accanto al giornalismo, la cultura accanto all’impegno civile, la riflessione sulle migrazioni insieme alla tutela dell’ambiente e alla promozione della non violenza.
Per Spazi all’Arte sarà anche l’occasione per portare fuori dai tradizionali spazi espositivi un’idea di cultura che vuole confrontarsi direttamente con la società e con le sue trasformazioni.
L’appuntamento con Flumen ’26 è per venerdì 4 e sabato 5 settembre al Porto Turistico di Roma, lungomare Duca degli Abruzzi 84, a Ostia.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.

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