a venerdì 4 settembre al Centro Test e Counseling di Ostia Antica prende il via il Percorso Integrato di Cura dedicato alle IST. Un’équipe multidisciplinare seguirà i pazienti dalla diagnosi alla terapia e al follow up. A preoccupare sono i dati nazionali: clamidia +41,5%, gonorrea +84% e sifilide +16% negli ultimi anni. Figorilli: «Facilità di accesso, diagnosi precoci e prevenzione nel totale rispetto della riservatezza»

Ostia (Rm) – Un accesso più semplice, diagnosi rapide, terapie mirate e un unico percorso capace di accompagnare la persona dalla prima consulenza fino ai controlli successivi alle cure. La ASL Roma 3 rafforza la risposta alle infezioni sessualmente trasmesse e da venerdì 4 settembre attiva il nuovo Percorso Integrato di Cura (PIC) per le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST).

Il servizio nasce di fronte a un fenomeno che negli ultimi anni sta mostrando numeri in forte crescita. Clamidia, gonorrea, sifilide, HIV e HPV rappresentano un fronte sul quale prevenzione e diagnosi tempestiva diventano decisive, anche perché alcune infezioni possono essere asintomatiche e, se non individuate e trattate, provocare complicanze nel lungo periodo.

Il nuovo modello assistenziale punta quindi a ridurre le barriere di accesso ai servizi sanitari e i tempi necessari per arrivare dalla diagnosi alla terapia, attraverso una presa in carico multidisciplinare e coordinata.

Clamidia, gonorrea e sifilide: i numeri che preoccupano

A spiegare la necessità di rafforzare prevenzione e assistenza sono soprattutto i dati dell’Istituto Superiore di Sanità riportati dalla ASL Roma 3.

Nel 2024, rispetto al 2023, le infezioni da clamidia sono aumentate del 41,5%, con una prevalenza particolarmente significativa nella fascia tra i 15 e i 24 anni.

Ancora più marcato il dato relativo alla gonorrea: i casi risultano quintuplicati tra il 2010 e il 2024, mentre soltanto nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024 l’incremento registrato è stato dell’84%.

Crescono anche le segnalazioni di sifilide, aumentate del 16% tra il 2021 e il 2024. Nel solo 2024 i centri hanno segnalato 695 nuovi casi.

Numeri che delineano, secondo l’azienda sanitaria, un fenomeno che richiede una risposta sempre più strutturata, capace di affiancare alle cure un'intensa attività di informazione, prevenzione e sensibilizzazione.

Un unico percorso dalla consulenza alle cure

Il PIC è stato costruito per evitare che il paziente debba muoversi autonomamente tra servizi e specialisti differenti. Il percorso si sviluppa attraverso quattro fasi fondamentali: consulenza e informazione, con colloqui confidenziali e counseling specialistico; diagnosi e test, attraverso screening completi e risultati in tempi brevi; trattamento mirato, mediante protocolli terapeutici personalizzati; follow up e supporto, con monitoraggio nel tempo.

La presa in carico riguarda sia le persone maggiorenni sia i minori accompagnati e coinvolge un’équipe composta da infermieri, ostetriche, medici, infettivologi e ginecologi.

Il cuore operativo del nuovo servizio sarà il Centro Test e Counseling di via dei Romagnoli, a Ostia Antica.

Accesso libero: non servono impegnativa e prenotazione

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda proprio la semplificazione dell'accesso. Per rivolgersi al servizio non sono necessarie né l'impegnativa medica né la prenotazione.

È possibile accedere direttamente al Centro oppure contattare il CTC di Ostia Antica al numero 06 56483011 per effettuare il triage telefonico.

Il servizio telefonico è operativo cinque giorni feriali alla settimana, dalle 8.30 alle 13, con orario prolungato fino alle 16 il lunedì e il giovedì.

Una modalità pensata per rendere più immediato il rapporto con la struttura sanitaria e favorire l'emersione precoce di situazioni che, proprio per l'assenza iniziale di sintomi o per la difficoltà ad affrontare l'argomento, rischiano altrimenti di rimanere sommerse.

Dal primo colloquio al follow up

Il percorso assistenziale parte dall'accettazione, che può avvenire tramite triage telefonico oppure attraverso l'accesso diretto, con una prima valutazione della priorità assistenziale.

Segue la visita infermieristica, accompagnata da un colloquio pre-test strutturato secondo le competenze di base del counseling, quindi la visita medica e l'esecuzione degli accertamenti ritenuti necessari.

Una volta disponibili gli esami, il paziente viene accompagnato nella fase di restituzione dei referti. In caso di positività è previsto un colloquio post-test, seguito dall'eventuale terapia e dalla programmazione dei controlli successivi al trattamento, compresi il Test of Cure (TOC) e il follow up.

Il percorso non si limita però alla diagnosi e alla cura dell'infezione già presente. Sono previsti anche colloqui dedicati alla prevenzione e al sesso più sicuro, la valutazione dell'opportunità di vaccinazioni e screening oncologici e, quando necessario, l'invio ad altri specialisti o servizi interni ed esterni alla ASL.

Benevelli: «Prevenzione e diagnosi tempestiva sempre più importanti»

L'obiettivo è intervenire contemporaneamente sulla cura e sulla prevenzione, rafforzando anche la capacità di sorveglianza del fenomeno.

«L’obiettivo principale è quello di ridurre l'incidenza delle infezioni sessualmente trasmesse come HIV, sifilide, gonorrea, clamidia e HPV con screening mirati, educazione e accesso rapido a test e cure», spiega Aldo Benevelli, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 3.

Il nuovo percorso, sottolinea Benevelli, punta anche al «miglioramento della sorveglianza epidemiologica e della risposta integrata ospedale-territorio, in linea con il Piano Nazionale AIDS».

A imporre un cambio di passo è proprio l'andamento registrato negli ultimi anni: «La tendenza disegna un quadro caratterizzato da una costante crescita di queste malattie. Elemento che ci induce a operare in maniera sempre più pressante sul fronte della prevenzione, di una tempestiva diagnosi, sulle vaccinazioni e su una continua informazione e sensibilizzazione sul tema».

Figorilli: «Diagnosi precoci nel rispetto della riservatezza»

Per il direttore generale della ASL Roma 3, Laura Figorilli, l'avvio del PIC rappresenta anche un nuovo tassello nella riorganizzazione dell'assistenza territoriale.

«Il PIC è un ulteriore e importante passo in avanti nell'organizzazione della nostra offerta sanitaria – sottolinea Figorilli – garantendo facilità di accesso, diagnosi precoci e prevenzione nel totale rispetto della riservatezza e della dignità delle persone».

Un aspetto particolarmente importante quando si parla di infezioni sessualmente trasmesse, dove la possibilità di rivolgersi con facilità e discrezione ai servizi sanitari può incidere direttamente sulla tempestività della diagnosi.

«Un progetto – conclude il direttore generale – che consente di operare affinché possa ridursi la possibilità della diffusione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse e le eventuali complicanze».

Con l'apertura del nuovo percorso a Ostia Antica, la ASL Roma 3 prova così a costruire una risposta sanitaria che non si fermi al singolo test, ma accompagni la persona lungo l'intero iter assistenziale. Prevenire, diagnosticare rapidamente, curare e continuare a monitorare diventano parti di un'unica strategia, in un momento in cui l'aumento delle infezioni sessualmente trasmesse rende sempre più importante intercettare precocemente i casi e favorire un accesso semplice e senza stigma ai servizi sanitari.