Ostia Antica, al Castello di Giulio II la mostra “In Hoc Signo”: viaggio nelle origini del Cristianesimo tra Ostia e Porto
Di Maria Grazia Stella il 15/05/2026
Dal III secolo d.C. all’Alto Medioevo, reperti, testimonianze artistiche e indagini antropologiche raccontano la diffusione della nuova fede nel territorio ostiense e portuense. Mercoledì 20 maggio l’inaugurazione ufficiale con la partecipazione della vicesindaco di Fiumicino Giovanna Onorati
Ostia Antica (Rm) - Un viaggio dentro le radici spirituali, culturali e storiche del litorale romano, nel tempo in cui il Cristianesimo iniziava lentamente a trasformare il volto dell’Impero. Sarà inaugurata mercoledì 20 maggio alle ore 17, presso il Castello di Giulio II, la mostra “In Hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”.
Un’esposizione che attraversa secoli di storia e che punta a raccontare il lungo percorso di affermazione della fede cristiana tra Ostia Antica e l’antica Portus, in un territorio che rappresentò uno dei principali crocevia religiosi, commerciali e culturali del Mediterraneo.
All’inaugurazione sarà presente anche la vicesindaco di Fiumicino, Giovanna Onorati.
Una mostra sulle origini del Cristianesimo sul litorale romano
Curata da Alessandro D'Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, l’esposizione ripercorre le trasformazioni religiose e culturali che interessarono il territorio tra il III e il V secolo d.C., periodo cruciale per la diffusione della nuova fede cristiana.
Il percorso espositivo metterà al centro le testimonianze più significative della cultura materiale e storico-artistica legata ai primi secoli del Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense.
Un racconto costruito attraverso reperti archeologici, documenti storici, simboli religiosi e testimonianze monumentali che restituiscono la complessità di una fase storica caratterizzata dalla convivenza tra culti diversi prima dell’affermazione definitiva del Cristianesimo.
Ostia e Porto: crocevia di religioni e culture
Nel III secolo d.C., Ostia e Portus erano tra i principali snodi commerciali dell’Impero Romano.
Porti aperti al Mediterraneo, luoghi attraversati da mercanti, marinai, pellegrini e popolazioni provenienti da ogni parte del mondo antico.
Proprio questa dimensione cosmopolita favorì la diffusione di culti differenti e la nascita di comunità religiose eterogenee, tra cui quelle cristiane.
La mostra racconta dunque non soltanto l’affermazione del Cristianesimo, ma anche il contesto multiculturale e religioso nel quale questa nuova fede iniziò lentamente a radicarsi.
Dal paganesimo all’affermazione della nuova fede
Uno degli aspetti più affascinanti dell’esposizione riguarda il passaggio dalla coesistenza di più religioni alla progressiva affermazione del Cristianesimo tra IV e V secolo.
Attraverso reperti e testimonianze artistiche, il visitatore potrà seguire l’evoluzione simbolica, culturale e architettonica dei luoghi di culto cristiani e comprendere come Ostia e Porto siano diventati nel tempo poli centrali della nuova religione.
Un ruolo che, secondo gli studiosi, i due centri hanno saputo mantenere anche nei secoli successivi, attraversando Medioevo ed età moderna fino ad arrivare, in parte, ai giorni nostri.
Le indagini antropologiche e il volto degli antichi abitanti
La mostra si chiude con uno sguardo rivolto alle più recenti ricerche antropologiche condotte nei distretti di Ostia e Porto.
Gli studi effettuati sui resti umani rinvenuti nelle aree archeologiche stanno infatti offrendo nuove informazioni sulle caratteristiche fisiche, sulle condizioni di vita e sulle origini delle popolazioni che abitavano il litorale romano nei primi secoli dell’era cristiana.
Un approfondimento che aggiunge una dimensione ancora più umana al racconto storico e archeologico dell’esposizione.
Il Castello di Giulio II come luogo simbolico
A ospitare la mostra sarà il Castello di Giulio II, uno dei luoghi simbolo di Ostia Antica.
La fortezza rinascimentale, costruita in una zona che per secoli ha rappresentato un punto strategico tra Roma, il Tevere e il mare, diventa così lo scenario ideale per un percorso che attraversa epoche, civiltà e trasformazioni religiose.
Tra mura antiche e reperti dei primi secoli cristiani, la mostra “In Hoc Signo” propone quindi un viaggio nella memoria profonda del territorio, là dove fede, storia e identità del litorale romano continuano ancora oggi a intrecciarsi.

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