Operazione “Tevere Pulito”: via alla rimozione dei relitti abbandonati nel fiume a Fiumicino
Di Maria Grazia Stella il 14/05/2026
Al via il piano straordinario di bonifica lungo il Tevere: Guardia Costiera e Regione Lazio intervengono per recuperare 15 relitti tra imbarcazioni semisommerse, scafi abbandonati e detriti pericolosi. Obiettivo: sicurezza della navigazione, tutela ambientale e decoro del fiume
Fiumicino (Rm) - Il Tevere prova a liberarsi dei suoi relitti. Scafi abbandonati, imbarcazioni semisommerse e carcasse lasciate per anni lungo le sponde del fiume stanno finalmente per essere rimosse grazie all’operazione “Tevere Pulito”, il piano straordinario avviato a Fiumicino per restituire sicurezza, decoro e tutela ambientale al tratto urbano e suburbano del principale corso d’acqua della Capitale.
L’intervento nasce dalla collaborazione tra Regione Lazio, Guardia Costiera e Comune di Fiumicino, impegnati in una complessa operazione di recupero e smaltimento di 15 relitti individuati lungo gli argini del fiume.
Un’azione che punta non soltanto alla pulizia del Tevere, ma anche alla prevenzione dei rischi ambientali e idrogeologici legati alla presenza di materiali abbandonati in acqua.
Il degrado lungo il fiume e il rischio per l’ecosistema
Negli ultimi anni, diversi tratti del Tevere sono diventati luoghi di accumulo di vecchie imbarcazioni dismesse, scafi inutilizzati e detriti ingombranti lasciati lungo le banchine o direttamente nel letto del fiume.
Una situazione che, oltre al forte impatto visivo e ambientale, rappresenta un serio problema per la sicurezza della navigazione fluviale.
Secondo quanto evidenziato dagli enti coinvolti, i relitti possono infatti ostacolare il transito delle imbarcazioni, compromettere il regolare deflusso delle acque e aumentare il rischio idrogeologico durante le piene.
Ma non solo. Molti dei materiali presenti nei vecchi scafi — carburanti residui, vernici, metalli deteriorati e componenti chimici — rischiano di disperdersi nell’ambiente, contribuendo all’inquinamento del fiume e mettendo sotto pressione l’ecosistema fluviale.
Guardia Costiera e Regione Lazio in prima linea
L’operazione è resa possibile grazie a un protocollo operativo che assegna compiti distinti ai diversi enti coinvolti.
La Regione Lazio finanzia il progetto e gestisce la filiera dello smaltimento attraverso aziende specializzate nel trattamento dei materiali recuperati.
La Guardia Costiera, invece, coordina le operazioni tecniche sul campo, monitorando il recupero dei relitti, le attività di sollevamento e il rispetto delle normative ambientali durante tutte le fasi dell’intervento.
Fondamentale anche il coinvolgimento del Comune di Fiumicino, chiamato a collaborare nelle attività territoriali e nel percorso di riqualificazione del tratto fluviale interessato.
Come avviene il recupero dei relitti
Le operazioni richiedono mezzi specializzati e interventi particolarmente delicati.
Per rimuovere le imbarcazioni abbandonate vengono utilizzati mezzi nautici dedicati e autogru installate sulle banchine del Tevere. Ogni relitto viene prima catalogato, poi recuperato e trasportato presso centri autorizzati per il trattamento dei rifiuti speciali.
I materiali recuperabili — come metalli e parti lignee — verranno avviati al riciclo, mentre i componenti classificati come inquinanti o rifiuti speciali saranno smaltiti secondo le procedure previste dalla normativa ambientale.
Un lavoro complesso che richiede verifiche tecniche continue e una particolare attenzione alla sicurezza delle operazioni in acqua.
Una bonifica destinata a proseguire
L’operazione “Tevere Pulito” non si fermerà ai primi 15 relitti individuati.
Le attività proseguiranno nelle prossime settimane seguendo una mappatura più ampia delle aree critiche lungo il corso del fiume, con l’obiettivo di individuare ulteriori siti da bonificare.
Parallelamente, sarà rafforzata l’attività di vigilanza per evitare che il Tevere torni a trasformarsi in un deposito abusivo di rifiuti e imbarcazioni fuori uso.
Restituire il fiume alla città
Dietro l’intervento non c’è soltanto una questione tecnica o ambientale, ma anche una sfida urbana e culturale più ampia: restituire dignità e vivibilità al Tevere.
Negli ultimi anni il tema della riqualificazione del fiume è tornato centrale nel dibattito pubblico, soprattutto dopo l’approvazione del Piano Strategico e Operativo del Tevere da parte di Roma Capitale.
La rimozione dei relitti rappresenta così uno dei primi tasselli concreti di un percorso che punta a trasformare il fiume da spazio marginale e degradato a infrastruttura ambientale, paesaggistica e urbana centrale per il futuro di Roma e del litorale di Fiumicino.

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