Municipio X, scavi stradali sotto la lente: approvata la mozione per rivedere il regolamento
Di Maria Grazia Stella il 14/03/2026
Obiettivo migliorare la qualità dei ripristini e garantire strade più sicure e durature. L’iniziativa punta ad aggiornare le norme in vigore a Roma Capitale
Ostia (Rm) - Il Consiglio del Municipio Roma X ha approvato nella seduta di giovedì 12 marzo una mozione che avvia il percorso per la revisione e l’aggiornamento del Regolamento per l’esecuzione e il ripristino degli scavi stradali di Roma Capitale.
L’atto è stato presentato dal presidente e dal vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità, Leonardo Di Matteo e Alessandro Ieva, con l’obiettivo di rivedere le norme attualmente in vigore, introdotte con la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 21 del 2016 e successivamente aggiornate con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 70 del 2021.
La proposta nasce dalla necessità di innalzare gli standard qualitativi degli interventi sulla rete stradale, migliorando la durabilità delle pavimentazioni e riducendo i problemi spesso causati da ripristini parziali o non adeguati dopo gli scavi.
Il passaggio in Commissione Lavori Pubblici
Prima dell’approdo in aula, la mozione aveva già ottenuto il parere favorevole della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità del Municipio X, espresso nella seduta del 20 febbraio scorso.
Secondo i promotori, il provvedimento nasce dall’osservazione delle criticità quotidiane presenti sulle strade del territorio municipale e di molti altri quartieri della Capitale.
Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un significativo aumento degli interventi legati ai sottoservizi, tra cui la posa di reti elettriche, fibra ottica e altre infrastrutture tecnologiche.
Il nodo delle microtrincee
Tra le principali criticità segnalate vi sono le lavorazioni realizzate attraverso microtrincee e minitrincee, tecniche utilizzate soprattutto per l’installazione delle infrastrutture digitali.
Si tratta di scavi di dimensioni ridotte e poco invasivi dal punto di vista iniziale, ma che nel tempo possono generare problemi strutturali al manto stradale.
L’esperienza maturata sul territorio evidenzia come interventi limitati alla sola impronta dello scavo possano provocare:
perdita di coesione del manto lungo i giunti
infiltrazioni di acqua piovana
crepe e fessurazioni
riduzione della durata dello strato di asfalto.
Fenomeni che tendono ad accentuarsi quando gli scavi sono longitudinali o ripetuti più volte sulla stessa carreggiata.
Le norme nazionali e il margine di intervento degli enti locali
Sul piano normativo esiste già un riferimento tecnico a livello nazionale.
Il Decreto Ministeriale del 1° ottobre 2013 stabilisce infatti gli standard minimi per gli scavi legati alle infrastrutture digitali. Per le microtrincee è previsto, ad esempio, che il ripristino della pavimentazione copra almeno tre volte la larghezza dello scavo, con una fascia minima di 50 centimetri.
Tuttavia, sottolineano i promotori della mozione, si tratta di standard minimi, che non impediscono agli enti proprietari delle strade di adottare criteri più stringenti.
La tutela e la manutenzione della pavimentazione stradale restano infatti responsabilità diretta dell’ente proprietario, che può stabilire modalità di intervento più rigorose in base alle caratteristiche del territorio urbano.
Le cinque direttrici della proposta
La mozione approvata dal Municipio X chiede a Roma Capitale di avviare un aggiornamento del regolamento lungo cinque principali linee di intervento.
Revisione complessiva del regolamento
Un aggiornamento organico delle norme sugli scavi, con criteri chiari che colleghino la tipologia di intervento alla dimensione del ripristino stradale.
Nuovi parametri tecnici
Regole che tengano conto dello sviluppo longitudinale degli scavi e della ripetizione degli interventi sulla stessa carreggiata.
Estensione delle fasce di ripristino
L’introduzione dell’“allargamento tecnico” nei casi di maggiore impatto strutturale, per garantire continuità e resistenza alla pavimentazione.
Maggiore qualità delle lavorazioni
Particolare attenzione all’adesione tra pavimentazione esistente e nuovo conglomerato bituminoso, per prevenire fenomeni di cedimento precoce.
Confronto con il Governo
L’avvio di un dialogo istituzionale per rafforzare il ruolo degli enti proprietari delle strade nella definizione di criteri più tutelanti.
L’obiettivo: strade più sicure e durature
Secondo Leonardo Di Matteo e Alessandro Ieva, l’approvazione della mozione rappresenta un primo passo concreto verso un miglioramento complessivo della qualità degli interventi sul suolo pubblico.
L’obiettivo è garantire strade più sicure, uniformi e durature, evitando che gli scavi ripetuti compromettano nel tempo la funzionalità della rete viaria.
Un tema particolarmente sentito dai cittadini, che spesso si trovano a fare i conti con asfalto deteriorato, avvallamenti e rapidi cedimenti della pavimentazione proprio nelle zone interessate da lavori sui sottoservizi.
La revisione del regolamento potrebbe dunque rappresentare un tassello importante nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture stradali della Capitale, con benefici concreti per sicurezza e qualità della mobilità urbana.

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