Si è spento a quasi novant’anni uno dei protagonisti più autentici della cultura del litorale romano e italiano. Pittore, scultore, muralista e intellettuale impegnato, ha lasciato un segno profondo nella storia artistica di Ostia. Domani l’ultimo saluto nella chiesa di Regina Pacis. Il cordoglio di amici, associazioni e delle istituzioni

Ostia (Rm) - Ostia piange Mario Rosati. Con la sua scomparsa, avvenuta a pochi mesi dal traguardo dei novant’anni, il litorale romano perde uno dei suoi artisti più rappresentativi, una figura capace di intrecciare arte, memoria civile e impegno sociale in un percorso lungo oltre mezzo secolo.

Pittore, scultore, muralista e instancabile animatore culturale, Rosati è stato molto più di un artista. E' stato un interprete dell’anima popolare di Ostia, un testimone del Novecento e un custode della memoria di Pier Paolo Pasolini, che conobbe personalmente e al quale dedicò alcune delle sue opere più significative.

La notizia della sua morte ha rapidamente attraversato il mondo della cultura, suscitando commozione tra amici, associazioni, artisti e cittadini che negli anni hanno condiviso con lui battaglie, idee e progetti.

Il ricordo commosso degli amici

Tra i primi a rendergli omaggio è stato il giornalista e scrittore Gianni Maritati, amico di lunga data.

"Amico di lunga data, è stato un esempio di rigore intellettuale e di impegno sociale, oltre che artista eccezionale. Indimenticabile il suo rapporto con Pasolini, che ha personalmente conosciuto e al quale ha dedicato l'iconico monumento funebre, tanti bellissimi quadri e un intenso libro di memorie. Ciao Mario, non ti dimenticherò mai".

Parole che restituiscono il profilo di un uomo che ha sempre vissuto l’arte come strumento di riflessione e partecipazione civile, mantenendo uno sguardo critico e indipendente sulla realtà che lo circondava.

Il dolore della Lipu: “Era la colonna portante del Parco Pasolini”

Particolarmente toccante il ricordo di Alessandro Polinori, presidente della Lipu - Lega Italiana Protezione Uccelli, che ha condiviso con Rosati decenni di iniziative culturali e ambientali all’interno dell’Oasi Lipu di Ostia.

"Oggi per me non è solo un giorno di lutto per la cultura, è un giorno di vuoto profondo nel cuore. Se ne è andato Mario Rosati".

Per Polinori, Rosati non è stato soltanto l’autore del celebre monumento dedicato a Pasolini, ma uno dei principali artefici del Parco Letterario Pier Paolo Pasolini.

"Per me, per noi della Lipu, Mario è stato la scintilla, il progettista, la colonna portante di quell'avventura bellissima che è il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini. Se quel luogo oggi esiste, resiste ed è sempre più accogliente, è perché ci abbiamo creduto insieme, passo dopo passo, per decenni".

Un rapporto umano e culturale che andava ben oltre le collaborazioni istituzionali.

"Ma oltre l'impegno sociale e il rigore intellettuale, oggi piango l'amico. Mi tornano in mente i momenti passati a casa sua, la sua ironia tagliente e mai banale, la passione condivisa per la Roma, la generosità delle chiacchiere davanti alle sue straordinarie puntarelle, preparate con la stessa cura meticolosa che metteva nello scolpire il marmo o nel dare colore a una tela".

Da Torpignattara a Ostia, una vita dedicata all’arte

Nato nel quartiere romano di Torpignattara da una famiglia umile di borgata, Mario Rosati scoprì molto presto la propria vocazione artistica.

Dopo anni di lavori saltuari e sacrifici, riuscì a costruire una carriera che lo avrebbe portato a diventare uno dei maggiori interpreti del muralismo italiano contemporaneo.

Nel 1964 scelse Ostia come sua casa. Una decisione che avrebbe cambiato non solo la sua vita, ma anche il volto culturale del litorale romano.

Nel 1971 aprì uno Studio d’Arte che divenne negli anni un punto di riferimento per pittori, scultori, scrittori e intellettuali, trasformandosi in uno spazio di confronto e crescita culturale per intere generazioni.

Le opere che hanno segnato il volto di Ostia

L’eredità artistica lasciata da Rosati è ancora oggi visibile in diversi luoghi simbolo del territorio.

Sua è la celebre stele dedicata a Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo. Sua è la grande vela del Parco Pallotta. Suoi erano i murales realizzati nella chiesa di Santa Maria Regina Pacis, inaugurati da Papa Giovanni Paolo II e successivamente coperti. Sue erano anche le opere che decoravano l’ex scuola Amendola, andate purtroppo perdute durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio.

Il suo stile, profondamente legato alla dimensione popolare e sociale dell’arte, era caratterizzato da colori intensi, figure fortemente espressive e una costante attenzione verso gli ultimi, gli emarginati e le periferie.

Una pittura che raccontava la vita quotidiana e che trovava nella realtà delle borgate romane una delle sue principali fonti di ispirazione.

Il legame indissolubile con Pasolini

Tra tutte le figure che hanno attraversato la sua vita artistica, nessuna ha avuto il peso di Pier Paolo Pasolini.

Rosati non si limitò a studiarne l’opera o a celebrarne la memoria. Lo conobbe personalmente e ne custodì il ricordo per tutta la vita, trasformandolo in scultura, pittura e scrittura.

Nel volume Memorie di un ragazzo di borgata, ricordando Pier Paolo Pasolini, raccontò infatti un rapporto umano e intellettuale che contribuì a plasmare la sua visione del mondo.

Il monumento che ha restituito memoria a un luogo dimenticato

L’opera più celebre di Mario Rosati resta senza dubbio il monumento dedicato a Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia, nel luogo dove il poeta e regista fu assassinato il 2 novembre 1975.

Realizzata originariamente in cemento grezzo, la scultura raffigura una colonna spezzata — simbolo universale della morte violenta — accompagnata da due gabbiani in volo e dal disco lunare, elementi che richiamano la tragica notte dell’omicidio.

Per anni quel monumento rimase abbandonato tra fango, sterpaglie e degrado, diventando il simbolo dell’oblio che aveva avvolto la memoria pasoliniana.

Successivamente, grazie al sostegno delle istituzioni e all’impegno di associazioni e cittadini, l’area è stata recuperata e il monumento riproposto in travertino all’interno del Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, oggi uno dei luoghi culturali più significativi del litorale romano.

L’ultimo saluto a Regina Pacis

L’ultimo saluto a Mario Rosati sarà celebrato venerdì 12 giugno alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria Regina Pacis, nel cuore di Ostia.

Sarà il momento in cui amici, artisti, associazioni, cittadini e istituzioni potranno rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia culturale della città.

Il cordoglio della redazione di Ostia TV

La redazione di Ostia TV esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Mario Rosati e si stringe con affetto attorno alla sua famiglia, ai suoi amici e a quanti gli hanno voluto bene.

Con la sua arte, la sua passione civile e il suo amore viscerale per Ostia, Mario Rosati ha raccontato il territorio come pochi altri, contribuendo a costruirne la memoria collettiva e l'identità culturale. Le sue opere continueranno a parlare alle future generazioni, custodendo la voce di un artista libero, controcorrente e profondamente legato alla sua comunità.