Welyam, Biondo e Della Latta rispondono al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sul tema dell’autonomia amministrativa del litorale. “I poteri senza risorse sono un’illusione. Il problema del Municipio X non è l’assenza di un sindaco, ma la distanza dalle decisioni di Roma”

Ostia (Rm) - La proposta di trasformare Ostia in un Comune autonomo torna ad animare il confronto politico sul litorale romano. A rilanciare il tema è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, riaprendo una discussione che da decenni divide cittadini, associazioni e forze politiche tra sostenitori dell’autonomia e fautori del mantenimento del legame con Roma Capitale.

A intervenire nel dibattito sono ora Jacopo Della Latta, segretario dei Giovani Democratici del Municipio X, e i consiglieri municipali del Partito Democratico Margherita Welyam e Raffaele Biondo, che invitano ad affrontare il tema senza slogan e con uno sguardo concreto alle reali esigenze del territorio.

“Una discussione legittima, ma servono risposte concrete”

Gli esponenti democratici riconoscono che il tema dell’autonomia amministrativa meriti un confronto serio, ma contestano l'impostazione con cui viene proposta.

Secondo Welyam, Biondo e Della Latta, la questione non può essere ridotta alla semplice istituzione di un nuovo Comune o all’elezione di un sindaco autonomo.

“Il presidente Rocca rilancia il tema ‘Ostia Comune’. E' una discussione legittima, ma va affrontata con serietà e senza semplificazioni”.

Per il Pd e i Giovani Democratici il rischio è quello di alimentare aspettative che potrebbero scontrarsi con una realtà amministrativa molto più complessa.

“I poteri senza risorse restano vuoti”

Uno dei punti centrali della riflessione riguarda il rapporto tra autonomia e capacità amministrativa.

Secondo i rappresentanti del centrosinistra, avere maggiori competenze formali non significa automaticamente riuscire a governare meglio il territorio.

“La proposta, così com'è formulata, non affronta le reali esigenze del Municipio X. Rocca parla di poteri, ma i poteri formali senza risorse adeguate sono vuoti”.

A sostegno della loro tesi citano l’esperienza di numerosi piccoli comuni italiani che, pur essendo dotati di autonomia amministrativa, incontrano difficoltà nel reperire personale qualificato, progettare interventi strategici o intercettare finanziamenti nazionali ed europei.

“Senza una vera capacità amministrativa, l’autonomia rischia di trasformarsi in un’illusione istituzionale”.

Il nodo dei collegamenti con Roma

Per gli esponenti del Pd il vero problema del Municipio X non sarebbe l’assetto istituzionale, bensì la distanza fisica e funzionale dal resto della Capitale.

Trasporti insufficienti, collegamenti frammentati e una percezione di marginalità rappresentano, secondo loro, le principali criticità che i cittadini affrontano quotidianamente.

“Il problema principale del Municipio X non è l’assenza di un sindaco, ma la disconnessione da Roma. I collegamenti tra il territorio e la città sono insufficienti, frammentati, inadeguati”.

Da qui la convinzione che una separazione amministrativa non risolverebbe le difficoltà esistenti.

Spezzare il rapporto istituzionale con Roma non risolve questo problema, lo aggrava. La soluzione non è dividere, è unire di più”.

Un ragionamento che, secondo i consiglieri, riguarda anche i quartieri dell’entroterra municipale, da Acilia a Dragona, da Casal Bernocchi a Infernetto, che condividono le stesse problematiche del litorale.

La questione dei finanziamenti

Un altro tema sollevato riguarda la capacità di attrarre risorse economiche.

Secondo Welyam, Biondo e Della Latta, la permanenza all’interno di Roma Capitale rappresenta oggi un vantaggio strategico nella competizione per l’accesso ai fondi europei, al Pnrr e ai programmi di sviluppo territoriale.

“Roma Capitale dispone di uffici tecnici dedicati, relazioni consolidate con i ministeri e un peso istituzionale che un nuovo comune non avrebbe”.

La preoccupazione è che un eventuale Comune autonomo possa trovarsi a partire da una posizione di svantaggio rispetto agli enti già strutturati.

“Un nuovo Comune partirebbe da zero in quella competizione e perderebbe”.

Il paragone con Fiumicino non convince

Nelle dichiarazioni degli esponenti democratici trova spazio anche una riflessione sul frequente paragone tra Ostia e Fiumicino, spesso indicato dai sostenitori dell’autonomia come esempio di successo.

Secondo il Pd, il confronto sarebbe però poco aderente alla realtà.

Anche il paragone con Fiumicino come modello di riferimento è fuorviante”.

La motivazione risiederebbe nelle profonde differenze economiche e territoriali tra le due realtà.

“Fiumicino nasce come Comune con una dotazione territoriale eccezionale, vaste aree edificabili e uno dei principali aeroporti internazionali d’Europa. Una base fiscale che nessun territorio può replicare per decreto”.

Gli esponenti democratici sottolineano inoltre come anche il comune aeroportuale continui a confrontarsi con problemi infrastrutturali e di mobilità.

“L’autonomia formale non risolve automaticamente i problemi di connessione reale”.

“Più poteri ai Municipi, non una separazione”

Pur respingendo l’ipotesi di Ostia Comune, il Pd e i Giovani Democratici si dicono favorevoli a una maggiore decentralizzazione amministrativa.

La proposta è quella di rafforzare il ruolo dei Municipi attraverso il trasferimento di competenze e funzioni che consentano decisioni più rapide e vicine ai cittadini.

“La soluzione non è uscire da Roma, ma fare in modo che Roma funzioni per tutto il Municipio X”.

L’obiettivo sarebbe quello di ridurre la distanza tra amministrazione e territorio, lasciando però a Roma Capitale la gestione delle grandi questioni strategiche.

“Vanno delegate le funzioni di più immediato interesse locale, per ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni e consentire a Roma Capitale di occuparsi al meglio delle questioni strategiche. Su questo siamo pronti a discutere. Sul resto, i cittadini meritano risposte serie, non slogan”.

Un confronto destinato a proseguire

Le dichiarazioni di Welyam, Biondo e Della Latta confermano come il tema dell’autonomia di Ostia resti uno degli argomenti più divisivi e identitari del territorio.

Da una parte chi vede nell’istituzione di un Comune autonomo la possibilità di costruire un nuovo modello amministrativo; dall’altra chi ritiene che il futuro del Municipio X passi attraverso una Roma più vicina, più efficiente e capace di investire con continuità sul litorale e sul suo entroterra.