Fiumicino, maxi esercitazione antiterrorismo al Leonardo da Vinci: simulati un attacco hacker e un assalto con ostaggi al Terminal 5
Di Maria Grazia Stella il 30/06/2026
Lo scalo romano ha ospitato l'esercitazione "Hybrid Threat", organizzata per testare la capacità di risposta del sistema di sicurezza aeroportuale. Simulato un cyber attacco ai sistemi di check-in, seguito dall'irruzione di un commando armato. Coinvolte Polizia di Frontiera, Questura, Prefettura, Cosc di Roma, Nocs e tutte le componenti della sicurezza aeroportuale

Fiumicino (Rm) - Un attacco informatico che paralizza i sistemi aeroportuali, il caos tra i passeggeri e, pochi minuti dopo, l'irruzione di un commando armato con ostaggi all'interno del terminal. E' lo scenario, complesso e realistico, che ha fatto da sfondo all'esercitazione antiterrorismo "Hybrid Threat", svolta nella giornata di sabato 27 giugno all'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino.
L'attività, pianificata per verificare la capacità di risposta del sistema di sicurezza aeroportuale, ha coinvolto tutte le principali componenti istituzionali chiamate a intervenire in caso di minacce terroristiche e attacchi ibridi, combinando la dimensione cyber con quella dell'azione armata.
Obiettivo: verificare il Piano Leonardo da Vinci
L'esercitazione aveva lo scopo di mettere alla prova il Piano Leonardo da Vinci, il dispositivo operativo predisposto per affrontare situazioni di emergenza all'interno dello scalo.
Particolare attenzione è stata dedicata al coordinamento tra la Polizia di Frontiera Aerea, la Questura di Roma, la Prefettura, gli uffici specialistici e tutte le strutture coinvolte nella gestione delle crisi.
Oltre agli aspetti operativi, la simulazione ha consentito di testare anche i flussi di comunicazione tra le diverse sale operative e i centri di comando, elemento fondamentale nelle emergenze ad alta complessità.
Lo scenario: prima il cyber attacco, poi l'assalto terroristico
La simulazione è iniziata con un attacco hacker ai sistemi informatici dedicati al check-in e all'imbarco dei passeggeri.
Il blocco delle procedure ha provocato la sospensione delle operazioni di volo e il conseguente affollamento del Terminal 5, ricreando una situazione di forte pressione operativa.
Approfittando del caos generato dall'emergenza informatica, un commando composto da cinque terroristi armati di coltello ha fatto irruzione all'interno del terminal, ferendo alcuni passeggeri e prendendone altri in ostaggio.
Uno scenario costruito per simulare una delle minacce oggi considerate più insidiose: l'integrazione tra attacchi informatici e azioni terroristiche tradizionali.
La risposta coordinata delle forze di sicurezza
Alla simulazione hanno risposto in maniera coordinata tutte le componenti del sistema di sicurezza aeroportuale.
Accanto alla Polizia di Frontiera sono intervenuti gli uffici della Questura e della Prefettura di Roma, mentre sul fronte della sicurezza informatica è stato attivato il Cosc di Roma, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica.
Per la gestione della minaccia terroristica è stato invece simulato l'intervento dei Nocs, il reparto speciale della Polizia di Stato specializzato nella liberazione di ostaggi e nelle operazioni ad alto rischio.
La complessa macchina organizzativa ha consentito di verificare tempi di risposta, procedure operative e capacità di cooperazione tra le diverse strutture coinvolte.
Superato il test di interoperabilità
Secondo quanto emerso al termine dell'attività addestrativa, l'esercitazione ha confermato l'elevato livello di integrazione tra tutte le forze impegnate nella sicurezza dello scalo romano.
La prova ha evidenziato l'efficacia dei protocolli previsti per il contrasto agli atti di interferenza illecita e la capacità delle diverse componenti di operare in maniera sinergica anche in scenari particolarmente complessi.
Sicurezza in continua evoluzione
Le esercitazioni di questo tipo rappresentano uno strumento fondamentale per mantenere elevato il livello di preparazione degli operatori chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza del principale aeroporto italiano.
In un contesto internazionale caratterizzato da minacce sempre più articolate, dove ai rischi tradizionali si affiancano quelli informatici, testare sul campo il coordinamento tra forze di polizia, strutture specialistiche e organismi istituzionali diventa un elemento essenziale per garantire la protezione dei passeggeri e delle infrastrutture strategiche del Paese.
L'esito della simulazione conferma come il "Leonardo da Vinci" continui a investire non solo nell'innovazione tecnologica e nella qualità dei servizi, ma anche nella capacità di prevenire e fronteggiare scenari di crisi sempre più complessi, attraverso un sistema di sicurezza integrato e costantemente aggiornato.
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