La Giunta comunale di Fiumicino dedica una pista ciclabile e un largo pubblico a tre figure simboliche del territorio: Francesco Romanelli, storico comandante della Polizia Locale legato all’aeroporto, e i coniugi Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci, protagonisti della tutela ambientale e culturale di Fregene. Un gesto che unisce memoria civica, identità locale e riconoscenza istituzionale

Fiumicino (Rm) - Ci sono intitolazioni che vanno oltre una targa o un nome su una mappa. Raccontano la storia di una comunità, indicano valori condivisi, restituiscono spazio pubblico a chi ha servito il territorio con discrezione e dedizione.

E' con questo spirito che la Giunta comunale di Fiumicino, guidata dal sindaco Mario Baccini, ha deliberato l’intitolazione di due luoghi significativi della città a personalità che hanno lasciato un’impronta concreta nella vita civile, istituzionale e ambientale del territorio.

Da una parte la pista ciclabile accanto all’aeroporto Leonardo da Vinci sarà dedicata a Francesco Romanelli. Dall’altra, un largo di Fregene porterà il nome dei coniugi Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci.

Francesco Romanelli, il volto umano delle istituzioni

La pista ciclabile adiacente all'Aeroporto Leonardo da Vinci sarà intitolata alla memoria di Francesco Romanelli (3 febbraio 1951 – 13 dicembre 2024), ricordato da molti come “l’Ambasciatore dell’Aeroporto Leonardo da Vinci”.

Per oltre quarant’anni Romanelli è stato una figura centrale della Polizia Locale cittadina. Un riferimento costante per la sicurezza urbana, apprezzato non solo per il rigore professionale, ma anche per la capacità di coniugare autorevolezza, equilibrio umano e senso delle istituzioni.

Dal 1999 ha guidato il Nucleo Aeroportuale, assumendo un ruolo delicato e strategico all’interno di uno dei principali hub europei. In un luogo dove transitano milioni di persone, Romanelli ha rappresentato il punto di raccordo tra sicurezza, amministrazione locale e relazioni istituzionali.

Ha concluso la carriera come Vice Comandante del Corpo, lasciando in eredità esperienza e valori alle nuove generazioni di agenti.

Il servizio continuato anche dopo il pensionamento

Nemmeno il pensionamento, avvenuto nel 2017, ha interrotto il suo rapporto con la città. Romanelli ha infatti continuato a collaborare con l’amministrazione come delegato del sindaco per i rapporti istituzionali con l’aeroporto.

Un incarico che testimonia quanto la sua competenza fosse ritenuta ancora preziosa e quanto il legame con il territorio andasse oltre il semplice percorso lavorativo.

Romanelli è ricordato da tutti come un vero pilastro della città e un gentiluomo d’altri tempi, profondamente legato al nostro territorio”, ha sottolineato il sindaco Baccini.

Fregene rende omaggio ai custodi della sua identità

La seconda intitolazione riguarda il largo tra via della Veneziana e via Castellammare, a Fregene, che sarà dedicato a Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci.

Una scelta che riporta al centro due figure legate profondamente alla località costiera e al suo sviluppo più autentico, lontano dalle logiche speculative che hanno segnato altri territori del litorale romano.

Eugenia Bruzzi Tantucci e la difesa di Macchia Grande

Nata a Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna, l’8 agosto 1915 e scomparsa a Roma il 9 novembre 2009, Eugenia Bruzzi Tantucci è ricordata soprattutto per il ruolo decisivo avuto nella salvaguardia dell’Oasi di Macchia Grande.

Negli anni Ottanta contribuì in modo determinante a difendere quell’area verde dalla pressione edilizia, preservando uno dei più importanti polmoni naturali del territorio.

Una battaglia che oggi appare lungimirante: senza quell’impegno, una parte rilevante del patrimonio ambientale di Fregene avrebbe potuto essere cancellata.

Vittorio Tantucci, cultura e amore per il territorio

Vittorio Tantucci, nato a Marsciano il 29 marzo 1915 e morto a Roma il 17 novembre 1962, ebbe un legame profondo con Fregene e con il litorale.

Amava talmente questo territorio da chiedere di essere sepolto nel cimitero di Maccarese.

Il professore ricevette inoltre, alla memoria, la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte: un riconoscimento che ne certifica il valore umano e intellettuale.

Quando una targa diventa un messaggio

Le due intitolazioni deliberate dalla Giunta non sono soltanto atti amministrativi. Sono un messaggio preciso: una città cresce davvero quando sa ricordare chi l’ha servita, difesa o amata.

Da una parte l’uomo delle istituzioni che ha rappresentato Fiumicino in uno dei suoi luoghi simbolo, l’aeroporto. Dall’altra chi ha protetto il paesaggio e alimentato la cultura di una comunità.

Memoria, identità e futuro, in questo caso, passano anche attraverso un nome inciso su una strada.