Nella notte distrutte sei cabine dello storico lido di Ostia Ponente. Cresce l'allarme dopo incendi, sequestri e atti vandalici che stanno colpendo il mare di Roma. Enzo Salvi: “A pagare sono sempre lavoratori e famiglie”

Ostia (Rm) - Sei cabine distrutte, vetri infranti, arredi danneggiati e una scia di rabbia e amarezza che attraversa il litorale romano.

E' il bilancio del raid vandalico che ha colpito nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno lo storico stabilimento Vittoria, sul lungomare Paolo Toscanelli, nel cuore di Ostia Ponente. Un episodio che riaccende i riflettori sul clima di tensione e incertezza che da settimane accompagna il settore balneare romano, già segnato da sequestri, chiusure, incendi e controversie amministrative.

Quando i gestori e i frequentatori dello stabilimento sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti uno scenario desolante: cabine devastate, finestre spaccate e segni evidenti del passaggio di chi, nel cuore della notte, ha trasformato uno stabilimento balneare in bersaglio di una violenza gratuita e senza senso.

Un colpo che arriva dopo il sequestro dello stabilimento

L'episodio assume un peso ancora maggiore alla luce delle vicende che hanno interessato il Vittoria nelle ultime settimane.

Lo scorso 14 maggio, infatti, il lido era stato posto sotto sequestro dalla Polizia Locale di Roma Capitale e dalla Guardia Costiera nell'ambito di un procedimento legato a una presunta occupazione abusiva di suolo demaniale.

Una situazione che aveva già acceso il dibattito sul futuro dello stabilimento e che aveva visto il titolare, l'architetto Cosimo Suriano, ribadire pubblicamente la piena regolarità della struttura.

Suriano aveva infatti sostenuto di essere ancora in attesa della proroga per il mantenimento dello stabilimento e di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale che giustificasse il mancato rilascio del provvedimento.

Adesso, a distanza di poche settimane, il Vittoria si ritrova nuovamente al centro della cronaca, questa volta per un episodio che colpisce direttamente il patrimonio della struttura.

L'indignazione di Enzo Salvi

Tra i primi ad arrivare sul posto c'è stato l'attore e comico romano Enzo Salvi, da sempre legato a questo tratto di litorale.

La famiglia dell'artista frequenta infatti da tre generazioni lo storico stabilimento di Ostia Ponente, uno dei luoghi simbolo dell'estate lidense.

Davanti ai danni provocati dal raid, Salvi non ha nascosto la propria indignazione. Insieme all'attivista civico Mauro Delicato, presidente dell'associazione Giustizia X Ostia, ha documentato quanto accaduto attraverso un video diffuso sui social network.

“Ostia non merita tutto questo”

Le parole pronunciate dai due rappresentano il sentimento di molti residenti e operatori del settore.

“Vergogna. Prima i sequestri, poi i vandali. A pagare, come sempre, sono i lavoratori, le famiglie e un intero territorio già messo in ginocchio. Ostia non merita tutto questo”.

Un messaggio che va oltre il singolo episodio e che denuncia una situazione percepita da molti come sempre più difficile.

“Chi distrugge un bene comune non colpisce solo uno stabilimento: colpisce la dignità di chi vive e lavora sul nostro litorale. E' ora che le istituzioni garantiscano sicurezza, controlli e tutela per chi investe e crea lavoro. Ostia non deve morire nel silenzio”.

Parole che diventano anche un appello alle istituzioni affinché venga garantita una maggiore presenza sul territorio e una tutela concreta delle attività che rappresentano una parte fondamentale dell'economia balneare locale.

Dal rogo dell'Oasi al raid al Vittoria: un weekend nero per il litorale

L'episodio arriva a meno di ventiquattro ore da un altro grave fatto avvenuto sul lungomare romano.

Nel pomeriggio di sabato un incendio è divampato all'interno dello stabilimento Oasi, sul lungomare Amerigo Vespucci, struttura da tempo chiusa e in stato di abbandono.

Durante le operazioni di spegnimento, i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto materassi in fiamme, giornali ancora accesi e cinque bombole di Gpl presenti all'interno dell'area. Elementi che hanno fatto emergere il sospetto di una possibile origine dolosa del rogo.

Due episodi diversi ma accomunati da un denominatore comune: la crescente fragilità di molte aree del litorale, spesso lasciate senza presidio e facilmente esposte a fenomeni di vandalismo, occupazioni abusive e degrado.

Le indagini per chiarire cosa sia accaduto

Sarà ora compito degli investigatori ricostruire con precisione quanto avvenuto all'interno dello stabilimento Vittoria.

Gli accertamenti dovranno chiarire se si sia trattato di un gesto vandalico fine a sé stesso, dell'azione di sciacalli in cerca di materiale da sottrarre o della conseguenza di frequentazioni abusive all'interno di una struttura oggi al centro di una complessa vicenda amministrativa.

Quel che è certo è che il raid rappresenta l'ennesimo colpo per un litorale che, a pochi giorni dall'inizio della stagione balneare, si trova ad affrontare una sequenza di episodi che alimentano preoccupazioni e interrogativi sul futuro del mare di Roma.

La protesta del 14 giugno

La vicenda sarà al centro anche della manifestazione annunciata per il prossimo 14 giugno in piazza Anco Marzio.

L'iniziativa, promossa da Enzo Salvi e Mauro Delicato, vuole richiamare l'attenzione sul momento difficile che sta vivendo Ostia e lanciare un messaggio contro il degrado, l'abbandono e la perdita di identità del litorale.

Per molti residenti, il raid al Vittoria non è soltanto un atto vandalico. E' il simbolo di una ferita più profonda che attraversa il territorio e che chiede risposte rapide, concrete e non più rinviabili.

Foto dal video di Mauro Delicato/Enzo Salvi