Nuovo allarme sul litorale romano nel pieno della stagione estiva. Le fiamme sono divampate all’interno dell’ex lido Oasi, da tempo abbandonato e sotto sequestro. Nessun ferito, ma i primi riscontri fanno emergere inquietanti elementi

Ostia (Rm) - Non c'è pace per il litorale romano e per le strutture balneari ormai chiuse o abbandonate. Nel primo pomeriggio di sabato 6 giugno un incendio è divampato all'interno dello stabilimento Oasi, storico lido situato sul lungomare Amerigo Vespucci, al civico 180, oggi sottoposto a sequestro e da tempo in stato di abbandono.

Le fiamme si sono sviluppate in una struttura che nel tempo è diventata rifugio occasionale per senza fissa dimora e persone in condizioni di marginalità sociale, riaccendendo l'attenzione sul tema della sicurezza e del degrado che interessa alcune aree del litorale.

L'intervento dei vigili del fuoco evita conseguenze peggiori

L'allarme è scattato intorno alle 15.20, quando la sala operativa del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ha inviato sul posto la squadra 13A, supportata dall'autobotte AB13 e dal carro protettori.

I pompieri sono intervenuti tempestivamente, riuscendo a circoscrivere e spegnere il rogo prima che le fiamme potessero propagarsi ulteriormente all'interno della struttura.

Parallelamente alle operazioni di spegnimento, i soccorritori hanno effettuato un'accurata ricognizione degli ambienti per verificare l'eventuale presenza di persone intrappolate o coinvolte nell'incendio. Fortunatamente, al momento dell'arrivo dei vigili del fuoco, lo stabilimento risultava deserto.

Non si registrano feriti né persone rimaste intossicate.

I ritrovamenti che fanno pensare al dolo

A rendere particolarmente delicato l'episodio sono stati alcuni elementi emersi durante le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.

All'interno della struttura i vigili del fuoco hanno rinvenuto diversi giornali ancora in combustione adagiati su materassi utilizzati come giacigli di fortuna. Nelle vicinanze sono state inoltre trovate alcune bombole di gas, presumibilmente utilizzate da chi frequentava o occupava abusivamente l'ex stabilimento.

Proprio la presenza di questi materiali e le modalità con cui l'incendio si è sviluppato rappresentano elementi che, secondo i primi accertamenti, non consentono di escludere l'origine dolosa del rogo.

Sarà ora il lavoro degli investigatori a stabilire se si sia trattato di un gesto volontario, di una disattenzione o di altre cause ancora da chiarire.

Un sito abbandonato diventato simbolo di degrado

L'ex stabilimento Oasi è da tempo una delle strutture simbolo delle criticità presenti lungo il litorale romano. Chiuso e sottoposto a sequestro, nel tempo è progressivamente scivolato in una condizione di abbandono, diventando terreno fertile per occupazioni abusive, bivacchi e situazioni di degrado.

L'incendio riporta al centro del dibattito il problema della sicurezza degli immobili inutilizzati presenti sul lungomare, soprattutto all'inizio della stagione estiva quando il litorale torna a popolarsi di residenti e turisti.

Sul posto forze dell'ordine e 118

Oltre ai Vigili del Fuoco, sul luogo dell'incendio sono intervenuti anche i sanitari del 118 con un'ambulanza e le forze dell'ordine, che hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.

I rilievi effettuati nelle prossime ore saranno determinanti per chiarire l'origine delle fiamme e accertare eventuali responsabilità.