Emergenza salvataggio a Ostia, i lifeguard attaccano Falconi: “Silenzio grave, a rischio la sicurezza dei bagnanti”
Di Maria Grazia Stella il 28/04/2026
Scontro sul piano collettivo di salvataggio sul litorale di Ostia. La Sezione Lifeguards Italiani accusa il presidente del Municipio X di immobilismo e mancanza di risposte. “Nessun tavolo, nessuna comunicazione: il servizio essenziale è ignorato mentre le spiagge si riempiono”, denuncia il delegato Alessandro Rocca
Ostia (Rm) - Con l’avvio imminente della stagione balneare, il tema della sicurezza sulle spiagge torna al centro del dibattito sul litorale romano.
Ma a Ostia, anziché rassicurazioni, emergono tensioni e accuse. A sollevarle è la Sezione Lifeguards Italiani – Delegazione Litorale Romano e Lazio, che parla apertamente di “emergenza salvataggio”.
Nel mirino il piano collettivo di salvataggio e, soprattutto, il ruolo dell’amministrazione municipale.
“Nessuna risposta dal Municipio”
La critica più dura riguarda quello che viene definito un totale immobilismo istituzionale.
“A fronte di un emendamento approvato all’unanimità e di impegni pubblici assunti dal presidente Falconi, a oggi non è stato fatto assolutamente nulla”, afferma Alessandro Rocca, delegato Sezione Lifeguards Italiani Litorale Romano e Lazio.
Secondo la denuncia: nessun tavolo istituzionale è stato convocato, nessuna comunicazione è stata fornita e nessuna programmazione è stata avviata.
“Solo silenzio”, sottolinea Rocca, definendolo “inaccettabile e offensivo”.
Il nodo del piano collettivo di salvataggio
Al centro della polemica c’è il piano collettivo di salvataggio, strumento fondamentale per garantire la presenza coordinata dei bagnini lungo le spiagge.
Un servizio considerato essenziale e obbligatorio, soprattutto nei tratti di costa ad alta frequentazione.
Secondo i lifeguard, però, proprio questo elemento sarebbe oggi assente o fortemente carente.
Stabilimenti chiusi e spiagge affollate
Il quadro descritto è quello di un litorale in difficoltà.
“Stabilimenti chiusi, lavoratori senza risposte, tratti di costa privi di organizzazione e spiagge già affollate”, denuncia Rocca.
Una situazione che, secondo la categoria, rischia di creare un cortocircuito pericoloso: servizi turistici attivi, ma senza adeguata copertura per la sicurezza in mare.
“Bagnanti senza tutela”
Il punto più critico riguarda proprio la sicurezza dei cittadini.
“Consentire la presenza di bagnanti, anche in acqua, senza alcuna tutela significa assumersi una responsabilità grave”, afferma il delegato.
Un’accusa diretta che richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: il salvataggio non è un servizio accessorio, ma una componente fondamentale dell’offerta balneare.
Spiagge libere e aree naturali: il vuoto organizzativo
La denuncia si estende anche alle spiagge libere e alle aree naturali.
Qui, secondo i lifeguard, la situazione sarebbe ancora più critica.
“A pochi giorni dall’inizio della stagione non risultano attivati servizi né avviate le assunzioni”.
Un vuoto organizzativo che rischia di pesare proprio nei tratti di costa meno strutturati, ma spesso molto frequentati.
Promesse disattese e tensione crescente
Le parole rivolte al presidente Mario Falconi sono particolarmente dure.
“Non si illude una categoria con promesse mai mantenute. Non si assumono impegni pubblici per poi sottrarsi nel silenzio”.
Secondo Rocca, la distanza tra dichiarazioni e fatti sarebbe ormai evidente.
Il sostegno a chi si è attivato
Nella nota non manca un passaggio di riconoscimento verso chi, secondo i lifeguard, si sta muovendo concretamente.
La Sezione Lifeguards Italiani cita l’impegno della consigliera municipale Sara Adriani e della consigliera capitolina Mariacristina Masi.
Due figure indicate come tra le poche ad affrontare il tema con continuità.
Una questione che riguarda tutti
Al di là dello scontro politico, la questione sollevata tocca un punto centrale: la sicurezza del mare di Roma.
Ogni estate migliaia di persone affollano le spiagge di Ostia e del litorale.
"Garantire assistenza, prevenzione e intervento in caso di emergenza non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità collettiva".
Il tempo stringe
Con il conto alla rovescia verso l’estate ormai iniziato, la partita si gioca sui tempi.
Organizzare servizi di salvataggio, assumere personale e coordinare le attività richiede programmazione.
E il rischio, denunciato dai lifeguard, è che il ritardo accumulato si trasformi in un problema concreto proprio nei giorni di maggiore afflusso.
Una polemica destinata a crescere
La presa di posizione pubblica della categoria segna un punto di svolta nel confronto con l’amministrazione.
Se non arriveranno risposte rapide, la polemica rischia di ampliarsi, coinvolgendo cittadini, operatori turistici e istituzioni.
Al centro della discussione, sottolineano i lifeguard, non c’è solo un servizio: c’è la sicurezza di chi il mare lo vive ogni giorno.

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