Droghei (Pd) contro la delibera del X Municipio: “Non è inclusione, è marginalità istituzionalizzata”

Ostia (Rm) - Il progetto dell’“Area di sosta” sul lungomare di Ostia, presentato dalla maggioranza di centrosinistra del X Municipio come risposta a un’emergenza sociale, apre una crepa profonda proprio all’interno del Partito Democratico. A prendere posizione contro la delibera, che dovrebbe approdare in Consiglio municipale giovedì 26 febbraio, è la consigliera regionale dem Emanuela Droghei, che chiede apertamente il ritiro dell’atto:Così non è inclusione. E’ la cristallizzazione della marginalità”.

Il progetto della maggioranza: l’area di sosta sul lungomare

La delibera in discussione prevede la realizzazione di un’area di sosta all’altezza del civico 41 di lungomare Amerigo Vespucci, destinata ad accogliere dieci roulotte attualmente presenti a piazzale Mediterraneo, abitate da persone fragili e in emergenza abitativa.

Secondo la maggioranza di centrosinistra del X Municipio, si tratterebbe di una soluzione temporanea con finalità sociali, in grado di garantire servizi essenziali e una migliore gestione di una situazione già seguita dai servizi sociali municipali.

La voce critica dal Pd: “Un modello che non funziona”

E’ però da casa dem che arriva la contestazione più dura.

Quello che sta succedendo in Municipio X in questi giorni mi preoccupa moltissimo – afferma Droghei –. Lo dico subito e con chiarezza: il modello di intervento sociale ‘Area di sosta’ non è inclusione, è un modo per cristallizzare la marginalità”.

Parole che pesano, perché non arrivano dall’opposizione ma da una rappresentante del Partito Democratico, che mette in discussione l’impianto stesso della delibera proposta dalla propria area politica, in particolare sostenuta da Demos.

“Non è una battaglia ideologica”

La consigliera regionale chiarisce subito il perimetro della sua posizione: “In queste ore ho ascoltato parole urlate, slogan, frasi fatte. Non sono contraria per ragioni ideologiche e trovo disgustose le strumentalizzazioni della destra, che soffia sul fuoco dello scontento per calcoli elettorali”.

Ma la critica resta netta: “Questa delibera, così com’è, non rappresenta una vera presa in carico sociale”.

“Spostare le roulotte non risolve il problema”

Il nodo centrale, per Droghei, è il rischio di trasformare un’emergenza in una condizione permanente: “Spostare le roulotte non significa risolvere il problema, ma istituzionalizzarlo”.

Secondo la consigliera, offrire acqua e servizi igienici minimi non equivale a restituire dignità alle persone coinvolte, tra cui anche una madre con un minore, già seguite dai servizi sociali.

La cosiddetta temporaneità – avverte – rischia di diventare definitiva, come purtroppo abbiamo già visto accadere in passato”.

Dignità e futuro: cosa manca nel progetto

Per la rappresentante dem, il punto non è il “dove” collocare le roulotte, ma il “come” accompagnare le persone fuori dalla marginalità: “La dignità si costruisce con un percorso vero. Serve un circuito di assistenza alloggiativa, un progetto personalizzato di uscita dall’emergenza, un investimento serio sull’autonomia”.

In assenza di questi elementi, l’area di sosta rischia di diventare solo una soluzione amministrativa di contenimento, non uno strumento di inclusione.

L’appello al Municipio: “Ritirare e ripensare la delibera”

La conclusione è un invito politico chiaro, rivolto direttamente alla maggioranza del X Municipio: “Chiedo al Municipio di ripensare questa scelta. Le persone hanno diritto a dignità e futuro. E la dignità non si garantisce con un’area sosta, ma con un progetto che accompagni e dia strumenti alle persone fragili per ricostruire la propria vita”.

Parole che aprono un fronte interno al centrosinistra proprio alla vigilia della discussione in Consiglio municipale. Un segnale forte che trasforma una delibera locale in un caso politico, destinato a far discutere ben oltre l’aula del X Municipio.