Il 14 maggio nelle mense scolastiche un pranzo inclusivo per sensibilizzare sulla celiachia e abbattere pregiudizi e false credenze

Fiumicino (Rm) - Un pranzo può diventare un potente strumento di integrazione. Succederà giovedì 14 maggio a Fiumicino, dove 3.600 bambini e bambine delle scuole dell’infanzia e primarie condivideranno lo stesso menù: rigorosamente senza glutine.

L’iniziativa rientra nella Settimana della Celiachia, in programma dal 9 al 17 maggio, e rappresenta uno dei momenti più significativi del progetto nazionale “Tutti a tavola, tutti insieme: le giornate del menù senza glutine”.

Un’intera comunità scolastica coinvolta

Il Comune ha aderito anche per il 2026 alla campagna promossa dall’Associazione Italiana Celiachia, portando nelle mense scolastiche un menù pensato per tutti, senza distinzioni.

Per un giorno, ogni studente mangerà le stesse pietanze, senza glutine, in un’esperienza condivisa che supera barriere e differenze alimentari. Un gesto simbolico, ma dal forte impatto educativo, che trasforma la mensa in uno spazio di consapevolezza e rispetto.

Educare alla conoscenza, combattere i pregiudizi

“E' un momento di condivisione che dimostra come mangiare senza glutine sia possibile, e anche con gusto”, sottolinea Roberto Tasciotti, garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune.

L’obiettivo è chiaro: informare correttamente sulla celiachia, promuovere una cultura alimentare inclusiva e contrastare i falsi miti che ancora circolano su questa patologia.

Inclusione che va oltre la scuola

L’iniziativa non si limita alle aule scolastiche. Il messaggio è più ampio: costruire una società capace di accogliere davvero, anche nei gesti quotidiani.

Dalla festa di compleanno alla merenda tra amici, fino ai momenti conviviali in famiglia, conoscere la celiachia significa rendere ogni contesto più accessibile e inclusivo.

Un pranzo, tanti significati

Quello del 14 maggio sarà molto più di un semplice pasto: sarà un’esperienza collettiva che educa al rispetto, alla condivisione e alla normalità della diversità.

Perché sedersi a tavola insieme, davvero, è il primo passo per sentirsi parte della stessa comunità.