I lifeguard del litorale romano lanciano una proposta alle istituzioni: tutele dedicate per una professione essenziale ma stagionale

Ostia (Rm) – Una professione indispensabile per la sicurezza collettiva, ma intrappolata nella precarietà. I bagnini di Ostia rompono il silenzio e avanzano una proposta strutturata alle istituzioni: l’introduzione di una NASpI Speciale per i lifeguard professionisti, pensata per contrastare l’instabilità cronica del lavoro stagionale e valorizzare competenze che salvano vite.

A farsi promotrice dell’iniziativa è la Sezione Lifeguards Italiani in Formiana Saxa APS, che accende i riflettori sulle criticità della categoria alla luce delle recenti modifiche alla NASpI 2026, l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’Inps ai lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario.

Una professione vitale, ma senza continuità

Il ruolo del lifeguard è centrale nella tutela della vita umana in mare, piscine e luoghi di balneazione. Eppure, si tratta di un lavoro quasi esclusivamente stagionale, che garantisce occupazione per cinque o sei mesi l’anno, con rarissime possibilità di contratti a tempo indeterminato.

Terminata la stagione, molti professionisti si ritrovano senza certezze. Ed è qui che il sistema di tutele mostra tutte le sue fragilità.

Il nodo NASpI: accettare tutto o perdere l’indennità

Uno dei punti più critici riguarda le attuali regole della NASpI: per continuare a percepire l’indennità, i lavoratori stagionali sono obbligati ad accettare qualsiasi proposta di lavoro, anche completamente estranea alla propria professionalità. In caso di rifiuto, scatta la decadenza dal beneficio.

Un meccanismo che, secondo i bagnini, spinge fuori dal settore chi ha investito tempo, risorse e formazione per diventare un professionista del soccorso in acqua.

Perché mancano i lifeguard professionisti

La carenza di assistenti bagnanti qualificati non è casuale. Secondo la Sezione Lifeguards Italiani, le cause principali sono:

Inquadramento contrattuale inadeguato, spesso assimilato a quello di camerieri o baristi, senza riconoscimento delle competenze tecniche e delle responsabilità;

Diffusa pratica di pagamenti parzialmente in nero, a fronte di carichi di lavoro elevati;

Scarsa considerazione del ruolo tecnico, pur essendo indispensabile per l’apertura degli stabilimenti balneari;

Forte stagionalità del lavoro;

Bassa attrattività della professione come attività principale;

Assenza di reali percorsi di carriera e obbligo di investimenti personali continui (corsi, aggiornamenti, visite mediche);

Restrizioni normative, come il decreto ministeriale 85/2024, che ha innalzato la maggiore età per l’impiego, riducendo ulteriormente il bacino di operatori.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: molti lifeguard abilitati scelgono lavori alternativi, spesso più stabili e meglio retribuiti, mentre le aziende ricorrono a personale molto giovane, disponibile solo durante le vacanze scolastiche o universitarie.

La proposta: una NASpI Speciale per i lifeguard

Per uscire da questo circolo vizioso, la Sezione Lifeguards Italiani in Formiana Saxa APS propone l’introduzione di una NASpI Speciale dedicata ai lifeguard professionisti, con obiettivi chiari:

Garantire stabilità lavorativa a chi sceglie il lifeguard come professione principale, eliminando l’obbligo di accettare lavori non coerenti durante il periodo di indennità;

Assicurare alle imprese balneari la disponibilità di professionisti qualificati per almeno cinque mesi l’anno;

Mettere a disposizione delle associazioni di volontariato personale formato durante i mesi di inattività stagionale;

Prevedere formazione obbligatoria qualificante durante la fruizione della NASpI Speciale, con il conseguimento di titoli avanzati (BLSD sanitario, trasporto sanitario, soccorso avanzato, PTC e corsi internazionali);

Rendere la professione più attrattiva, valorizzando competenze e responsabilità;

Ottimizzare i Piani Collettivi di Salvataggio (PCS), garantendo sul territorio lifeguard altamente qualificati e un impiego utile anche a beneficio della collettività.

Un appello alle istituzioni

"Auspichiamo un dialogo serio con le istituzioni – spiegano i promotori – per definire misure legislative e previdenziali specifiche che rendano quella del lifeguard una professione stabile, riconosciuta e sostenibile".

La proposta è firmata da Pasquale Massimo Treglia, ideatore e responsabile nazionale della Sezione Lifeguards Italiani, da Alessandro Rocca, delegato per il litorale romano e il Lazio, e da Mattia La Rocca, delegato nazionale giovani.

Un appello che parte da Ostia, ma guarda all’intero Paese, ponendo una domanda chiave: può la sicurezza in mare continuare a poggiare su un lavoro essenziale, ma precario?