Via Capo Spartivento teatro del dramma sotto gli occhi dei cittadini. L’abnegazione e la professionalità del 118: lunghi e instancabili tentativi di rianimazione davanti ai passanti

Ostia (Rm) – Una giornata come tanti si è trasformato in tragedia a Ostia. Un uomo di 51 anni, di origine bengalese, si è improvvisamente accasciato in strada dopo essere stato colto da un malore improvviso.

E’ accaduto intorno alle 13 di giovedì 8 gennaio, in via Capo Spartivento, a Ostia Levante, davanti agli occhi attoniti di passanti e commercianti che hanno assistito alla scena.

La chiamata al 112 e l’arrivo dei soccorsi

L’allarme è scattato alle 13.20. Sul posto sono giunti in pochi minuti una volante della Polizia di Stato e la Lido 1 del X Distretto di Ostia, mentre il personale sanitario del 118 era già all’opera con l’ambulanza.

L’uomo era privo di sensi, non respirava e presentava una grave emorragia dalla bocca: una situazione clinica disperata che ha richiesto un intervento immediato e ad alta intensità.

Le manovre di rianimazione: 45 minuti di lotta per la vita

I sanitari del 118 hanno dato prova di straordinaria professionalità e dedizione, avviando senza esitazione le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Per oltre quarantacinque minuti, sotto gli sguardi carichi di paura e speranza dei presenti, medici e infermieri hanno lavorato senza sosta: massaggio cardiaco, ventilazione, farmaci salvavita. Sono state somministrate tre fiale di adrenalina, mentre ogni secondo sembrava decisivo.

Quando ormai tutto lasciava presagire il peggio, il cuore dell’uomo ha ripreso a battere, seppur debolmente. Un segnale minimo, ma sufficiente a riaccendere la speranza.

Il trasporto d’urgenza al Grassi

Stabilizzato sul posto, il 51enne è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Grassi.

Purtroppo, nonostante le cure e i tentativi dei medici, l’uomo è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale, lasciando sgomenta la comunità che aveva seguito con il fiato sospeso ogni fase del soccorso.

La testimonianza: “Non hanno mollato un secondo”

Tra i presenti anche Margherita Welyam, capogruppo del Partito Democratico in Municipio X, che ha voluto rendere pubblica una testimonianza toccante sull’intervento dei soccorritori:
“Ho passato l’ultima ora per strada con un ragazzo steso per terra privo di sensi. Non respirava e aveva il sangue che usciva dalla bocca.
Arrivata l’ambulanza, dopo quarantacinque minuti di rianimazione e tre fiale di adrenalina, quando tutto sembrava andare per il peggio e chi stava accanto a me lo dava già per spacciato, ha ricominciato ad avere un minimo di battito.
Questo post è solo per ringraziare i paramedici e tutto il personale dell’ambulanza. Voi farete solo il vostro lavoro, ma per me siete angeli.
In particolare mi ha colpito una ragazza, credo mia coetanea, con i capelli rossi e le lentiggini sul naso: non ha mollato un secondo, instancabile, era la prima a crederci e a dare speranza ai colleghi”.

L’abnegazione silenziosa del 118

Una storia che si è conclusa tragicamente, ma che mette in luce ancora una volta il valore umano e professionale del personale del 118, capace di lottare fino all’ultimo istante per strappare una vita alla morte.

Un lavoro fatto di competenza, sangue freddo e dedizione assoluta, spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per la sicurezza e la dignità di ogni cittadino.

La salma a disposizione dell’Autorità giudiziaria

La salma è stata posta a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che ha disposto gli accertamenti di rito. Sarà l’esame autoptico a chiarire con esattezza le cause del decesso.