Ostia, scontro sul Piano Casa: il Municipio X approva la mozione contro il decreto del Governo
Di Redazione il 24/05/2026
Possanzini (AVS) attacca l’esecutivo Meloni: “Comuni lasciati soli davanti all’emergenza abitativa. Porte aperte alle speculazioni e chiuse ai territori”
Ostia (Rm) - La crisi abitativa torna al centro dello scontro politico nel Municipio X di Roma, dove il Consiglio municipale ha approvato una mozione contro l’articolo 5 del Decreto Legge 66/2026, inserito nel nuovo Piano Casa del Governo.
A sollevare il caso è stato Marco Possanzini, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, che punta il dito contro quello che definisce “un modello centralistico che impoverisce i Comuni e favorisce le speculazioni private”, mentre l’emergenza abitativa continua a crescere anche sul litorale romano.
“Un pugno di sabbia negli occhi”: l’attacco al Piano Casa
Secondo Possanzini, il provvedimento varato dal Governo guidato da Giorgia Meloni non rappresenterebbe una risposta concreta al disagio abitativo, ma rischierebbe invece di aggravare le difficoltà sociali già esistenti.
“Il Piano Casa promosso dal Governo Meloni è l’ennesimo pugno di sabbia negli occhi”, afferma il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, denunciando una situazione che, a suo giudizio, potrebbe trasformarsi in una vera e propria “macelleria sociale”.
Nel mirino finiscono soprattutto i tagli progressivi ai fondi destinati ai Comuni, il mancato rifinanziamento strutturale delle misure contro la morosità incolpevole e del sostegno agli affitti, oltre all’accelerazione degli sfratti senza strumenti adeguati per garantire un’alternativa abitativa alle famiglie in difficoltà.
Il nodo dell’articolo 5 e la vendita del patrimonio pubblico
Al centro delle polemiche c’è in particolare l’articolo 5 del Decreto Legge 66/2026, che prevede di destinare i proventi derivanti dalla vendita del patrimonio immobiliare pubblico al fondo per l’ammortamento del debito pubblico.
Una scelta che, secondo Possanzini, rischierebbe di svuotare ulteriormente le capacità operative degli enti locali.
“Oltre a non essere un principio rispondente al dettato costituzionale, tale perverso meccanismo priva Comuni e Regioni sia della disponibilità degli immobili sia delle risorse economiche derivanti dalla loro eventuale alienazione”, sostiene il consigliere municipale.
Per AVS si tratterebbe di una misura che limita l’autonomia decisionale degli enti territoriali e compromette la possibilità di investire in nuove politiche abitative, senza prevedere alcuna misura compensativa.
“Comuni lasciati soli davanti all’emergenza”
Nel suo intervento, Possanzini ha sottolineato come negli ultimi anni il Comune di Roma abbia tentato di fronteggiare l’emergenza abitativa attraverso nuove acquisizioni immobiliari e l’impiego di risorse proprie per accelerare l’assegnazione delle case popolari.
Sforzi che, però, secondo il consigliere, non sarebbero sufficienti senza un intervento strutturale dello Stato.
“Il Governo Meloni mentre da una parte apre le porte alle speculazioni private, dall’altra sbatte la porta in faccia ai Comuni”, attacca.
Da qui la decisione del Consiglio del Municipio X di approvare una mozione che chiede la cancellazione dell’articolo 5 del decreto.
La richiesta: più fondi pubblici e stop agli affitti brevi selvaggi
Per Possanzini, la soluzione passa attraverso una “radicale inversione di rotta” nelle politiche nazionali sulla casa.
Tra le proposte avanzate figurano il rifinanziamento stabile delle politiche abitative, un programma nazionale di edilizia residenziale pubblica e una regolamentazione più stringente degli affitti brevi.
“Basta con il gioco delle tre campanelle”, conclude il consigliere di AVS. “C’è all’orizzonte una crisi economica e sociale senza precedenti che si farà sentire sulla pelle viva delle persone più in difficoltà”.
E rilancia anche sul piano delle priorità economiche del Paese: “Se da qualche parte si deve iniziare a tagliare risorse, si cominci con le spese militari”.

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