Ostia, la crisi dei lidi approda alla Camera: mille lavoratori a rischio sul litorale romano
Di Maria Grazia Stella il 24/05/2026
Dopo sequestri e chiusure degli stabilimenti, il deputato Pd Arturo Scotto presenta un’interrogazione al Governo chiedendo ammortizzatori sociali, sostegni urgenti e un tavolo nazionale per evitare il collasso economico e occupazionale del mare di Roma
Ostia (Rm) - La crisi degli stabilimenti balneari di Ostia sbarca in Parlamento.
Dopo il sollecito della consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Droghei, il deputato dem Arturo Scotto ha presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per chiedere misure urgenti a tutela dei lavoratori e delle imprese colpite dalla chiusura di numerosi stabilimenti sul litorale romano.
Una vicenda che, da settimane, scuote Ostia tra sequestri, contenziosi, proteste e timori per una stagione balneare che rischia di trasformarsi in un’emergenza economica e sociale.
La protesta davanti al Municipio X
Nell’interrogazione, depositata il 14 maggio scorso, Scotto ripercorre i momenti più delicati della crisi che sta attraversando il mare di Roma.
Il deputato ricorda la manifestazione del 29 aprile 2026 in piazza della Stazione Vecchia, davanti alla sede del Municipio X, dove centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la chiusura degli stabilimenti balneari.
Tra i partecipanti anche i dipendenti dell’Arcobaleno Beach, stabilimento sequestrato a fine aprile per presunti abusi edilizi e per l’assenza della concessione demaniale.
Una protesta carica di tensione e preoccupazione, sostenuta anche dal comitato “Arcobaleno è famiglia”, nato per difendere i lavoratori e le attività legate al lido.
Il caso Arcobaleno Beach
Nel testo dell’interrogazione parlamentare viene riportata anche la posizione del titolare dello stabilimento, Tiziano Tordella, che aveva denunciato pubblicamente la chiusura del lido attraverso un post pubblicato sui social il 23 aprile scorso.
“Il bene dal 1995 ad oggi non ha avuto variazioni”, aveva scritto il gestore, ricordando come la struttura fosse stata assegnata alla madre dalla Capitaneria di Porto e dal Genio Civile proprio nel 1995.
“Non avrebbe mai potuto immaginare che era abusivo in quanto gliel’ha consegnato proprio lo Stato”, concludeva il messaggio rilanciato nell’interrogazione.
Mille lavoratori a rischio sul litorale romano
Il cuore del documento presentato dal Partito Democratico riguarda però soprattutto le conseguenze economiche e occupazionali della vicenda.
Secondo le stime delle associazioni di categoria riportate da Scotto, la chiusura o l’incertezza che grava su circa venti stabilimenti balneari potrebbe avere ripercussioni pesantissime sul territorio.
Il rischio concreto sarebbe quello di lasciare senza reddito circa mille lavoratori stagionali, molti dei quali potrebbero non avere nemmeno accesso a strumenti di sostegno come la Naspi.
Numeri che raccontano una crisi ben più ampia della sola questione amministrativa o urbanistica.
Un danno economico da milioni di euro
L’interrogazione evidenzia anche il possibile impatto economico sull’intero sistema del litorale romano.
Secondo le valutazioni riportate nel documento parlamentare, solo in termini di mancati salari la perdita potrebbe superare i sei milioni di euro nei primi cinque mesi della stagione estiva.
Il danno complessivo per il territorio, considerando indotto, turismo e attività collegate, verrebbe invece stimato tra i 15 e i 25 milioni di euro.
Una prospettiva che preoccupa lavoratori, operatori turistici e commercianti, in una fase già delicata per l’economia del mare di Roma.
La richiesta al Governo: tavolo urgente e ammortizzatori sociali
Per questo Scotto chiede al Ministero del Lavoro di aprire con urgenza un tavolo di confronto con le aziende del settore balneare operanti sul litorale romano, in particolare nel Municipio X.
L’obiettivo è attivare “ogni misura di sostegno possibile”, compresi ammortizzatori sociali e strumenti di cassa integrazione per i lavoratori stagionali eventualmente esclusi dall’attività estiva.
Il deputato dem chiede inoltre un “confronto strutturato” che accompagni la fase di transizione e riqualificazione del litorale, senza lasciare indietro imprese e dipendenti.
Tra emergenza e futuro: il nodo del Parco del Mare
Nell’interrogazione viene infine richiamato anche il progetto del Parco del Mare, considerato una possibile opportunità di rilancio e trasformazione del waterfront romano.
Ma il timore espresso dal Pd è che, senza una gestione attenta della fase attuale, il percorso di riqualificazione possa tradursi in un costo sociale altissimo per centinaia di famiglie.
La partita sul futuro del litorale di Ostia, insomma, non riguarda più soltanto concessioni, stabilimenti e urbanistica: riguarda il lavoro, il turismo e l’identità economica di un intero territorio.

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