La proroga contenuta nel Decreto Milleproroghe, che consente anche per la stagione balneare 2026 l’impiego di minorenni come assistenti bagnanti, accende un duro confronto

Ostia (Rm) - La proroga contenuta nel Decreto Milleproroghe, che consente anche per la stagione balneare 2026 l’impiego di minorenni come assistenti bagnanti, accende un duro confronto. La Sezione Lifeguards Italiani – Delegazione Litorale Romano e Lazio prende posizione con fermezza: “La sicurezza non può essere sacrificata a logiche economiche”. Un appello che chiama in causa istituzioni, imprenditori e sistema della formazione.

La presa di posizione: “Una linea rossa da non oltrepassare”

“La sicurezza dei bagnanti non è un costo: diciamo no ai bagnini minorenni”.

E’ netta, senza ambiguità, la posizione della Sezione Lifeguards Italiani – Delegazione Litorale Romano e Lazio dopo la proroga prevista dal Decreto Milleproroghe che, anche per la prossima estate, consente l’impiego di assistenti bagnanti non ancora maggiorenni.

Una scelta che, secondo i Lifeguards, rischia di spostare l’asse del dibattito dalla tutela della vita umana a una gestione emergenziale del personale, con ricadute potenzialmente gravi sulla sicurezza in mare.

“La tutela della vita viene prima di tutto”

La tutela della vita umana viene prima di ogni altra considerazione”.

A ribadirlo sono il delegato regionale Alessandro Rocca, il responsabile nazionale Pasquale Massimo Treglia e il delegato giovani Mattia La Rocca, che parlano di una "responsabilità non negoziabile".

L’assistente bagnanti, spiegano, non svolge un lavoro stagionale qualunque: è un presidio di sicurezza pubblica. In caso di emergenza è chiamato a prendere decisioni immediate, autonome e spesso irreversibili, in condizioni di forte stress e pressione.

Responsabilità enormi, maturità necessaria

Il nodo centrale è la responsabilità.

“Non mettiamo in discussione la preparazione tecnica o le capacità fisiche di molti ragazzi – precisano – ma la minore età comporta inevitabilmente un diverso livello di maturità giuridica e personale”.

In uno scenario critico, una scelta sbagliata o un intervento imprudente potrebbero tradursi in conseguenze penali per negligenza, imperizia o imprudenza. Una responsabilità che, secondo i Lifeguards, non può gravare su chi non ha ancora piena capacità giuridica.

Una professione, non un ripiego stagionale

Per la Delegazione del Litorale Romano e Lazio è chiaro: “Una professione che implica tali rischi deve essere esercitata con piena maturità anagrafica e con un percorso formativo che accompagni l’operatore fino alla maggiore età, permettendogli di assumersi in prima persona ogni responsabilità civile e penale”.

Il ruolo dell’assistente bagnanti, sottolineano, non può essere considerato un’attività occasionale o un semplice impiego estivo.

Il nodo economico e la critica al sistema

Nel mirino finisce così anche l’impianto che ha portato alla proroga.

Troviamo paradossale che a promuoverla sia il Sindacato Italiano Balneari”, affermano i Lifeguards. Un soggetto che, legittimamente, rappresenta gli interessi imprenditoriali degli stabilimenti.

Secondo la Delegazione, l’ampliamento del bacino di operatori – grazie all’impiego di minorenni – riduce la scarsità di personale, incidendo sul rapporto domanda-offerta e abbassando il costo del lavoro.

Brevetti, costi ridotti e sicurezza a rischio?

Nel quadro descritto entra anche il tema della formazione.

Da un lato l’aumento dei brevetti, dall’altro la riduzione dei costi del lavoro: il rischio è che l’interesse economico prevalga sulla reale tutela della sicurezza in mare”.

I Lifeguards pongono una domanda chiave: in caso di incidente grave che coinvolga un minorenne, chi risponde davvero? Quali coperture assicurative e quali garanzie effettive sono previste?

“La sicurezza è un valore, non una voce di bilancio”

Il messaggio finale intende essere un richiamo etico e professionale: “La sicurezza non è un costo d’impresa. La sicurezza è un valore”.

Per questo la Sezione Lifeguards Italiani – Delegazione Litorale Romano e Lazio chiede che "ogni decisione futura venga discussa con le rappresentanze dei bagnini, e non solo con chi li impiega o trae beneficio economico dalla loro formazione".

Perché, concludono, “la tutela della vita umana viene prima di ogni altra considerazione”.