Critiche per il Campionato Supermarecross disputato sull’arenile: associazioni chiedono verifiche su scavi, rumore e tutela delle specie protette

Fiumicino (Rm) - Un tracciato di 1.200 metri interamente modellato sull’arenile, rettilinei veloci, curve tecniche e il rombo dei motori a dominare il paesaggio costiero. E' lo scenario che ha caratterizzato le giornate del 28 febbraio e 1° marzo scorsi sulla spiaggia dei Lidi di Maccarese, nel Comune di Fiumicino, dove si è svolta una nuova edizione dei Campionati Internazionali d’Italia Supermarecross.

L’evento motociclistico, disputato sull’arenile di pertinenza degli stabilimenti balneari della Polizia di Stato e delle Fiamme Oro, ha visto la realizzazione di una pista temporanea sulla sabbia, con solchi, dislivelli e passaggi tecnici creati attraverso l’utilizzo di mezzi meccanici.

Una manifestazione sportiva che però ha sollevato forti critiche da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno deciso di presentare un esposto alle autorità competenti.

L’esposto delle associazioni ambientaliste

A sollevare il caso sono Italia Nostra Litorale Romano, LIPU/BirdLife Italia, Marelibero e FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che hanno denunciato quello che definiscono un evento “estremamente impattante” per l’ecosistema costiero.

“Si tratta di una lunga spiaggia che confina con i Tumuleti di Bocca di Leone, area 1 – cioè di massima protezione – della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano”, spiegano Anna Longo (Italia Nostra Litorale Romano), Alessandro Polinori (LIPU/BirdLife Italia), Danilo Ruggiero (Marelibero) e Giuseppe Morganti (FAI Lazio).

La zona è inoltre compresa in gran parte nell’IBA – Important Bird and Biodiversity Area “Litorale Romano”, ed è situata nelle vicinanze del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Macchia Grande di Focene e Macchia dello Stagneto”.

Un’area delicata per la fauna protetta

Secondo gli ambientalisti, l’area interessata dalla gara è particolarmente delicata anche dal punto di vista faunistico.
La spiaggia, infatti, potrebbe essere interessata dalla presenza o dalla nidificazione di specie protette, tra cui il Fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello costiero a rischio, e la Tartaruga marina comune (Caretta caretta).

Proprio a pochi chilometri di distanza, sulla spiaggia di Passoscuro, nel settembre 2025 era stata rinvenuta una nidificazione di tartarughe marine. In quell’occasione il Comune di Fiumicino aveva emesso un’ordinanza che vietava attività in grado di produrre forte impatto sonoro o vibrazioni nel suolo.

Dubbi su scavi, rumori e normativa ambientale

Le associazioni contestano anche le modalità con cui è stata realizzata la pista per la gara.

Secondo quanto riportato nell’esposto, per l’evento sarebbero stati effettuati scavi e movimentazioni della sabbia dell’arenile naturale, oltre a emissioni sonore e gas di scarico dei motori che avrebbero inciso sull’ambiente costiero.

Gli ambientalisti richiamano in particolare:

il Decreto Legislativo 42/2004, che tutela i territori costieri entro una fascia di 300 metri dalla linea di battigia
il Regolamento regionale Lazio n. 19 del 2016, che disciplina l’uso delle aree demaniali marittime
la Legge Regionale 29/1987, relativa alla circolazione fuoristrada dei mezzi motorizzati.


Secondo le associazioni, l’evento potrebbe configurarsi come un utilizzo improprio dell’arenile rispetto alle finalità previste dalla normativa.

Le richieste alle autorità

Per fare chiarezza sulla vicenda, le associazioni hanno presentato un esposto alle autorità competenti, tra cui il Comune di Fiumicino, la Polizia Locale, il Gruppo Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e la Capitaneria di Porto.

Tra le verifiche richieste c’è la richiesta di accertare se la movimentazione della sabbia sia avvenuta nel rispetto delle normative vigenti e delle linee guida nazionali contro l’erosione costiera; di verificare se l’evento sia stato realizzato nel rispetto della Legge Regionale 29/1987 e delle norme di tutela delle spiagge; di controllare l’eventuale dispersione di materiali o sostanze inquinanti sull’arenile e di accertare se la spiaggia sia stata ripristinata nelle condizioni originarie dopo la manifestazione.

Le associazioni chiedono inoltre che, in caso di irregolarità, vengano adottati provvedimenti sanzionatori.

“Le spiagge vanno tutelate”

Oltre agli accertamenti, gli ambientalisti lanciano un appello alle istituzioni affinché eventi sportivi di questo tipo vengano valutati con maggiore attenzione.

“Gli sport motorizzati e lo spirito agonistico devono sempre confrontarsi con il rispetto di ambienti naturali fragili come le nostre coste”, affermano.

Secondo le associazioni, il litorale romano, soprattutto nei tratti confinanti con la Riserva Statale del Litorale Romano, merita una tutela più rigorosa.

“Serve senso di responsabilità da parte delle istituzioni che amministrano territori di grande bellezza e fragilità – concludono –. Chiediamo che in futuro non si ripetano situazioni come quella avvenuta sulla spiaggia di Maccarese e che le autorizzazioni per eventi ad alto impatto vengano valutate con la massima attenzione”.