Fiumicino, il fiuto della Polaria smaschera il viaggio sospetto: tre minorenni con documenti falsi fermate con la “zia”
Di Maria Grazia Stella il 17/02/2026
Decisivi i controlli incrociati con la polizia francese: arrestata una 36enne per favoreggiamento all’immigrazione clandestina aggravato
Fiumicino (Rm) - Un arrivo apparentemente normale, ma troppi dettagli che non tornano. E’ grazie all’attenzione e all’esperienza degli agenti della Polaria di Fiumicino che un delicato caso di immigrazione clandestina è stato scoperto allo sbarco di un volo dal Kuwait. A insospettire i poliziotti, la presenza di due quindicenni e di una bambina di sei anni accompagnate da una donna che si dichiarava loro “zia”. I successivi accertamenti internazionali hanno portato all’arresto della 36enne, accusata di favoreggiamento aggravato.
L’analisi preventiva che accende il campanello d’allarme
L’intervento è scattato nella tarda mattinata di lunedì 16 febbraio, allo sbarco di un volo Kuwait Airways proveniente da Kuwait City.
Già prima dell’atterraggio, l’Unità Investigazioni Frontiera della Polaria aveva individuato una anomalia nella lista passeggeri: tre minorenni originarie delle Comore risultavano in viaggio verso l’Italia, partite da Jeddah, senza essere titolari di visto Schengen né di permesso di soggiorno italiano.
Un dettaglio che ha spinto gli agenti a predisporre controlli mirati al gate di arrivo.
Due quindicenni e una bambina: il gruppo che non convince
Durante il controllo documentale sottobordo, i poliziotti intercettano il piccolo gruppo: due ragazze di 15 anni e una bambina di 6, accompagnate da una donna di 36 anni, cittadina francese di origine comoriana, che si presenta come loro zia.
E’ proprio qui che l’esperienza degli operatori fa la differenza.
Cognomi diversi, scarsa confidenza tra le ragazzine e l’adulta, atteggiamenti distaccati: elementi che, messi insieme, non convincono gli agenti, i quali decidono di approfondire la verifica negli uffici della Polaria.
Documenti apparentemente regolari, ma qualcosa non torna
I controlli iniziali confermano che i passaporti sono autentici: francese quello della donna, delle Comore quelli delle minori.
L’attenzione degli investigatori si concentra però su tre Certificati di circolazione per minori stranieri, rilasciati – secondo quanto dichiarato – dalle Prefetture di Parigi, Lione e Bordeaux.
Anche il QR code presente sui documenti restituisce, a una prima lettura, un esito positivo. Ma il sospetto non si dissolve.
Il ruolo decisivo della cooperazione internazionale
Nonostante l’apparente regolarità, la Polaria decide di non fermarsi e attiva il Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ventimiglia, chiedendo riscontri diretti alle autorità francesi.
La risposta è netta: le tre minori non risultano censite in alcuna anagrafe stranieri francese.
I certificati, dunque, sono completamente falsi, privi di qualsiasi valore legale.
Un passaggio cruciale che conferma, ancora una volta, quanto il coordinamento internazionale sia determinante nel contrasto ai traffici illeciti di persone.
La versione fragile della “zia”
Assistita da un interprete, la donna fornisce una ricostruzione confusa e non verificabile. Racconta di aver incontrato casualmente a Jeddah il padre della bambina più piccola, che le avrebbe chiesto di riportarla in Francia. Solo all’ultimo momento – secondo la sua versione – le sarebbero state affidate anche le due quindicenni, dirette dalle rispettive madri.
Una narrazione che non regge agli accertamenti.
Biglietti unici e viaggio organizzato
Le indagini rivelano infatti che la donna era partita il 2 febbraio da Marsiglia per Jeddah, quindi, il 4 febbraio si era spostata a Kuwait City. Inoltre, a insospettire gli investigatori, il fatto che l’intero itinerario fino a Fiumicino era stato prenotato con un’unica transazione, valida per lei e per tutte e tre le minori.
Un quadro che rafforza l’ipotesi di un viaggio pianificato, incompatibile con la versione fornita.
L’arresto e la tutela delle minori
Alla luce degli elementi raccolti, e in raccordo con la Procura della Repubblica di Civitavecchia, la donna è stata arrestata in flagranza per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina aggravato e condotta presso la Casa Circondariale di Civitavecchia.
Contestualmente, informata la Procura per i Minorenni di Roma, le tre ragazze sono state affidate ai Servizi Sociali del Comune di Fiumicino e inserite in strutture di accoglienza dedicate ai minori.
La Polaria, presidio silenzioso di sicurezza e tutela
L’operazione evidenzia ancora una volta il ruolo fondamentale della Polaria negli scali aeroportuali: non solo controllo dei flussi, ma attenzione ai dettagli, tutela dei più vulnerabili e capacità di leggere ciò che non appare.
Un lavoro spesso silenzioso, ma decisivo, che in questo caso ha impedito che tre minori venissero introdotte illegalmente in Europa, restituendo centralità alla sicurezza e alla protezione dei diritti dei bambini.

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