Le sigle del comparto romano sostengono il piano di crescita del Leonardo da Vinci e gli investimenti annunciati per circa 9 miliardi di euro, compresa la quarta pista. “Un hub più competitivo rafforza Roma e crea opportunità anche per il servizio taxi”. La richiesta: accompagnare l’aumento dei flussi con un adeguato potenziamento dei servizi a terra

Fiumicino (Rm) – Lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino è un’opportunità per Roma, per il turismo e anche per il trasporto pubblico non di linea. A sostenerlo sono i sindacati dei tassisti romani, che intervengono con una posizione congiunta sul futuro del Leonardo da Vinci e si schierano a favore del piano di potenziamento dello scalo.

Il ragionamento delle organizzazioni parte da un rapporto diretto: se Fiumicino aumenta la propria capacità e consolida il ruolo di grande hub internazionale, cresceranno i flussi di viaggiatori e, di conseguenza, anche la domanda di mobilità da e verso l’aeroporto.

Una prospettiva che le sigle sintetizzano con tre parole: “Più turismo, più lavoro, più passeggeri per i taxi”.

Il fronte dei tassisti: quattordici sigle firmano la nota

A sottoscrivere la posizione sono Fit Cisl Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Uritaxi Lazio, Fast Confsal Taxi, Cna Taxi, Claai Atpl, Uti, Agci Taxi, Confcooperative Trasporto Persone Roma, Consultaxi, Sul Taxi, Atitaxi e Atlt.

Un fronte ampio che guarda con favore al progetto di sviluppo del principale aeroporto italiano.

"Un aeroporto più competitivo a livello internazionale significa più passeggeri, più turisti, più opportunità di lavoro per chi ogni giorno garantisce il servizio pubblico non di linea a Fiumicino", affermano le organizzazioni.

Per i rappresentanti della categoria, dunque, la crescita dello scalo non avrebbe effetti circoscritti al perimetro aeroportuale, ma produrrebbe ricadute sull’intero sistema economico e turistico della Capitale e sul vasto indotto collegato ai flussi di viaggiatori.

“Rafforzare Roma come porta d’ingresso del Paese”

I sindacati inseriscono il futuro del Leonardo da Vinci in una prospettiva più ampia, che riguarda la capacità di Roma di competere con le altre grandi destinazioni internazionali.

"Accogliamo con favore un piano che rafforza il ruolo di Roma come porta d’ingresso del Paese verso il mondo, a beneficio dell’intero indotto, compresa la categoria taxi", evidenziano le sigle.

Nella nota viene richiamato un piano che, secondo quanto riportato dalle organizzazioni, prevede investimenti privati per circa 9 miliardi di euro da parte di Aeroporti di Roma, comprendendo anche la realizzazione della quarta pista.

E' proprio l’aumento della capacità infrastrutturale e operativa dello scalo a essere considerato dai tassisti un elemento strategico per intercettare nuovi flussi turistici e commerciali.

Più voli e viaggiatori, i tassisti: “Un’opportunità di crescita per il comparto”

Il legame tra aeroporto e servizio taxi è, secondo le organizzazioni, immediato. Ogni incremento dei passeggeri in arrivo o in partenza dal Leonardo da Vinci genera infatti una maggiore domanda di collegamenti terrestri con Roma e con il resto del territorio.

Per questo il potenziamento infrastrutturale viene definito “un’opportunità di crescita anche per il comparto taxi, direttamente legato ai flussi di passeggeri in arrivo e in partenza da Fiumicino”.

La previsione delle sigle è netta: “Più turismo, più lavoro, più passeggeri per i taxi”.

Una crescita che, nella lettura dei sindacati, potrebbe incidere positivamente sulla sostenibilità economica della categoria, ma anche sulla qualità complessiva del sistema di accoglienza della Capitale.

La richiesta: potenziare anche i servizi a terra

Il sostegno allo sviluppo dell’aeroporto è accompagnato, però, da una richiesta precisa. L’espansione del Leonardo da Vinci dovrà procedere parallelamente all’adeguamento dei collegamenti e dei servizi necessari a gestire un numero crescente di passeggeri.

Secondo le organizzazioni, l’incremento della capacità operativa dello scalo e la crescita del traffico turistico e commerciale sono destinati a tradursi in “un aumento della domanda di servizio taxi presso l’aeroporto”, con effetti positivi per il settore e con un contributo più generale alla competitività di Roma e dell’Italia.

Ma perché questo avvenga, sostengono le sigle, sarà necessario evitare che l’aumento dei viaggiatori trovi a terra un sistema di mobilità non adeguatamente dimensionato.

“Crescita dell’aeroporto e taxi devono procedere in sinergia”

Da qui l’appello affinché il futuro dello scalo venga progettato tenendo conto anche delle necessità del trasporto pubblico non di linea.

I sindacati auspicano che lo sviluppo del Leonardo da Vinci “proceda in sinergia con le esigenze del trasporto pubblico non di linea”, in modo che la crescita dei flussi venga accompagnata da "un adeguato potenziamento dei servizi di terra, taxi compreso".

L’obiettivo indicato è garantire ai viaggiatori un sistema di collegamenti capace di sostenere la nuova dimensione dell’aeroporto e assicurare “standard di accoglienza e mobilità all’altezza di una capitale europea”.

La posizione dei sindacati dei tassisti entra così nel dibattito sul futuro del Leonardo da Vinci con un messaggio preciso: per la categoria l’espansione dello scalo rappresenta un’occasione da sostenere, purché alla crescita delle infrastrutture aeroportuali corrisponda quella dei servizi destinati a gestire i nuovi flussi di passeggeri.