Fiumicino, agguato in piazzale Mediterraneo: arrestati due fratelli gemelli pugili per tentato omicidio
Di Redazione il 03/07/2026
Quello che doveva essere un incontro chiarificatore si è trasformato in un violento pestaggio. Un diciannovenne è stato attirato in una trappola e massacrato a colpi di pugni e con una spranga. Ferito anche un amico intervenuto per difenderlo. La Polizia esegue due custodie cautelari in carcere
Fiumicino (Rm) - Si è conclusa nella mattinata di venerdì 3 luglio con l'arresto di due fratelli gemelli trentenni, entrambi pugili, l'indagine della Polizia di Stato sul violento pestaggio avvenuto a metà giugno a Fiumicino, nel piazzale Mediterraneo.
Gli agenti del Commissariato di Fiumicino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, hanno eseguito nei confronti dei due uomini un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari. L'accusa contestata è quella di tentato omicidio.
Secondo la ricostruzione investigativa, il pestaggio sarebbe stato il culmine di una vicenda iniziata la notte precedente all'esterno di un locale e degenerata in quello che gli inquirenti ritengono un vero e proprio agguato organizzato.
Gli apprezzamenti alla fidanzata e la prima colluttazione
L'origine della vicenda risale alla notte tra il 13 e il 14 giugno.
Secondo gli investigatori, uno dei due gemelli, addetto alla sicurezza del locale e pugile professionista, in evidente stato di alterazione alcolica avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti della fidanzata del diciannovenne.
La reazione del giovane avrebbe dato origine a una violenta colluttazione durante la quale l'uomo lo avrebbe colpito con numerosi pugni al volto. La vittima sarebbe riuscita a reagire, colpendolo a sua volta, circostanza che avrebbe ulteriormente esasperato gli animi.
Terminato lo scontro, il trentenne avrebbe rivolto gravi minacce al ragazzo, prospettando una vendetta armata già dal giorno successivo. Non solo: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe anche tentato di investire con la propria automobile il diciannovenne e il gruppo di amici che era con lui.
La trappola organizzata attraverso i social
Le indagini hanno ricostruito anche le ore successive.
Il giorno dopo l'aggressione, il presunto responsabile avrebbe cercato di risalire all'identità del giovane, arrivando persino a contattarlo tramite una richiesta di amicizia sui social network.
Grazie all'intermediazione di un conoscente comune sarebbe stato quindi organizzato un incontro che, almeno nelle intenzioni dichiarate, avrebbe dovuto servire a chiarire quanto accaduto la sera precedente.
In realtà, secondo l'accusa, quel confronto sarebbe stato soltanto un pretesto.
L'agguato in piazzale Mediterraneo
L'appuntamento era stato fissato nei pressi dello stesso locale, ma con un pretesto il diciannovenne sarebbe stato convinto a raggiungere da solo il vicino piazzale Mediterraneo.
Qui, secondo la ricostruzione della polizia, sarebbe scattata la trappola.
Il trentenne avrebbe lanciato una manciata di sabbia sul volto del ragazzo per impedirgli di difendersi. Resosi conto dell'agguato, il giovane avrebbe tentato la fuga, senza riuscirci.
Pochi istanti dopo sarebbe entrato in azione anche il fratello gemello.
I due avrebbero colpito ripetutamente il diciannovenne con pugni e utilizzando anche una spranga, continuando a infierire quando ormai era riverso a terra, immobilizzato con una presa al collo.
Ferito anche l'amico intervenuto per salvarlo
Durante il pestaggio è rimasto coinvolto anche un amico della vittima, intervenuto nel tentativo di interrompere l'aggressione e prestare soccorso.
La violenza si sarebbe arrestata soltanto grazie all'intervento del conoscente che aveva organizzato l'incontro, riuscito a frapporsi tra gli aggressori e il giovane e a sottrarre loro la spranga utilizzata durante il pestaggio.
Lesioni gravissime: il giovane è ancora ricoverato
Il bilancio dell'aggressione è pesantissimo.
Il diciannovenne ha riportato la frattura delle ossa dell'orbita sinistra e dello zigomo, oltre a un importante versamento ematico alla mascella.
La prognosi è di 45 giorni, ma il ragazzo è ancora ricoverato all'ospedale Grassi di Ostia. I medici non escludono la necessità di un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale per la ricostruzione delle fratture riportate.
Le indagini e gli arresti
Le risultanze investigative, supportate dalle testimonianze raccolte e dagli accertamenti tecnici eseguiti dagli investigatori, hanno consentito alla Procura della Repubblica di Civitavecchia di richiedere l'applicazione delle misure cautelari.
Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta disponendo la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due fratelli, provvedimento eseguito dagli agenti del Commissariato di Polizia di Fiumicino.
Presunzione d'innocenza
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.

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