A Fregene il ricordo di Andrea Porcelli. L’appello al Comune: un piazzale vicino alla Polisportiva
Di Maria Grazia Stella il 07/01/2026
A distanza di anni dalla scomparsa del giovane calciatore, amatissimo dalla comunità di Fregene, torna l’appello alle istituzioni: dare seguito a un impegno mai dimenticato e dedicare uno spazio pubblico allo sport e ai ragazzi trasformando il ricordo in un progetto concreto per il futuro
Fregene (Rm) - Una ferita che il tempo non ha cancellato. Ci sono storie che non scoloriscono con il passare degli anni. Storie che restano vive nella memoria collettiva e continuano a interrogare le coscienze. A Fregene, una di queste è quella di Andrea Porcelli, giovane calciatore scomparso prematuramente nel 2008. Una perdita che segnò profondamente il tessuto sociale della località balneare, lasciando un vuoto umano prima ancora che sportivo.
Per Andrea, il calcio non era soltanto un gioco: era un luogo di amicizia, di crescita, di appartenenza. Un linguaggio universale capace di unire i ragazzi e di costruire legami autentici.
Un piazzale vicino alla Polisportiva: una promessa mai dimenticata
Già nel 2009, all’indomani della tragedia, la comunità di Fregene aveva espresso con forza il desiderio di dedicare un piazzale nei pressi della Polisportiva alla memoria di Andrea.
Un’idea condivisa, raccontata anche dalla stampa locale dell’epoca, che puntava a trasformare il dolore in un segno tangibile e duraturo.
Oggi, a distanza di oltre quindici anni, quel progetto torna al centro del dibattito pubblico. Non come un’operazione nostalgica, ma come una richiesta attuale, che parla al presente e soprattutto al futuro dei giovani del territorio.
La richiesta al Comune: memoria che diventa progetto
A rilanciare l’appello è Massimiliano Graux, membro della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia di Roma, che richiama l’attenzione dell’attuale amministrazione comunale di Fiumicino su un tema rimasto sospeso troppo a lungo.
“L’idea nata nel 2009 di legare il nome di Andrea a un progetto concreto per i giovani non era solo un gesto simbolico – spiega – ma una visione sociale necessaria per il nostro territorio”.
La richiesta è chiara: riqualificare o intitolare uno spazio sportivo che possa diventare un punto di riferimento per i ragazzi di Fregene, un luogo dove praticare sport in sicurezza e sentirsi parte di una comunità.
Lo sport come presidio sociale e occasione di crescita
Secondo Graux, onorare la memoria di Andrea Porcelli oggi significa andare oltre la commemorazione formale. Vuol dire investire sui giovani, offrire loro spazi adeguati, contrastare l’isolamento e promuovere valori come rispetto, disciplina e inclusione.
“Dare il nome di Andrea a uno spazio sportivo – sottolinea – significa offrire una casa ai sogni di tanti piccoli atleti che, come lui, vedono nel campo da gioco un luogo di crescita, salute e speranza”.
In un tempo in cui i luoghi di aggregazione sono sempre più rari, lo sport torna a essere una risposta concreta alle fragilità sociali.
Un invito alle istituzioni: dal ricordo al futuro
L’appello finale è rivolto alle istituzioni locali, chiamate a raccogliere un’eredità morale che affonda le radici nel 2009 ma che parla con forza al presente.
Riprendere quel progetto, aggiornarlo alle esigenze di oggi e realizzarlo significherebbe trasformare una sofferenza collettiva in una risorsa per tutta la comunità. Un gesto capace di unire memoria e visione, passato e futuro.
Perché, in fondo, permettere ai ragazzi di correre su un campo da calcio intitolato ad Andrea Porcelli sarebbe il modo più autentico per farlo vivere ancora, ogni giorno, insieme alla sua città.

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