Donne aggredite tra mura domestiche: emergono storie di abusi prolungati. Attivato il protocollo “Scudo” per la tutela delle vittime

Ostia (Rm) - Tre episodi distinti, un unico filo conduttore: la violenza tra le mura di casa. Nelle ultime ore i carabinieri hanno arrestato tre uomini, gravemente indiziati del reato di maltrattamenti in famiglia, al termine di altrettanti interventi effettuati tra Ostia, Testaccio e Laurentino.

Un quadro che riaccende i riflettori su una realtà spesso sommersa, fatta di soprusi ripetuti e silenzi difficili da rompere.

Ostia, periodi di violenze culminano nell’arresto

Il primo intervento è avvenuto a Ostia, dove i militari della locale stazione sono intervenuti in serata dopo una segnalazione al 112.

In manette è finito un 52enne di origine egiziana, accusato di aver aggredito la moglie, una connazionale di 38 anni, al culmine di una lite per motivi ritenuti futili.

Ma dietro l’episodio si nasconderebbe una situazione ben più grave: la donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata vittima, negli ultimi tempi, di comportamenti violenti e vessatori continui, mai denunciati prima per paura.

Testaccio, aggressione dopo una lite: la vittima in ospedale

Un secondo intervento ha riguardato il rione Testaccio, dove i carabinieri hanno arrestato un 67enne con precedenti, accusato di aver aggredito la convivente.

Durante una lite, l’uomo avrebbe strattonato la donna facendola cadere a terra. La vittima è stata soccorsa dal 118 e trasportata in codice giallo all’ospedale Isola Tiberina, dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.

In sede di querela, la donna ha riferito di aver subito episodi di violenza reiterati negli ultimi cinque anni, delineando un contesto di maltrattamenti prolungati.

Laurentino, minacce e tentata estorsione alla compagna

Il terzo caso si è verificato nel quartiere Laurentino, dove i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un 27enne originario di Palermo, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo è stato bloccato all’interno di un centro sportivo in via dei Guastatori, mentre stava aggredendo verbalmente la compagna con insulti e minacce, tentando di ottenere denaro.

Anche in questo caso la vittima ha raccontato una storia di violenze fisiche e psicologiche pregresse, già oggetto di precedenti denunce.

Attivato il protocollo “Scudo” per le vittime

Per tutti e tre gli episodi, oltre agli arresti, è stato attivato il protocollo operativo del sistema “Scudo”, previsto per la tutela delle vittime di violenza domestica.

Gli indagati sono stati condotti presso il carcere di Regina Coeli su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e gli arresti sono stati successivamente convalidati.

Un fenomeno che resta sommerso

Le tre vicende, avvenute a distanza ravvicinata, raccontano una realtà ancora troppo diffusa: quella della violenza domestica che spesso resta nascosta fino a quando non sfocia in episodi più gravi.

Storie segnate da paura, isolamento e difficoltà nel denunciare, che emergono solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine o al coraggio delle vittime.

Presunzione di innocenza

Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, per gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.