Dall’alba oltre duecento finanzieri, unità speciali, cani antidroga ed elicotteri in azione sul litorale romano. L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ha disarticolato una struttura criminale accusata di gestire un traffico milionario di cocaina ed eroina operativo 24 ore su 24

Ostia (Rm) - L’elicottero che sorvola i palazzi, le sirene nel silenzio dell’alba, i finanzieri che irrompono nelle abitazioni mentre le unità cinofile setacciano cortili e appartamenti.

E' iniziata così, nelle prime ore di oggi, mercoledì 20 maggio, la maxi operazione della Guardia di Finanza che ha colpito il cuore del traffico di droga delle Case Rosse di Ostia, una delle piazze di spaccio più radicate e redditizie del litorale romano.

Il bilancio è pesantissimo: 26 persone raggiunte da misure cautelari, un’organizzazione criminale smantellata e un sistema di spaccio che, secondo gli investigatori, avrebbe movimentato oltre un milione di euro in appena nove mesi.

L’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia

Il blitz è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

In campo un imponente dispositivo operativo composto da oltre duecento militari del II Gruppo Roma, del contingente specializzato Anti Terrorismo e Pronto Impiego, delle unità cinofile antidroga e del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata.

A supportare le operazioni anche un elicottero del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia.

Il provvedimento cautelare riguarda complessivamente 29 indagati, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione, detenzione e spaccio di droga, violazione di sigilli e autoriciclaggio.

Per 24 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altre due sono finite agli arresti domiciliari.

Le Case Rosse trasformate in una centrale dello spaccio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale avrebbe trasformato l’area delle Case Rosse in una vera e propria centrale operativa dello spaccio di cocaina ed eroina.

Una struttura organizzata con modalità quasi imprenditoriali, capace di garantire un’attività continua, giorno e notte, per tutto l’anno.

Le indagini hanno documentato una macchina dello spaccio estremamente efficiente: pusher operativi h24, turni organizzati per coprire l’intera giornata e una rete capillare di vedette incaricate di monitorare ogni movimento sospetto e segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

Fino a 200 dosi al giorno nei weekend

Gli investigatori parlano di numeri impressionanti.

Secondo gli accertamenti, la piazza di spaccio avrebbe garantito quotidianamente la vendita di tra le 100 e le 150 dosi di stupefacente, con picchi superiori alle 200 dosi giornaliere nei weekend e nei giorni prefestivi.

Un traffico che avrebbe generato introiti superiori al milione di euro nel corso dei nove mesi di indagine.

Dietro lo spaccio, spiegano gli inquirenti, esisteva una logistica ben strutturata, in grado di assicurare approvvigionamento, distribuzione e controllo del territorio.

La droga consegnata direttamente a domicilio

Tra gli elementi più significativi emersi dall’inchiesta c’è anche l’organizzazione di un servizio di consegna a domicilio della droga.

Per fidelizzare gli acquirenti e aumentare i guadagni, il gruppo criminale avrebbe utilizzato corrieri incaricati di recapitare cocaina ed eroina direttamente ai clienti, utilizzando mezzi propri oppure veicoli messi a disposizione dall’associazione.

Un modello operativo che dimostrerebbe, secondo gli investigatori, un elevato livello di organizzazione e capacità gestionale.

Soldi reinvestiti attraverso l’autoriciclaggio

L’inchiesta ha inoltre acceso i riflettori sulla gestione dei proventi illeciti.

Secondo quanto emerso, il denaro accumulato attraverso il traffico di droga sarebbe stato successivamente reimmesso in circuiti di autoriciclaggio, nel tentativo di occultarne la provenienza e reinvestire i capitali accumulati.

Per questo motivo, parallelamente agli arresti, sono scattate anche perquisizioni e sequestri finalizzati all’individuazione di beni, denaro e utilità finanziarie ritenute sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati.

Un nuovo colpo alla criminalità sul litorale romano

L’operazione rappresenta uno dei più significativi interventi antidroga degli ultimi mesi sul litorale romano e si inserisce nella più ampia strategia di contrasto alle organizzazioni criminali attive nella Capitale.

Le attività investigative della Guardia di Finanza proseguono ora per ricostruire ulteriormente ruoli, ramificazioni e flussi economici del sodalizio criminale.

La presunzione d’innocenza

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, allo stato attuale delle acquisizioni probatorie, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.