Dalla vela terapia ai percorsi di inclusione sociale: presentati a Ostia i risultati del progetto nazionale promosso dal Ministero per le Disabilità e guidato dalla Lega Navale Italiana. Coinvolte 27 città, centinaia di operatori e persone con disabilità motorie, cognitive e sensoriali

Ostia (Rm) - Il mare come spazio di libertà, crescita e inclusione.

A Ostia, nella cornice del Palafijlkam, si è chiuso ufficialmente il progetto nazionale “Velando”, una delle più importanti iniziative italiane dedicate alla velaterapia e all’inclusione delle persone con disabilità attraverso gli sport nautici.

L’evento conclusivo, ospitato lunedì 18 maggio, ha rappresentato molto più di una semplice presentazione di dati o attività svolte.

E' stato il racconto concreto di un’esperienza che ha trasformato la vela in uno strumento terapeutico, educativo e relazionale capace di abbattere barriere fisiche, culturali e sociali.

Un progetto nazionale nato per rendere il mare accessibile a tutti

Il progetto “Velando” è stato promosso dal Ministero per le Disabilità guidato dal ministro Alessandra Locatelli, con la Lega Navale Italiana nel ruolo di ente capofila.

Accanto alla Lega Navale hanno partecipato la Federazione Italiana Vela e numerosi partner istituzionali, sanitari e del terzo settore, tra cui l’Azienda Sanitaria Locale Città di Torino, l’Istituto Ortopedico Rizzoli, Anffas Nazionale, AIL, AISM e numerose realtà impegnate nella nautica sociale.

I numeri raccontano la dimensione dell’iniziativa: 27 città coinvolte, 90 istruttori, 125 operatori, 47 skipper e circa 300 utenti protagonisti delle attività.

La velaterapia: quando il mare diventa strumento di benessere

Al centro del progetto c’è il concetto di “velaterapia”, una pratica sempre più riconosciuta come supporto complementare nei percorsi di inclusione e riabilitazione.

Attraverso la navigazione e la vita di bordo, le persone coinvolte hanno potuto sperimentare autonomia, fiducia, relazione e contatto con l’ambiente naturale.

L’esperienza nautica è diventata così un’occasione di crescita personale ma anche un laboratorio di socialità, capace di valorizzare abilità spesso nascoste o poco riconosciute.

Dalla Liguria al Lago Maggiore: il viaggio dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico

Tra le esperienze più significative del progetto c’è stata la tappa realizzata tra Piemonte e Liguria, che ha coinvolto giovani con disturbo dello spettro autistico seguiti dall’équipe del dottor Roberto Keller della Asl Città di Torino.

Le attività si sono svolte inizialmente sul Lago Maggiore e successivamente lungo la costa ligure.

I partecipanti hanno navigato a bordo di cabinati sociali e della “Eros”, la cosiddetta “barca della legalità”, dedicata a Piersanti Mattarella.

Dieci ragazzi sono stati accompagnati da istruttori e soci delle sezioni della Lega Navale di Arona, Ostia, Genova Sestri Ponente e Santa Margherita Ligure.

“Pronti a salpare”: la vela per le persone con malattie rare

Un altro importante percorso è stato quello di “Pronti a salpare 2”, sviluppato insieme all’Istituto Ortopedico Rizzoli sotto il coordinamento del professor Luca Sangiorgi.

Il progetto ha coinvolto pazienti con malattie rare scheletriche in una crociera a tappe tra Castellammare del Golfo e altre località marinare.

Le attività si sono svolte a bordo di “Our Dream”, la prima “barca della legalità” della Lega Navale Italiana completamente accessibile anche alle persone con disabilità motorie.

Sport, ambiente e legalità: il mare come scuola di vita

“Velando” non si è limitato soltanto alle attività sportive.

Nel corso dei mesi sono state organizzate lezioni di navigazione astronomica, iniziative educative e progetti ambientali, come la pulizia delle spiagge a Trapani realizzata insieme a minori coinvolti in percorsi di messa alla prova disposti dall’autorità giudiziaria.

Un modo per trasformare il mare non solo in luogo terapeutico ma anche in spazio educativo e civile.

Marzano: “Il mare strumento di inclusione e partecipazione”

Nel corso dell’evento conclusivo, il presidente nazionale della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Donato Marzano, ha sottolineato il valore umano e sociale del progetto.

“L’evento conclusivo di oggi non è stato solo un momento di sintesi del progetto Velando, ma anche un’occasione per evidenziare ancora una volta il ruolo del mare ed il valore degli sport nautici come strumenti di inclusione, salute e partecipazione attiva”, ha dichiarato.

Marzano ha evidenziato anche il ruolo della Lega Navale Italiana come punto di riferimento nazionale nella promozione di una cultura del mare accessibile e inclusiva.

Locatelli: “La vela ci insegna a vedere oltre i limiti”

Particolarmente sentito anche l’intervento del ministro Alessandra Locatelli, ideatrice del progetto.

“La vela come terapia complementare è uno strumento sempre più utilizzato dal mondo delle associazioni e degli enti che si occupano di disabilità”, ha spiegato il ministro, sottolineando come queste esperienze aiutino a valorizzare talenti e competenze delle persone con disabilità motorie, cognitive, sensoriali e complesse.

“Velando è stato un percorso di crescita personale e relazionale per tutti coloro che hanno partecipato”, ha aggiunto Locatelli, ricordando il contributo di istruttori, volontari, famiglie e operatori.

Un progetto destinato a lasciare il segno

Quella raccontata al Palafijlkam di Ostia non è stata soltanto la conclusione di un progetto.

E' stata la dimostrazione concreta di come il mare possa diventare uno strumento di inclusione reale, capace di creare relazioni, abbattere barriere e restituire fiducia.