Cinema, musica e teatro per raccontare il lavoro e il valore della cura: il 1° maggio a Ostia diventa un’esperienza collettiva tra cultura e impegno civile

Ostia (Rm) - Sarà un Primo Maggio all’insegna della riflessione e della partecipazione quello in programma al Teatro del Lido di Ostia, dove torna per la terza edizione “Primo Maggio in scena”. Un appuntamento che unisce linguaggi artistici diversi – cinema, teatro, musica – per interrogarsi sul significato contemporaneo del lavoro.

Quest’anno il focus si concentra su due pilastri della società: sanità e scuola. Due mondi attraversati da trasformazioni profonde, chiamati ogni giorno a confrontarsi con nuove sfide e fragilità.

Il filo conduttore: la “cura” come valore condiviso

Al centro della giornata c’è il concetto di “cura”, declinato non solo come assistenza, ma come responsabilità collettiva e pratica di convivenza civile. Una parola chiave che diventa lente attraverso cui leggere il presente.

La cura, in questa prospettiva, è intesa come reciprocità, come possibilità di crescita comune e come forma di resistenza sociale. Un tema quanto mai attuale, che attraversa le esperienze quotidiane di lavoratori e lavoratrici, soprattutto nei settori più esposti.

Cinema e dibattito: lo sguardo sulla sanità

Il programma si apre alle 16.30 con la proiezione del film “L’ultimo turno” della regista Petra Biondina Volpe, opera intensa che racconta le tensioni e le contraddizioni del lavoro sanitario.

La visione sarà seguita da un cineforum curato da Donato Di Stasi, che guiderà il pubblico in un confronto aperto sui temi emersi, offrendo strumenti di lettura e approfondimento.

Dalla condivisione al racconto collettivo

Alle 19 spazio a un momento conviviale, semplice e simbolico: “Pane, formaggio e vino”, occasione per favorire l’incontro tra i partecipanti e rafforzare il senso di comunità.

La serata prosegue alle 20 con “Con voce altrui”, una lettura pubblica condivisa curata da Sabina de Tommasi, arricchita da musica dal vivo e interventi di cittadini e cittadine.

Un’esperienza partecipativa che rompe la distanza tra palco e platea, trasformando il teatro in uno spazio aperto di narrazione collettiva.

Teatro come spazio di incontro e consapevolezza

“Primo Maggio in scena” non è solo un evento culturale, ma un laboratorio di idee e relazioni. Un modo per restituire al teatro la sua funzione originaria: essere luogo di confronto, ascolto e costruzione di senso.

In un tempo segnato da crisi e cambiamenti, l’iniziativa invita a fermarsi, riflettere e condividere. Perché il lavoro, oggi più che mai, non è solo produzione, ma identità, diritti e dignità.

E la cultura può ancora essere uno degli strumenti più potenti per raccontarlo.