Ostia, il teatro come rinascita: “Donne in tempo di guerra” porta in scena fragilità e resistenza
Di Maria Grazia Stella il 21/03/2026
Al Teatro del Lido l’esito scenico del progetto La casa di ciascuna: 24 donne trasformano esperienze di vita in racconto collettivo. Un percorso tra arte, inclusione e consapevolezza sociale. Ingresso gratuito
Ostia (Rm) – Non solo teatro, ma un percorso di rinascita, ascolto e condivisione. Venerdì 27 marzo alle ore 21 il Teatro del Lido di Ostia ospita Donne in tempo di guerra, esito scenico del progetto La casa di ciascuna, un’iniziativa che mette al centro il potere trasformativo dell’arte.
Ideato da Caterina Vertova, il progetto nasce come spazio dedicato alle donne che attraversano momenti di fragilità personale, sociale o economica. Un luogo in cui il teatro diventa strumento concreto di cura e partecipazione.
Dalle periferie una comunità che prende voce
La casa di ciascuna si sviluppa soprattutto nei territori periferici della Capitale, dove molte donne – migranti, madri sole, pazienti oncologiche, vittime di violenza o giovani in cerca di identità – faticano a trovare spazi di espressione.
Attraverso un lavoro sul corpo, sulla voce e sull’improvvisazione, le partecipanti costruiscono un percorso collettivo che trasforma esperienze personali in materia artistica condivisa.
Un processo che non si limita alla scena, ma genera comunità e consapevolezza.
Il laboratorio diventa spettacolo
Lo spettacolo Donne in tempo di guerra rappresenta il momento di restituzione pubblica di questo cammino. Sul palco salgono 24 donne del territorio, protagoniste di un percorso di ricerca guidato da Caterina Vertova insieme a Oretta Bizzarri, Maria Grazia Sarandrea e Selene Gandini.
Non attrici professioniste, ma testimoni dirette di storie vissute, che trovano nel teatro una forma di espressione autentica.
La guerra come esperienza interiore
Nel racconto scenico, il tema della guerra va oltre la dimensione storica. Diventa metafora della condizione esistenziale: conflitti interiori, resistenze quotidiane, cicatrici invisibili.
Le storie personali si intrecciano in un mosaico di memorie e vissuti, dando voce a una ricerca continua di dignità.
Il lavoro dialoga anche con L’anima buona di Sezuan di Bertolt Brecht, offrendo uno spunto per interrogarsi su cosa significhi restare umani in un mondo attraversato da contraddizioni e tensioni.
Il teatro come spazio di ricostruzione
Se la guerra divide e distrugge, il teatro prova a ricucire. E' in questo gesto collettivo che prende forma la “casa” evocata dal progetto: uno spazio reale e simbolico in cui le donne possono ritrovare la propria voce e riconoscersi come parte attiva della comunità.
Un luogo di relazione, consapevolezza e trasformazione sociale.
Cultura e impegno sul territorio
Con questo appuntamento, La casa di ciascuna rinnova il proprio impegno nella promozione della parità, nel contrasto alle discriminazioni e nella creazione di spazi culturali inclusivi.
Il Teatro del Lido di Ostia, parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale con il coordinamento di Zètema Progetto Cultura, si conferma così presidio culturale e sociale per il territorio.
Informazioni
Venerdì 27 marzo – ore 21
Donne in tempo di guerra
Progetto La casa di ciascuna
Direzione artistica e regia: Caterina Vertova
Docenti: Oretta Bizzarri, Selene Gandini, Maria Grazia Sarandrea
Interpreti: partecipanti al laboratorio
Assistente: Cristina Pensiero
Coordinamento progetto: Anna Rosaria Forno
Teatro del Lido – Via delle Sirene 22, Ostia
Ingresso gratuito

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